IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, COISP SU DOCUMENTO SHOCK DELLA PROCURA DI MILANO

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COMUNICATO STAMPA DEL 19 GENNAIO 2013

Oggetto: Immigrazione clandestina, documento shock della Procura di Milano. Il Coisp: “Una problematica gestita con la più totale approssimazione che sta compromettendo il rispetto della legge ma nessuno se ne cura”

“Siamo ormai di fronte alla compromissione del fondamentale principio di uguaglianza, delle regole democratiche, e delle leggi dello Stato. E questo perché un problema politico-strutturale grave, come certamente è in Italia quello della gestione del fenomeno dell’immigrazione clandestina, del tutto approssimativa e dilettantesca, oltre a rappresentare di per sé una criticità pesantissima, produce ovviamente conseguenze disastrose sugli altri aspetti della vita sociale del Paese. La questione continua ad essere incredibilmente sottovalutata, e intanto i Tutori dell’ordine si trovano in una situazione a dir poco ingestibile”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, torna ad intervenire criticamente sulla gravità delle conseguenze dovute alle problematiche legate al fenomeno dell’immigrazione clandestina, più indignato che mai dopo la pubblicazione di notizie stampa in cui sono riportati i contenuti di una circolare inviata a dicembre alle Forze di Polizia dalla Sezione definizione affari semplici (Sdas) della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, che per evitare ai Giudici di pace di essere “inondati da un’insostenibile massa di procedimenti da far approdare in giudizio”, suggerisce a Polizia e Carabinieri di procedere in materia di immigrazione clandestina “solo quando è strettamente necessario”, limitando così le denunce, poiché l’Ufficio non è in grado di sostenere e di smaltire un così alto numero di procedimenti, che oltre tutto hanno un costo enorme, spesso a carico di imputati irreperibili.

“Siamo di fronte all’inconcepibile – si infuria Maccari -. Una legge è una legge, come si fa a graduare la pretesa che essa venga rispettata? Si può decidere quando è necessario rispettarla e quando no?

Come si fa a decidere quando uno va denunciato e quando si può voltarsi dall’altra parte? Al di là dell’indicazione di massima contenuta nel documento, e della possibilità di sforzarsi di comprenderne lo spirito ed il tentativo di fronteggiare uno stato di cose paralizzante per l’Ufficio, che lancia così un vero e proprio grido d’allarme, siamo comunque allibiti dal caos che regna sovrano senza che, come al solito, le Istituzioni deputate decidano di mettere mano dando un senso al lavoro di tutti, specialmente al nostro che ci barcameniamo quotidianamente per far fronte a tutti i nostri compiti”.

“Incredibile a dirsi – aggiunge il Segretario del Coisp -, ancora una volta si chiede ai Poliziotti di tamponare i disastri che contraddistinguono praticamente tutti i settori della vita pubblica.

Questa volta, in pratica, si suggerisce che siamo noi a scegliere se procedere oppure no, cosa del tutto impossibile perché di fronte a quello che una legge identifica come reato dobbiamo intervenire e basta”.

“Siamo in una situazione che sarebbe comica se non fosse drammatica – conclude Maccari –, e che copre di ridicolo uno Stato completamente in balìa di un fenomeno che lo travolge senza che si sappia minimamente come fronteggiarlo o ci si impegni a farlo. Uno Stato che, in questo specifico caso, o non si occupa di intervenire nella maniera più appropriata sul dettato normativo che regola un così delicato settore, o non consente ai suoi Organi giudiziari di rendere efficace il preteso rispetto di quelle regole. E intanto, mentre tutto va a rotoli, ai Poliziotti si chiedono cose aberranti… ieri di fare psicoterapia alle piazze inferocite durante le manifestazioni, oggi di decidere arbitrariamente se e quando intervenire per far rispettare la legge, e domani? Abbiamo paura a immaginarlo. Ma quand’è, ci chiediamo, che ciascuno tornerà ad adempiere responsabilmente al proprio compito?”.

Ufficio Stampa Co.I.S.P. Nazionale – Responsabile: Olga Iembo Collaboratori: Antonio Capria, Piero Affatigato

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