La Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere si prepara a trasformare in hotspot l’aeroporto internazionale “Falcone e Borsellino” di Palermo Punta Raisi

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Roma,11 novembre 2020

MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
SEGRETERIA DEL DIPARTIMENTO
UFFICIO PER LE RELAZIONI SINDACALI
c.a. Signor Direttore, Vice Prefetto Maria De Bartolomeis

OGGETTO: La Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere si prepara a trasformare in hotspot l’aeroporto internazionale “Falcone e Borsellino” di PalermoPunta Raisi.

Preg.mo Direttore,
in quest’ultimo anno siamo stati obbligati, in più occasioni, a denunciare, anche direttamente al vertice del Dipartimento, l’incomprensibile modo di gestire della Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, avendo rilevato un modo di operare lontano da qualsivoglia senso pratico di giustizia ed equità nonché in spregio all’obbligo di salvaguardare la salute dei Poliziotti.
Quanto si sta adesso verificando, ad opera di citata Direzione Centrale e ai danni del personale in servizio presso l’Ufficio di Polizia di Frontiera dell’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo-Punta Raisi, 6° a livello nazionale per traffico di passeggeri, persegue purtroppo nel medesimo solco dell’inadeguatezza gestionale da noi lamentata … e rischia nondimeno di avere gravi conseguenze anche sull’incolumità delle migliaia di cittadini che ogni giorno fanno uso del citato scalo aereo.
Da oltre 10 anni il predetto aeroporto è stato individuato come sito per il rimpatrio di cittadini verso la Tunisia, per il fatto che nel capoluogo palermitano è presente il Consolato di quello Stato.

Nel corso di questi anni, con una cadenza media di due voli settimanali, il personale del menzionato Ufficio di Polizia di Frontiera aerea viene comandato dalla predetta Direzione Centrale a svolgere le operazioni aeroportuali ai cosiddetti voli di rimpatrio, nonostante più volte sia stata rappresentata l’inadeguatezza del sito aeroportuale messo a disposizione per espletare le procedure di riconoscimento dei cittadini extracomunitari di nazionalità tunisina, entrati illegalmente nel territorio nazionale. Tali operazioni, difatti, vengono svolte all’interno del sedime aeroportuale, zona critica di un aeroporto, derogando alle più elementari misure di safety e di security aeroportuale.

A conferma di tale inadeguatezza è sufficiente rammentare che in questi anni si sono verificati svariati incidenti causati sia dagli extracomunitari che hanno tentato la fuga, sia dal personale delle scorte internazionali che nel tentativo di raggiungere i fuggitivi ha invaso le aree di manovra e di movimento dei piazzali, in taluni casi attraversando addirittura la pista di atterraggio, pregiudicando di fatto la sicurezza dei voli (vi è stato un caso in cui un aeromobile in fase di atterraggio ha dovuto riattaccare, vale a dire che ha dovuto riprendere quota prima di toccare terra, così interrompendo la manovra di atterraggio e con grave rischio per centinaia di persone).

Ebbene, il 16 settembre scorso si è toccato il fondo: la Questura di Palermo ha disposto che intorno alle 20.30, dopo le operazioni di riconoscimento di Polizia e i controlli sanitari espletati nel porto di Palermo sulla nave “Allegra” che si trovava in rada con a bordo un consistente numero di profughi, 18 cittadini irregolari di nazionalità tunisina venissero condotti in aeroporto al fine di ivi pernottare per poi, alle ore 13.00 del giorno successivo, essere rimpatriati con il previsto volo unitamente ad altri extracomunitari provenienti da altre strutture per migranti nazionali.

In quella circostanza la Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere disponeva che il dirigente dell’Ufficio di Polizia di Frontiera dell’aeroporto “Falcone e Borsellino” impiegasse un congruo numero di proprio personale ad integrare gli uomini dei reparti inquadrati. Il funzionario si è trovato costretto (sui quadranti 19/24 – 00/07 – 07/13) a impiegare il personale dal settore burocratico e del settore operativo distogliendolo di fatto dai compiti previsti dal Piano Antiterrorismo Aeroportuale. Infatti, il personale di solito impiegato per garantire la security aeroportuale (il DSA – Dispositivo di Sicurezza Aeroportuale), è stato comandato a vigilare i 18 cittadini tunisini irregolari.
Non disponendo di alcuna struttura idonea al ricovero notturno dei 18 stranieri, l’Ufficio di Polizia di Frontiera li ha allocati in due magazzini all’interno del sedime aeroportuale, ubicati in un seminterrato privo di qualsiasi confort … tant’è che tali cittadini tunisini sono stati costretti a passare la notte distesi sul pavimento spoglio.

Il 22 settembre si è poi andato anche oltre: su disposizione della Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, alle 08.30 circa, la Questura di Agrigento ha concentrato all’interno dello scalo aereo palermitano ben 35 stranieri da trasferire nella medesima giornata in altre parti d’Italia con due voli, il primo in mattinata ed il secondo nel primo pomeriggio.

Il servizio, per problematiche del vettore aereo, si è protratto fino alle ore 21.30 ed il personale della Polaria di Palermo per tutto questo arco temporale è stato distolto dai previsti compiti d’istituto e comandato ad effettuare assistenza agli extracomunitari ed ai colleghi dei reparti inquadrati presenti dalla mattina.

A seguito di tali due episodi, il 24 settembre scorso, a margine di un incontro con il Direttore della 7^ Zona Polizia di Frontiera, questo, sentite le rimostranze della nostra Segreteria di Palermo, assicurava che non avrebbe più autorizzato questa tipologia di servizi ed invitava altresì il Dirigente della Polaria di Punta Raisi a segnalargli, per tempo, eventuali simili richieste avanzate dalle varie Questure.
Il 21 ottobre, la Direzione Centrale in argomento disponeva che 12 extracomunitari, non appena ottenuto dall’A.G. il nulla osta al rimpatrio, fossero condotti in aeroporto per essere rimpatriati il giorno successivo … e comandava l’impiego del personale della Polaria nei turni 19/24, 00/07 e 07/13, in aggiunta a quello del Reparto Mobile. Nulla evidentemente aveva potuto il dirigente della 7^ Zona.

Tale servizio veniva poi annullato alle ore 14 del medesimo giorno perché il Giudice di Pace non ha concesso la prevista convalida all’esecuzione del provvedimento immediato dell’accompagnamento in Frontiera.

Ora, i voli di rimpatrio verso la Tunisia, da circa un mese, sono passati da cadenza bisettimanale a tre voli a settimana (a questi mancano gli eventuali voli di trasferimento dai CPR siciliani verso quelli oltre regione) ed è risaputa l’intenzione della menzionata Direzione Centrale di incrementare nel breve periodo tali voli da tre a quattro a settimana.
In attesa di tale certa determinazione, inoltre, chi guida la ridetta Direzione Centrale si è superato, adottando un nuovo metodo; si fanno accompagnare alle procedure di riconoscimento da parte dell’autorità consolare un numero superiore di extracomunitari di quelli che possono essere rimpatriati e quelli in esubero (di solito i soggetti più facinorosi?) perché non riconosciuti come cittadini tunisini da quelle autorità vengono rimandati presso altri CPR utilizzando un aereo commerciale.

In questo caso i soggetti “in esubero” rimangono in aeroporto fino a che non vengono espletate da parte dell’Ufficio Immigrazione le pratiche necessarie per il trasferimento nazionale (di norma almeno altre sei ore) e durante tale ulteriore permanenza personale della Polaria deve dare assistenza ed ausilio a quello della scorta.

Oramai costantemente l’Ufficio Polizia di Frontiera aerea di Palermo-Punta Raisi si occupa di vigilare cittadini stranieri irregolari … quando il suo compito dovrebbe essere esclusivamente tutt’altra cosa (prevenzione in ambito aeroportuale, antisabotaggio ed antiterrorismo).

Gli specifici servizi dell’importante settore della Polizia di Frontiera vengono di fatto soppressi per svolgere servizi di ordine pubblico riguardanti gli immigrati clandestini … e a causa dell’endemica carenza di personale, peraltro più volte segnalata e puntualmente ignorata dal Dipartimento.
Ciò detto, è comprensibile il sentimento di forte amarezza dei nostri colleghi dell’Ufficio di Polizia di Frontiera presso l’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo, la cui alta professionale è umiliata da chi li obbliga a svolgere dei servizi diversi da quelli dello specifico settore.

Sarebbe opportuno far allestire un sito, nelle aree pubbliche aeroportuali, dove poter effettuare le operazioni di riconoscimento degli immigrati clandestini ed utilizzare per la vigilanza esclusivamente personale delle Forze di Polizia appositamente designato, facendo sì che la permanenza dei cittadini irregolari all’interno dell’area sterile sia limitata esclusivamente alle procedure di imbarco/sbarco, mitigando così il rischio di procurare incidenti che possano pregiudicare il normale traffico aereo, e distogliendo il personale della Polaria dai propri precipui compiti solamente per scortare all’interno il contingente con i soggetti da rimpatriare.

Non dovrebbe essere il personale né il Sindacato a suggerire come fare … ma tant’è…..!
Il COISP sollecita per l’ennesima volta, la massima attenzione del Dipartimento della P.S. affinché si preoccupi anche di far realmente funzionare le cose, di rispettare i diritti di tutto il personale dipendente, di garantire l’espletamento di quelle attività che salvaguardano la sicurezza anche dei cittadini, italiani e non, la cui presenza nel nostro Paese è pienamente legittimata.

La S.V., Preg.mo Direttore, è pregata di voler intervenire presso i competenti settori del Dipartimento affinché si risolvano le storture sopra evidenziate.
In attesa di cortese urgente riscontro, l’occasione è gradita per inviare i più Cordiali Saluti.

Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese

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