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Cortei, dalla Polizia il 68% dei rinforzi, servono investimenti e non militari

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Cortei, Coisp: dalla Polizia il 68% dei rinforzi, servono investimenti e non militari

“Prima di mettere in discussione i dispositivi di sicurezza e inseguire la militarizzazione
dell’ordine pubblico, si guardino i numeri: il 17 ottobre la Polizia di Stato ha fornito, su scala nazionale, 1.580 delle 2.140 unità di rinforzo assegnate alle Questure per le esigenze
giornaliere di ordine pubblico, pari al 74% del totale. Quasi tre operatori su quattro erano
poliziotti. Facciamo chiarezza una volta per tutte sul contributo concreto di chi garantisce la
sicurezza delle piazze, mentre si avanza la malsana idea di attribuire ai militari qualifiche di
polizia giudiziaria come se bastasse un provvedimento per sostituire preparazione,
competenze ed esperienza”.
Lo dichiara in una Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, che
diffonde i dati legati ai dispositivi di sicurezza dei primi mesi del 2026. Quello del 17 ottobre
non è un dato isolato: dal primo gennaio al 19 ottobre, per le esigenze giornaliere legate a
manifestazioni, incontri di calcio e altre iniziative di rilievo, la Polizia di Stato ha assicurato il 68% dei rinforzi: 270.030 unità complessivamente assegnate nel periodo, su 397.190.
Considerando anche i servizi continuativi, dai cantieri TAV ai centri per immigrati e ai valichi di confine, il contributo sale a 372.270 unità di rinforzo, pari al 53% del totale. Sono numeri che documentano un impegno quotidiano enorme e che chi critica il dispositivo messo in campo in queste occasioni, a partire da quello del 17 ottobre, ha il dovere di conoscere i dati” continua Pianese, secondo cui “la violenza di chi attacca gli agenti non può diventare il pretesto per screditare la professionalità di chi la fronteggia”. “La gestione dell’ordine pubblico – continua Pianese – richiede formazione specifica, equilibrio e capacità di intervenire in situazioni nelle quali ogni decisione ha conseguenze sulla sicurezza degli operatori e dei cittadini”.
“E il governo deve investire su chi questo lavoro lo svolge ogni giorno attraverso assunzioni, addestramento, mezzi e protezioni adeguate. I dati indicano chiaramente dove si concentra lo sforzo operativo, ed è da qui che bisogna partire per rafforzare la sicurezza dando risorse e strumenti ai poliziotti anziché cercare scorciatoie che non risolvono le carenze e rischiano di confondere ruoli e responsabilità”, conclude.

Cortei, Coisp: no ai militari nell’ordine pubblico, servono investimenti nelle forze di Polizia

“L’ordine pubblico richiede poliziotti formati, equipaggiamenti adeguati e una precisa catena di responsabilità: non si rafforza sostituendo le competenze delle forze di Polizia con quelle dei militari. Da quanto apprendiamo da fonti giornalistiche, il governo starebbe valutando l’invio di altri 500 militari a Milano nell’ambito di Strade Sicure e il conferimento di funzioni di polizia giudiziaria. Una prospettiva che suscita forti perplessità e preoccupazione tra i poliziotti, soprattutto se questo potenziamento dovesse aprire all’impiego dei militari nei servizi di ordine pubblico”.
Lo dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp.
“La gestione dell’ordine pubblico compete all’autorità nazionale e alle autorità provinciali di
pubblica sicurezza e richiede personale con una preparazione specifica maturata attraverso
formazione, addestramento ed esperienza sul campo. Le Forze armate hanno altri compiti,
un’altra preparazione e strumenti pensati per contesti differenti: le loro capacità non possono essere trasferite automaticamente alla gestione di una piazza. Il rispetto per la professionalità dei militari impone anche di riconoscere questa distinzione, evitando sovrapposizioni che rischiano di complicare ulteriormente situazioni già difficile.
Altrettante perplessità – continua Pianese – suscita l’ipotesi di attribuire ai militari la qualifica di agente di polizia giudiziaria, che comporta competenze, obblighi e rapporti diretti con l’autorità giudiziaria. Una qualifica non sostituisce la preparazione necessaria a esercitarla e non risolve le carenze di personale delle forze di Polizia. Il governo deve investire nella sicurezza e nell’ordine pubblico attraverso assunzioni, formazione, mezzi e protezioni per gli poliziotti: impiegare i militari nell’ordine pubblico non è la risposta di cui abbiamo bisogno”, conclude.

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