COISP: TRATTATIVA STATO-MAFIA, MARTEDI’ PROSSIMA RIUNIONE – rassegna stampa

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MAFIA: COMMISSIONE ANTIMAFIA DISCUTERA' MARTEDI' COMUNICAZIONI PISANU Roma, 9 gen. (Adnkronos) – Le comunicazioni del presidente della commissione Antimafia, Giuseppe Pisanu, sulle stragi e la trattativa Stato-mafia probabilmente non saranno votate ma inserite nella relazione finale della stessa commissione. Lo ha reso noto lo stesso senatore che presiede l'Antimafia spiegando che lo scioglimento delle Camere rende possibile, per le bicamerali d'inchiesta, la discussione e approvazione dei documenti solo con l'autorizzazione dei due presidenti Renato Schifani e Gianfranco Fini. La commissione Antimafia tornera' a riunirsi a palazzo san Macuto martedi' 15, alle 15,30, per avviare il dibattito sulle comunicazioni rese oggi da Pisanu. (Sin/Ct/Adnkronos) 09-GEN-13 18:27 NNNN

Mafia/ Pisanu: Mancano elementi per risposte su trattativa Non possiamo non credere a parole vertici istituzione dell'epoca Roma, 9 gen. (TMNews) – Sulle cosiddette 'trattative' tra pezzi dello stato e Cosa Nostra "non abbiamo elementi plausibili per dare risposte". Quel che, in conclusione, possiamo dire è che i carabinieri e Vito Ciancimino hanno cercato di imbastire una specie di 'trattativa; Cosa Nostra li ha incoraggiati, ma senza abbandonare la linea stragista; lo stato, in quanto tale, ossia nei suoi organi decisionali, non ha interloquito ed ha risposto energicamente all'offensiva terroristico-criminale". E' quanto scrive nella parte conclusiva delle sue comunicazioni alla commissione Antimafia, il presidente Giuseppe Pisanu. "In ogni caso – ha sottolineato Pisanu – sembra logico parlare, più che di una trattativa sul 41 bis, di una tacita e parziale intesa tra le parti in conflitto". Poi, chiarisce: "possiamo dire che ci fu almeno un trattativa tra uomini dello Stato privi di una mandato politico e uomini di cosa Nostra divisi tra loro e quindi privi anche loro di un mandato univoco e sovrano". La trattativa non ha coinvolto vertici delle Istituzioni. Per il fatto che "i vertici istituzionali e politici del tempo – afferma Pisanu – hanno sempre affermato in tutte le sedi di non aver mai, in quegli anni, neppure sentito parlare di trattativa. Penso – continua Pisanu – che non possiamo mettere in dubbio la loro parola e la loro fedeltà alla Costituzione e alo Stato di diritto". "La relazione del presidente Pisanu – ha commentato Giuseppe Lumia (Pd) sfata il negazionismo sulla cosiddetta trattativa tra Stato e Mafia ma è minimalista perchè non denuncia la trattativa in sè". Nella sua relazione, in tutto 67 pagine, Pisanu ha riassunto il lavoro svolto dalla Commissione bicamerale nella inchiesta sui grandi delitti e le stragi di mafia del 1992-93. La relazione del presidente, presentata oggi a palazzo San Macuto, sarà tema di dibattito nei prossimi giorni in base a un calendario che è al centro di una riunione dei capigruppo. A Camere sciolte potrà essere votata una relazione tematica – ha spiegato lo stesso Pisanu – solo se ci sarà l'autorizzazione dei presidenti di Camera e Sanato. Nes 09-GEN-13 18:16 NNNN

STATO-MAFIA: PM IN AULA FA STORIA DELLA TRATTATIVA (ANSA) – PALERMO, 9 GEN – E' dedicata all'allarme attentati lanciato dai Servizi nel '92, alle dichiarazioni di Massimo Ciancimino e del pentito Giovanni Brusca la seconda parte dell'udienza preliminare della trattativa Stato-mafia in corso oggi davanti al gup nell'aula bunker dell'Ucciardone di Palermo. Il pm Nino Di Matteo ha ricordato i rapporti degli 007 sul rischio attentati a politici che precedettero l'omicidio dell'eurodeputato Salvo Lima e la sottovalutazione dell'allarme. Nella lista dei bersagli venivano inseriti tra gli altri il parlamentare Carlo Vizzini e l'ex ministro Calogero Mannino. La segnalazione, attribuita a un personaggio ritenuto un depistatore, venne considerata una ''patacca''. Secondo l'accusa Mannino, che aveva subito atti intimidatori, invece di fare denuncia, attraverso il maresciallo Giuliano Guazzelli, poi ucciso, contatto' i carabinieri del Ros che per evitare morti eccellenti avviarono contatti con l'ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino. La ricostruzione del magistrato prosegue con il ricordo delle dichiarazioni del figlio, Massimo Ciancimino, – la procura ribadisce la genuinita' delle sue parole – sulla consegna del papello con le richieste dei clan allo Stato che Toto' Riina fece avere ai carabinieri e del ''contropapello'' scritto da don Vito che riteneva le pretese del capomafia folli. Al boss Riina, nel ''dialogo'' con lo Stato subentra il capomafia Bernardo Provenzano che mette sul piatto della trattativa, in cambio di concessioni alla mafia, la cattura dell'altro padrinocorleonese, puntualmente arrestato, poi, a gennaio del 1993. Dei rapporti con Ciancimino il Ros non informa la magistratura ma politici come l'allora presidente dell'Antimafia Luciano Violante e l'ex direttore degli Affari penali del ministero Liliana Ferraro, segno, per l'accusa, che i militari agivano su input politico. Nella ricostruzione non manca un passaggio sulla sostituzione alla guida del Viminale di Vincenzo Scotti con Nicola Mancino, successione che, secondo l'accusa, dimostra la volonta' dello Stato di mettere nelle posizioni chiave personaggi ritenuti piu' malleabili. (ANSA). SR 09-GEN-13 17:35 NNN

STATO-MAFIA: INGROIA, CONFERMATO MIO DOVERE ENTRARE IN PARLAMENTO (AGI) – Roma, 9 gen. – "Dalle parole di Pisanu traggo argomenti ulteriori per confermare la bonta' della mia scelta di entrare in Parlamento. Una trattativa senza mandato politico? Credo che il presidente non abbia ben idea di quello che e' accaduto in Italia. Ci sono le prove che la trattativa aveva mandanti politici e che fu portata avanti proprio per realizzare il patto politico mafioso". Lo dichiara in una nota Antonio Ingroia, candidato leader per la lista Rivoluzione Civile, commentando le parole di Giuseppe Pisanu, presidente della Commissione parlamentare Antimafia. (AGI) Ted 091744 GEN 13 NNNN

STATO-MAFIA: GRANATA, DA PISANU ESEMPIO DI BUONA POLITICA (ANSA) – ROMA, 9 GEN – ''La commissione parlamentare Antimafia attraverso la relazione finale del Presidente Pisanu ha dimostrato che la buona politica non si ferma davanti ad alcun santuario nella ricerca della verita' e della giustizia sulle stragi del 1992''. Cosi' il vice presidente della commissione Antimafia, Fabio Granata al termine della seduta straordinaria della Commissione relativa alla relazione del Presidente Pisanu a conclusione dell'inchiesta sulla trattativa e le stragi del '92-93. ''Abbiamo portato avanti un grande lavoro istruttorio con decine di audizioni e con una collaborazione fattiva con le procure di Firenze Palermo e Caltanissetta che ha portato ad avanzamenti importanti nell' accertamento della verita' storica e giudiziaria'', aggiunge. ''Consegniamo ai partiti un documento che delinea i contorni della trattativa tra Stato e mafia e le motivazioni complesse e terribili per le quali sono saltati in aria Giovanni Falcone e Paolo Borsellino'', conclude Granata. (ANSA). CP 09-GEN-13 17:47 NNN

MAFIA: PISANU, PER COSA NOSTRA BORSELLINO ERA UN 'MURO' DA ABBATTERE Roma, 9 gen. (Adnkronos) – "Perche' la mafia, abbandonando la sua proverbiale prudenza, decise di assassinare Paolo Borsellino proprio nel luglio 1992, a meno di due mesi di distanza dalla terrificante esplosione di Capaci? Una delle risposte plausibili e' che Toto' Riina volesse abbattere ad ogni costo quel 'muro' ideale che Borsellino aveva eretto non solo contro l'ipotesi della 'dissociazione' degli appartenenti a Cosa nostra, ma anche e a maggior ragione contro ogni ipotesi di scambio o trattativa tra uomini della mafia e uomini dello Stato". E' uno dei passaggi delle 67 pagine che compongono le comunicazioni del presidente Giuseppe Pisanu sui grandi delitti e le stragi di mafia del 1992-93. Sulla strage di via D'Amelio, il 19 luglio 1992, Pisanu sottolinea: "possiamo ipotizzare che qualcuno, finora sconosciuto, abbia fatto il nome del valoroso giudice, magari soltanto per imperdonabile leggerezza, facendolo apparire come un ostacolo insormontabile a qualsiasi genere di trattativa, un ostacolo che bisognava rimuovere. Naturalmente -fa notare Pisanu- resta in piedi l'ipotesi che l'accelerazione della strage sia stata decisa autonomamente da Riina per reazione al mancato accoglimento delle sue richieste. Peraltro l'assassinio di Borsellino era stato deliberato e confermato insieme a quello di Falcone e non dovrebbe dunque apparire illogico che i due delitti siano stati eseguiti a breve distanza. Toto' Riina ed i suoi accoliti non potevano non temere il lavoro di quel magistrato capace, coraggioso e incorruttibile. Fermarlo era per loro questione di primaria importanza". (Gkd/Ct/Adnkronos) 09-GEN-13 16:56 NNNN

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