Questura di Treviso, Divisione Polizia Amministrativa – Personale sottoposto a stress psicofisico a causa dell’enorme mole di lavoro – Seguito

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Roma, 10 gennaio 2020

MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
SEGRETERIA DEL DIPARTIMENTO
UFFICIO PER LE RELAZIONI SINDACALI
c.a. Signor Direttore, Vice Prefetto Maria De Bartolomeis

OGGETTO: Questura di Treviso, Divisione Polizia Amministrativa – Personale sottoposto a stress psicofisico a causa dell’enorme mole di lavoro. SEGUITO

Preg.mo Direttore,
lo scorso 7 novembre, con l’allegata nota recante prot. 1220/19 S.N., ponemmo alla Sua cortese attenzione una vicenda occorsa presso la Questura di Treviso che ritenevamo di assoluta gravità.

Il precedente 9 ottobre un considerevole sovraccarico di lavoro, imposto da tempo, aveva causato uno stress psico-fisico in capo ad un nostro collega dell’Ufficio Passaporti che veniva trasportato presso il Pronto Soccorso. Decine di Poliziotti della citata Questura avevano dimostrato la propria vicinanza ed affetto nei confronti del collega ma né il Questore, il Vicario, il Dirigente dell’Ufficio, il Medico della Polizia, si erano interessati minimamente del suo stato di salute successivamente a quanto accadutogli… ed in realtà neanche quello stesso giorno 9 ottobre. Per questi ultimi, probabilmente, l’unica preoccupazione era il fatto che un’assenza prolungata del collega “avrebbe messo in ginocchio l’Ufficio”.

La nostra missiva veniva conclusa con una richiesta di intervento urgente, anche al fine
di scongiurare, a Treviso, il protrarsi di disposizioni che comportano un’attività oltremodo stressante e potenzialmente lesiva della salute del personale della Polizia di Stato.

In riscontro a quanto sopra, il Suo Ufficio, con l’allegata nota del 2.12.2019 recante
prot.555/RS/39/93/6376, ha rappresentato quanto comunicatogli dalla Questura di Treviso,
la quale … in merito all’episodio riguardante un dipendente che sarebbe stato colto da malore, è stato riferito che, con ogni probabilità, esso fa riferimento ad uno screzio tra dipendenti a seguito del quale il Dirigente dell’Ufficio Sanitario della Questura ha invitato la persona interessata a ritornare a casa, autorizzando la cessazione dell’attività lavorativa quotidiana. Il dipendente, qualche ora più tardi, si è recato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale cittadino, proseguendo poi la malattia con certificazione del proprio medico curante… – … ha inteso sottolineare che il Medico della Polizia di Stato, oltre al primo contatto, ha seguito con particolare attenzione tutta la successiva evoluzione della vicenda, e che il responsabile pro-tempore della P.A.S.I. ha assunto nell’immediatezza tutte le necessarie iniziative organizzative.

Ebbene, è di tutta evidenza la necessità di una nostra replica finalizzata a ridimensionare
le dichiarazioni della Questura trevisana a quella che è stata la vera realtà dei fatti.
Il fine non è quello di ottenere la “testa” di qualcuno. Non abbiamo mai perseguito tale obiettivo.

Il fine è invero quello, assolutamente necessario, di ottenere un immediato ripristino di buone condizioni lavorative presso la Divisione P.A.S.I. e l’Ufficio Passaporti della predetta Questura, così salvaguardando l’integrità psico-fisica del personale che vi presta servizio.
Ciò detto, si sottolinea che:

– alla Divisione P.A.S.I. della Questura di Treviso vi sono solo 3 poliziotti ed un impiegato civile che trattano i passaporti con obbligo di acquisire 80 pratiche al giorno anche nelle giornate in cui vi è solo un dipendente, come accaduto il 9 ottobre scorso. Uno dei predetti, che è peraltro prossimo alla quiescenza, vi è stato assegnato il 29.04.2019 in sostituzione di un sovrintendente capo trasferito in altra sede in data 12.04.2019 (l’assegnazione di una unità evidenziata dalla citata Questura è stata quindi effettuata per sopperire al trasferimento di uno dei componenti dell’Ufficio e non certo per rafforzarlo visti anche gli enormi carichi di lavoro (lo scorso anno hanno dovuto emanare oltre 3000 passaporti in più rispetto al precedente anno, con un organico assolutamente uguale). Altri due colleghi
si occupano delle attività di Segreteria della P.A.S.I. e ulteriori due dovrebbero fare attività di controllo (locali, armi e soggetti che le detengono più altre attività delicate).
Tutti i poliziotti in servizio all’Ufficio Passaporti ed all’Ufficio Controllo esterno della Polizia
Amministrativa hanno formulato istanza di trasferimento. Il disagio, palese, è dovuto al sovraccarico di lavoro a cui detti colleghi sono sottoposti. Di tale disagio e di detti carichi di lavoro, nulla importa alla classe dirigenziale della Questura.

– l’episodio “riguardante un dipendente che sarebbe stato colto da malore”, invece, NON è stato dovuto “con ogni probabilità, ad uno screzio tra dipendenti” come è affermato nella risposta di codesto Ufficio redatta sulla base delle affermazioni della Questura di Treviso.
Tale “probabilità” non sussiste nella maniera più assoluta!
Vero è che c’è stata una minima incomprensione tra tale collega che, successivamente, si è sentito male, ed altro dipendente, ma tale circostanza è stata dovuta al fatto che, oltre alle gravosissime attività dell’Ufficio Passaporti, il collega che è stato male e che era da solo ad espletare il lavoro di tre dipendenti, si è ritrovato a doversi occupare anche delle attività dell’URP.

Si è trattato solo della classica goccia che ha fatto traboccare il vaso … ed è inaccettabile
che detta circostanza sia stata utilizzata come scusante per giustificare il disinteresse
dell’Amministrazione che ha causato il malore.

Quanto accaduto al collega è l’ennesimo segnale di un malessere di cui, se dovesse portare
ad ulteriori conseguenze, dovrà rispondere l’Amministrazione. I fatti, l’attribuzione documentabile di eccessivi carichi di lavoro, non può trovare difesa in artificiose giustificazioni.

Preg.mo Direttore, in considerazione di quanto evidenziato anche nella precedente nota, La invito a segnalare, con l’indispensabile urgenza, questo grave stato di malessere del personale della Polizia di Stato vissuto presso la Questura di Treviso, all’Ufficio Centrale Ispettivo ed alla Direzione Centrale di Sanità per procedere ai dovuti, necessari accertamenti, al fine d’interrompere e prevenire le cause che hanno indotto
l’evidente stato di disagio patito da alcuni dipendenti della Questura.

In attesa di cortese urgente riscontro, l’occasione è gradita per inviare i più Cordiali Saluti.

Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese

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