COISP su Poliziotti indagati per sequestro di persona

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COMUNICATO STAMPA DEL 10 SETTEMBRE 2013

Oggetto: POLIZIOTTI INDAGATI PER SEQUESTRO DI PERSONA DOPO IL SUICIDIO DI UN GIOVANE SOSPETTATO DI ESSERE UNO SPACCIATORE, SDEGNO DEL COISP: REATO IMPROPONIBILE, SI GETTA FANGO SU CHI FA SOLTANTO IL PROPRIO DOVERE. CHI INDOSSA LA DIVISA E’ TRATTATO COME UN AGUZZINO!

“Chi come noi ha scelto di indossare una divisa, lo ha fatto perché tra i buoni ed i cattivi ha scelto di stare dalla parte dei buoni: dalla parte delle regole, della legalità, della giustizia.

Perché ha sempre pensato di voler aiutare chi è in difficoltà e di difendere chi subisce un torto o un’ingiustizia. Ed ha indossato quella divisa con orgoglio, onorandola con il sacrificio, con il coraggio, con il senso del dovere. Per questo è sempre più doloroso prendere atto che per una certa politica, per una certa informazione, ed anche per una certa magistratura, indossare la divisa è diventato un motivo di pregiudizio, come se fosse il segno distintivo di chi fa il prepotente, di chi abusa della forza, di chi è inutilmente violento. Insomma, il carnefice diventa vittima, il poliziotto diventa il carnefice, solo per aver compiuto il proprio dovere”.

E’ la riflessione di Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, dopo l’avvio dell’indagine a carico di alcuni Agenti della Polstrada di Crema per il suicidio di un giovane accusato di spaccio di droga. “I Poliziotti – spiega Maccari – sono accusati di un reato gravissimo come il sequestro di persona, per avere semplicemente accompagnato il giovane in ufficio per interrogarlo. Si badi bene, nessuna violenza, nessun abuso. Normale routine d’ufficio.

Il giovane denunciato e rilasciato decide di togliersi la vita, ma qualcuno sente la necessità di trovare il suo assassino nei Poliziotti. Ormai il Poliziotto è sospettato a prescindere da tutto, quasi fosse un soggetto socialmente pericoloso, un aguzzino per definizione.

Chi arresta un delinquente meriterebbe un grazie, magari una medaglia, ma nel nostro Paese rischia soltanto di beccarsi un processo, magari una condanna ed anche una carcerazione illegittima, se ha tirato i capelli o strappato la camicia all’arrestato. E persino gli interrogatori vengono considerati unaviolenza psicologica!

Perché non consegnare all’arrestato un bel modellino prestampato da restituire compilato con la dichiarazione di innocenza? Trattenere un sospettato in Questura può essere considerato un sequestro di persona? E’ sequestro di persona ogni volta che fermiamo un automobilista per sottoporlo ad un controllo? E’ sequestro di persona quando chiediamo ad un testimone di aspettare per una verbalizzazione, o quando impediamo a dei tifosi di uscire dallo stadio? Come si può accusare di sequestro di persona un Poliziotto che fa il suo lavoro?

Ebbene, se lo Stato ha deciso di non tutelare la propria credibilità e la propria autorevolezza, noi Poliziotti abbiamo un sacro rispetto della dignità e dell’onorabilità nostra e della divisa che indossiamo. Non riusciamo ad accettare che il nostro lavoro venga continuamente delegittimato da una campagna del fango mediatica, e purtroppo anche giudiziaria. I Poliziotti continuano a finire in prima pagina, accusati di reati improponibili, violenze e prevaricazioni di ogni tipo, mentre i criminali diventano vittime da compatire e magari risarcire”.

Ufficio Stampa Co.I.S.P. Nazionale – Responsabile: Olga Iembo Collaboratori: Antonio Capria

 

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