Polemica M5S – Il papà di Silvio Olla alla deputata Corda: “E’ stato esaltato il carnefice di mio figlio”

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M5 STELLE – La polemica innescata dalle parole di Emanuela Corda non si placa

Il papà di Silvio Olla alla deputata Corda: "E' stato esaltato il carnefice dimio figlio"

La polemica innescata dalle parole di Emanuela Corda non si placa. "Ci sono i carnefici e ci sono le vittime", dice Mario Mauro, ministro della Difesa, in risposta alle dichiarazioni della deputata del M5S, che aveva lamentato in Aula il mancato ricordo del kamikaze della strage di Nassiriya. L'indignazione del papà di Silvio Olla, militare morto nell'attentato: "Auguro alla deputata che non abbia mai la perdita di un figlio per mano di un terrorista".

Un dolore impossibile da cancellare. Il papà di Silvio Olla, il militare sardo morto a Nassiriya, nella casa di Sant'Antioco è circondato da oggetti che gli ricordano il figlio: "Tutto ci fa tornare con la mente a prima di dieci anni fa, quando eravamo felici. In casa ci sono ancora tutte le cose di Silvio. Dalle missioni scherzava e quando mi chiamava al telefono nel dopo pranzo mi diceva: ti ho svegliato? Ho interrotto la pennichella?" Impossibile non parlare delle dichiarazioni della deputata Emanuela Corda. Ruggero Olla usa toni molto duri: "Sono arrabbiato. Quando ho sentito quelle parole mi sono sentito avvilito. Sono indignato. Non si può ricordare le vittime della strage e poi esaltare il carnefice. Alla parlamentare auguro che, se mamma, venga protetta da Dio le che non abbia la perdita di un figlio per mano di un terrorista. Perché, mi chiedo, cosa direbbe in questo caso?"

IL MINISTRO MAURO – "Ci sono coloro che sono operatori di pace, e ci sono i terroristi – ha detto il ministro Mario Mauro, parlando a margine di una cerimonia alla Scuola militare aeronautica Giulio Douhet di Firenze – Ci sono i carnefici e ci sono le vittime. La Storia, grazie a Dio, ci rende possibile distinguere bene gli uni dagli altri". E ancora: "Credo che questi giorni debbano essere dedicati alla memoria, al ricordo commosso, ma anche all'esaltazione del significato di ciò che è avvenuto, e quel significato è inequivoco".

IL GENERALE SCALAS – Durissimo il commento del Generale Gianfranco Scalas, che dieci anni fa era il portavoce della Brigata Sassari in Iraq: "Le parole dell'Onorevole Corda mi lasciano sconcertato. Mi chiedo se sia sopportabile che un rappresentante del popolo italiano possa in qualche modo mettere ancora più il coltello in una ferita che non si è mai chiusa. Dalla classe politica mi aspetterei provvedimenti che stanno più vicini a chi ha subìto attentati di questo tipo, non un ulteriore colpo di testa. Altro che Accabadoras. Quelle parole – ha concluso il Generale – hanno fatto ancora più male di 3mila chili di tritolo".

IL DISCORSO – "Signor Presidente, gentili colleghi, l'aspetto più drammatico della strage di Nassiriya è che, a nostro parere, non fu uno scontro tra buoni e cattivi, non fu un attacco di militari che fecero strage di civili inermi", ha esordito Emanuela Corda, deputata eletta in Sardegna per il Movimento CinqueStelle, rivolgendo il discorso in occasione del decimo anniversario della strage di Nassiriya. "Da una parte e dall'altra, infatti, vi erano delle vittime, e i responsabili politici e morali, i mandanti di quella strage non sono mai stati puniti. Tutti noi ricordiamo commossi i 19 italiani deceduti in quell'attacco kamikaze, e oggi siamo vicini ai loro familiari; a volte ricordiamo anche i 9 iracheni che lavoravano nella base italiana, ma non troppo spesso. Nessuno ricorda però il giovane marocchino che si suicidò per portare a compimento quella strage: quando si parla di lui, se ne parla solo come di un assassino, e non anche come di una vittima, perché anch'egli fu vittima oltre che carnefice". Queste le ragioni che dovrebbero preservarne la memoria: "Un'ideologia criminale – ha sottolineato – lo aveva convintoche quella strage fosse un gesto eroico, e lo aveva mandato a morire, e non è escluso che quel giovane, come tanti kamikaze islamici, fosse spinto dalla fame e dalla speranza che quel suo sacrificio sarebbe servito per far vivere meglio i suoi familiari, che spesso vengono risarciti per il sacrificio del loro caro".

LE REAZIONI POLITICHE – "Oggi, giornata della memoria dei caduti nelle missioni internazionali, il Movimento 5 Stelle ha equiparato le vittime italiane e i loro carnefici", ha detto il parlamentare di Sceta Civica Domenico Rossi. "Di fronte a ciò non ci sono valutazioni da esprimere ma solo da gridare con forza: Vergogna!". Parole di condanna anche da parte del deputato della Lega Nord Massimiliano Fedriga: "I 5 stelle giustificano i kamikaze islamici. E' una vergogna che nell'Aula della Camera, in occasione della commemorazione della strage di Nassiriya, i deputati dei 5 stelle, per voce della deputata Corda, dichiarino di non escludere che 'quel giovane, come tanti kamikaze islamici, fosse spinto dalla fame e dalla speranza che quel suo sacrificio sarebbe servito per far vivere meglio i suoi familiari".Ha poi aggiunto: "Giustificare degli assassini che hanno ammazzato giovani appartenenti delle forze armate è inqualificabile. Cercare di produrre dichiarazioni eclatanti per andare sui giornali speculando sulle vittime di Nassiriya è vergognoso. Il gruppo dei 5 stelle chieda subito scusa ai familiari delle vittime e a tutti i cittadini di questo Paese". Vivace anche la censura di Fratelli d'Italia: E' vergognoso l'intervento in Aula della deputata 5 Stelle Emanuela Corda. Possibile – ha detto il presidente del partito Ignazio La Russa – che solo ed esclusivamente dai banchi di Fratelli d'Italia, come riportato anche dal resoconto stenografico dei lavori, sia arrivato lo sdegno e la protesta per parole che offendono non solo le vittime di questa strage e i loro familiari ma una Nazione intera?". Così su Twitter il Presidente della Commissione Affari esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini: "Su Nassiriya alla Camera i 5Stelle mi hanno fatto schifo".

LA PRECISAZIONE DI EMANUELA CORDA – "Come al solito i partiti strumentalizzano le nostre parole a fini politici – ha scritto sulla sua bacheca Facebook – nel commemorare le vittime di Nassiriya e nel sentirmi vicina alle famiglie dei nostri militari, ho voluto ricordare anche l'assassino e le responsabilità dei mandanti. Il kamikaze, carnefice e allo stesso tempo vittima della sua "ideologia criminale". E ho ribadito le colpe dei governi occidentali che avallarono la "truffa" Dell esistenza delle armi di sterminio di massa per giustificare l'intervento in Iraq". Poi ha concluso: "Non credo che restituire "verità" ai nostri morti, possa offenderne la memoria. Anzi, ripercorrere quella tragica pagina della storia delle nostre missioni, senza false ipocrisie, ci aiuta a non commettere gli Stessi errori. Per ribadire che non vorremmo mai più vedere le madri distrutte dal pianto e i loro figli, partiti con la speranza di cambiare il mondo, non fare più ritorno a casa".

 

Mercoledì 13 novembre 2013 07:28 – Fonte UNIONE SARDA.IT

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