Dare centralità alle Vittime del Dovere ed all’assistenza al Personale della Polizia di Stato. Lettera al Capo della Polizia

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Roma, 24 novembre 2023

AL SIGNOR CAPO DELLA POLIZIA
DIRETTORE GENERALE DELLA PUBBLICA SICUREZZA
Prefetto Vittorio PISANI

OGGETTO: Ispettorato Assistenza, Attività Sociali, Sportive e di Supporto Logistico al Dipartimento della P.S..
Dare centralità alle Vittime del Dovere ed all’assistenza al Personale della Polizia di Stato.
Ill.mo Signor Capo della Polizia,
pochi giorni fa si è svolto l’esame congiunto, richiesto dal COISP, della bozza di decreto del Ministro dell’Interno che ha come obiettivo l’istituzione dell’articolazione in oggetto indicata.
Ebbene, tale progetto va in direzione opposta a quanto l’Amministrazione della P.S. ha professato nelle recenti progettualità ed in considerazione di ciò lascia fortemente perplessi.
A destare particolare preoccupazione, oltre alle insolite architetture gestionali, è il trattamento riservato alle donne e uomini che hanno dimostrato una tale dedizione ai loro alti compiti istituzionali fino a spingersi al sacrificio personale.
Riteniamo che il trattamento di chi è stato vittima della criminalità, del terrorismo, ed i piani di assistenza a sostegno degli orfani e dei figli dei dipendenti affetti da gravi patologie non possano in alcun modo essere demandati ad una articolazione con “funzioni strumentali dipendente dal Dipartimento della P.S. senza esserne inserito nella struttura”, tra l’altro senza neanche una specifica previsione di raccordo con la DAGEP.
Riteniamo che la sostanziale collocazione del trattamento delle donne e uomini Vittime del Dovere, del sostegno agli orfani e figli dei dipendenti affetti da particolari patologie croniche, debba trovarsi nel suo naturale alveo, ovvero all’interno del Dipartimento della P.S. e nella DAGEP, così come è stato previsto fino ad oggi.

Già oggi in una gestione certamente più centrale rispetto a quella ipotizzata si verificano problemi e ritardi che sono insopportabili. Immaginiamo cosa potrà accadere domani con una sostanziale marginalizzazione di questi temi.

Al fine di rendere ancora più chiara l’importanza che dovrebbe avere la trattazione di tali questioni, evidenziamo che il Ministero della Difesa, per gli appartenenti alle Forze Armate, assegna i citati compiti alla Direzione Generale della Previdenza Militare, ad un servizio interamente dedicato denominato “Servizio speciali benefici”, mentre ad oggi il Dipartimento vi dedica una sezione di una Divisione del Servizio assistenza e attività sociali.
Non vi è quindi ragione per cambiare le cose che – come detto – già mostrano difficoltà … che non è certamente necessario aggravare.

L’occasione è importante anche per rappresentarLe una serie di criticità nell’attività del predetto Servizio assistenza e attività sociali segnalate a questa O.S..
Oltre agli endemici e ingiustificati “rallentamenti” nella conclusione dei procedimenti, si è aggiunta, infatti, nel corso del tempo, l’introduzione di alcune innovazioni dirette unicamente a limitare gli importi da elargire, pur in assenza di precise indicazioni normative.

Il personale che ha proposto domanda di riconoscimento dello status di vittima del dovere lamenta, infatti, notevoli ritardi nella gestione dei relativi procedimenti, che si concludono ben oltre i termini previsti.

Si tratta di ritardi che, pur in presenza di un contesto normativo stratificato e di una peculiare complessità del procedimento, non trovano alcuna giustificazione, poiché nella maggior parte dei casi si quantificano in periodi che vanno dai tre ai cinque anni.
Tutto questo determina un danno di grande rilevanza a coloro i quali, potrebbero fruire di importanti esenzioni nell’acquisto di farmaci e nel pagamento di visite di carattere specialistico dal momento dell’avvenuto riconoscimento del citato status di vittima del dovere.

Sono state rappresentate gravi problematiche anche in relazione alla misura degli emolumenti erogati, essendo stati adottati dei sistemi di calcolo incongrui ed anche in deroga alle norme di legge, così da corrispondere importi decrementati: uno su tutti riguarda il calcolo della misura della speciale elargizione.

È stato, infatti, improvvisamente rivisitato il criterio con cui se ne determina l’importo, nel senso che, differentemente dal passato, è stato disposto di decurtare all’origine la misura dei benefici già percepiti, prima di effettuare la rivalutazione complessiva dell’emolumento, riducendone indebitamente la misura effettivamente spettante.

Tutte queste criticità si riverberano inevitabilmente su un contenzioso sempre crescente e che, per l’effetto, costringe l’Amministrazione a corrispondere annualmente importi rilevanti a titolo di spese legali, anche per interessi, formando grave danno erariale. A tal proposito, si deve rilevare un ritardo nell’esecuzione dei giudicati, oggetto, che costringe il personale o i familiari a dover sopportare ulteriori spese legali per procedere ai giudizi per l’ottemperanza e di procedure esecutive.

Riteniamo, pertanto, che il Servizio assistenza e attività sociali debba permanere all’interno delle articolazioni del Dipartimento, che deve essere adeguatamente efficientato, potenziandone l’organico sia in termini quantitativi che qualitativi al fine di tutelare le donne e gli uomini della Polizia di Stato che nel riconoscimento dei citati benefici dovrebbero trovare parziale ristoro al prezzo pagato nello svolgimento del proprio dovere ed incondizionata tutela da parte della propria Amministrazione.

Certi di una Sua attenta valutazione, si coglie l’occasione per rinnovare i più profondi sentimenti di stima.

Il Segretario Generale
Domenico Pianese

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