MACCARI (COISP): NEL 2012 AUMENTATE LE AGGRESSIONI ALLE FORZE DELL’ORDINE, MA NESSUN TITOLONE

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COMUNICATO STAMPA DEL 20 GENNAIO 2013

Oggetto: Nel 2012 è aumentato il numero delle aggressioni alle Forze di Polizia rispetto a quelle registrate nel 2011, il Coisp: “Nessuna meraviglia, lo avevamo tristemente pronosticato. Ma nessun titolo a cinque colonne in merito, né qualcuno che chieda scusa in proposito…”

“Le aggressioni subite da Appartenenti alle Forze di Polizia nel 2012 sono aumentate rispetto all’anno precedente. Non siamo certamente meravigliati di aver azzeccato il pronostico quando lo scorso anno abbiamo detto che sarebbe accaduto, e non siamo affatto contenti di aver avuto ragione, tutt’altro. Ci pare però di non aver sentito alcun dotto e titolato intervento in merito, né di aver visto alcuna petizione a nostro sostegno, né di aver letto alcun titolo importante, né di aver ascoltato una trasmissione televisiva in proposito, di quelle tanto seguite e articolate, con esperti e commentatori e studiosi della materia, né, soprattutto, di aver registrato il rammarico o le scuse di alcuno… In realtà un Poliziotto aggredito non fa notizia perché è scontato, e perché ‘viene pagato (pochi insufficienti spiccioli) per questo’, vero?

Sì, è così che in tanti la pensano, anche perché questo atteggiamento viene pervicacemente mantenuto dalle Istituzioni nei nostri confronti e anche in questo avevamo ragione prima e l’abbiamo tutt’ora”.

E’ il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato indipendente di Polizia, in merito ai dati diffusi dall’Asaps, l’associazione sostenitori della Polstrada, che da un decennio analizza – con l’osservatorio “Sbirripikkiati” – gli eventi nei quali a fare le spese della brutalità e della violenza sono gli Operatori di Polizia. Dati che parlano di 2.290 aggressioni a Forze di Polizia compiute nel 2012 in Italia e cioè un numero più alto del 2,7% rispetto al 2011, quando le aggressioni refertate erano state 2.230.

“E’ monotono e quasi fastidioso – insiste Maccari – aggiungere che avevamo ragione anche quando avvertivamo che sarebbero cresciuti anche i dati relativi alle aggressioni compiute da soggetti non italiani, specialmente se immigrati clandestini, a causa dei continui ed oramai insostenibili scoppi di violenza che si verificano soprattutto presso i Centri che li ospitano. Ma quel che è peggio, avevamo ragione quando parlavamo di questo atteggiamento nei confronti delle Forze dell’Ordine come di una triste, tristissima fotografia dell’imbarbarimento che sfigura ormai i più disparati contestisociali, nei quali la vita conta molto meno dell’ultimo modello di tablet in circolazione”.

“Appena ieri abbiamo registrato un tentato omicidio ai danni di un collega in servizio a Napoli da parte di giovani, giovanissimi, che una volta bloccatogli il braccio da dentro una minicar, lo hanno a lungo trascinato sbattendolo contro le auto in sosta al grido di ‘uccidi il poliziotto’. I componenti della baby-gang poi identificati hanno 13, 15 e 16 anni, e già questo fa cadere le braccia. Ma c’è un’altra cosa che lascia letteralmente inorriditi, e cioè che durante la fuga il 13enne abbia attirato l’attenzione di alcuni altri ragazzi lungo la strada che, senza pensarci un attimo, lo hanno raggiunto e caricato in sella facendolo così fuggire dagli Agenti. Tutti componenti della baby-gang? Macchè, si trattava solo di balordi che chiacchieravano fuori da una sala giochi. Inutile aggiungere altro…”.

“Lo sconforto è tanto – conclude Maccari – persino peggio ed anzi non disgiunto da quello che proviamo quando subiamo un provvedimento o un qualsiasi altro trattamento che calpesta la nostra dignità, il nostro impegno, il nostro lavoro. Perché i ragazzi sono lo specchio della nostra società, la nostra società è lo specchio di una politica che, a sua volta, preferisce farsi gli affari propri, oltre che ovviamente accondiscendere a continui attacchi contro di noi per guadagnarsi qualche facile voto in più, invece che rappresentare un preciso esempio da seguire nella vita comune ed istituzionale. E comunque lo Stato, che sia Apparato o Comunità, è fatto dagli italiani, quegli stessi italiani che nelle stanze del potere optano per iniziative e provvedimenti che così poco si curano di uomini e donne in divisa, e che nelle strade ne aggrediscono almeno 2.290 in un solo anno”.

Ufficio Stampa Co.I.S.P. Nazionale – Responsabile: Olga Iembo Collaboratori: Antonio Capria, Piero Affatigato

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