PLAY ULTRAS, COISP: CHI RAPPRESENTA LO SPORT DICA LA SUA CONTRO CHI LO INFANGA!

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COMUNICATO STAMPA DEL 03 DICEMBRE 2012

Oggetto: Play Ultras, il Coisp chiede ai Rappresentanti del mondo dello sport di esporsi e prendere posizione: “Questo ‘gioco’ infanga i principi per i quali Voi lottate quotidianamente nel prestigioso ruolo che ricoprite”

“E’ necessario che tutti quelli che hanno vero interesse ed amore per lo sport, e credono nei valori che ne stanno a fondamento, facciano ora valere le proprie convinzioni, le proprie idee, la propria integra dignità di uomini di sport, difendendo con forza tutto il mondo che rappresentano dall’abominevole deviazione che il Play ultras intende portare nelle case”.

Non si arresta la campagna avviata dal Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, contro la vendita in Italia del gioco in scatola dedicato al mondo del tifo più radicale che si chiama Play Ultras, in cui tifosi arrabbiatissimi sfidano poliziotti per conquistare lo stadio o finire all’ospedale. Ci sono ultrà con cinghie e catene, altri armati di mazze e spranghe, oppure immortalati nel gesto di lanciare sassi verso invisibili nemici. E qualche casella più avanti, schierati in tenuta antisommossa, reparti della celere pronti ad arginare, con caschi e manganelli, l’assalto delle varie violente fazioni.

Dopo aver chiesto il ritiro dal commercio della scatola, in vendita a 49 euro, ed aver ottenuto che Gianluca Vialli, in qualità di Presidente della fondazione “Vialli e Mauro per lo sport”, prendesse totalmente le distanze dagli ideatori del gioco, che impropriamente hanno sbandierato ai quattro venti di riservare all’Ente parte degli introiti, il Coisp si è rivolto alle famiglie dei giovani che dovrebbero utilizzare il gioco ed ai commercianti che dovrebbero venderlo, sottolineando l’importanza del loro ruolo sociale per quanto attiene alla sorveglianza ed alla difesa dei più giovani. E adesso il Sindacato, per mano del Segretario Generale, Franco Maccari, è tornato a mettere nero su bianco il suo appello contro il gioco in scatola e quanto rappresenta, scrivendo a Giovanni Petrucci, Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano; a Giancarlo Abete, Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio; a Giuseppe Casamassima, Segretario Co.Vi.So.C. Federazione Italiana Giuoco Calcio; a Maurizio Beretta, Presidente Lega Nazionale Professionisti Serie A; ad Andrea Abodi, Presidente Lega Nazionale Professionisti Serie B; a Michel Platini, UEFA Fédération Internationale de Football Association.

“La nostra professione – ha scritto Maccari ai destinatari della missiva – è fatta di diverse funzioni con un minimo comune denominatore: garantire i diritti di ognuno affinché la libertà rimanga un bene comune. Questo vale anche nei momenti più difficili, nelle situazioni limite in cui veniamo lasciati soli a fronteggiare criminali e teppisti. Durante i corsi per Agenti nelle scuole di Polizia ti insegnano che, se avrai fatto il tuo Dovere, nessuno ti dirà grazie, nessuno parlerà di te e di quanto hai patito per fare in modo che alla fine, tutto andasse bene e filasse liscio. Noi cresciamo in Polizia sapendo che il giorno dopo ti aspetterà un'altra prova, che ogni cittadino giudicherà tutta la Polizia dal tono in cui tu gli dici ‘buongiorno’ e che quasi sempre non ti saranno concesse ‘seconde possibilità’. Chi fa servizio allo stadio, sa bene che, oltre a tutto questo, alla fine del turno porterà a casa insulti e sputi, divise sporche da lavare in fretta sperando che siano asciutte e presentabili il giorno dopo, per il prossimo servizio.

Negli anni scorsi, quando la violenza era diventata sistematica ed il conto dei feriti e dei morti intorno al mondo del calcio, insostenibile, si iniziò finalmente ad imitare i moduli organizzativi di altre nazioni europee: furono cosi introdotti gli steward, i divieti per i tifosi violenti. Soprattutto si reintrodusse il concetto di fair play, di educazione allo sport come valore positivo di eguaglianza e fratellanza universale. Ne abbiamo guadagnato tutti e noi riteniamo si debba proseguire su questa strada”.

“La comparsa del gioco da tavolo ‘Play ultras’ – ha eccepito Maccari – è, di converso, frutto di una mentalità che va nella direzione diametralmente opposta. Nei contenuti, nell'idea stessa di celebrazione della violenza tra tifosi/teppisti e Forze dell'Ordine, si glorificano gli scontri, disprezzando i tifosi veri, e si ridicolizzano le Società di calcio e gli sforzi per far tornare l’etica sportiva al centro del ‘mondo calcio’. A ciò vogliamo aggiungere il disprezzo e la noncuranza verso chi è morto dentro e fuori gli stadi, sui treni carichi di ultras, verso le centinaia di feriti tra le Forze dell’Ordine ed incolpevoli cittadini, senza tacere dei molti che hanno lasciato gli stadi per paura”.

Il Segretario del Coisp ha citato poi il dramma che emblematicamente rappresenta le tragedie dovute alle distorsioni del mondo sportivo, ricordando il derby Palermo-Catania che nel 2007 costò la vita dell’Ispettore Capo della Polizia di Stato Filippo Raciti, “vittima – ha evidenziato Maccari -, non solo lui e la sua famiglia, di quella violenza che ‘Play ultras’ vuole glorificare” e raccontando di come nelle scorse settimane un giocatore del Cosenza prima, e numerosi tifosi delle più note squadre italiane poi, abbiano “inneggiato all’innocenza dei riconosciuti assassini di Filippo Raciti, dimostrando quanta mancanza di intelligenza possa affiorare in ogni momento, ma soprattutto che non si possa mai abbassare la guardia né tantomeno ritenere che si siano sviluppati abbastanza anticorpi nella nostra società, da impedire che il calcio possa proseguire nel percorso positivo ed essere messaggero di valori positivi e non fonte di notizie di cronaca nera”.

“Play ultras – ha scritto il Segretario del Coisp a conclusione della lettera – vuole far passare il concetto di normalità della violenza, vestendola di aspetti ludici come fanno i pedofili che usano le foto dei paesaggi per nascondere al proprio interno immagini pedopornografiche raccapriccianti. Questo ‘gioco’ infanga i principi per i quali Voi lottate quotidianamente nel prestigioso ruolo che ricoprite, Vi invitiamo quindi a prendere posizione e fare quanto in Vostro potere perché la violenza, imorti ed i feriti che tutti noi piangiamo ancora, non si siano sacrificati invano”.

La parola, adesso, all’indomani dell’ennesima giornata di campionato segnata da incidenti, tensioni e, purtroppo, agenti feriti, passa ai destinatari della lettera.

Ufficio Stampa Co.I.S.P. Nazionale – Responsabile: Olga Iembo Collaboratori: Antonio Capria, Piero Affatigato

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