L’INDIA E LE DONNE. Uno stupro ogni ventidue minuti (se vi regge lo stomaco, leggete qui)

421

L'INDIA E LE DONNE

Uno stupro ogni ventidue minuti (se vi regge lo stomaco, leggete qui)

05/06/2014 06:07 – Non le salva l’età né la loro innocenza. Non le protegge la loro candida purezza né la loro inevitabile ingenuità. Nell’India «moderna» e democratica, nessuna donna è al sicuro. Perché l’«arma» che le «distrugge» togliendo loro un pezzo di vita o donando la morte, si chiama stupro. In quel paese di 1 miliardo e 200 milioni di persone, infatti, ne avviene uno ogni 22 minuti. Sempre più crudeli, sempre più violenti. Un terribile, lungo e raccapricciante elenco che non può non partire dalle due cugine di 14 e 15 anni stuprate da un branco, strangolate e impiccate a un albero nello stato dell'Uttar Pradesh. Due giorni fa l’«imitazione» si è ripetuta nello stesso villaggio, quando una 15enne è stata rapita e stuprata da sei uomini e poi appesa a un albero. Lo stesso giorno un’indiana di 35 anni, per aver resistito a un tentativo di violenza, è stata uccisa, e un bambino di 8 anni violentato da otto uomini nel quartiere a est di New Delhi. Ma l’incubo dello «stupro indiano» non è recente, va avanti da molto, troppo tempo. Solo negli ultimi tre anni, i casi di violenza sessuale non si contano, scandalizzano il mondo, portano all’inasprimento delle pene, ma non si fermano. Nel gennaio 2011 il quotidiano Mail Today riporta il rapporto annuale della polizia della capitale: uno stupro ogni 18 ore. A giugno una ragazzina di 14 anni viene violentata e accecata con un coltello. Pochi giorni dopo una musulmana di 17 anni viene trovata morta: era stata prima stuprata. Nell’ottobre 2011 il rapporto dell’Ufficio nazionale delle statistiche criminali afferma che nel 2010 in India ci sono stati 22.172 stupri, 5484 su bambine. Nel gennaio 2012 quattro uomini violentano una ragazza di 24 anni, poi le danno fuoco. Passa un mese e un 35enne tenta di violentare una ragazzina di 13 anni e non riuscendoci la butta dal treno in corsa. Il 16 dicembre sei uomini aggrediscono una ragazza di 23 anni su un autobus, la violentano e la uccidono. Nello stesso mese una nepalese di 20 anni viene stuprata tre volte in un giorno, mentre una banda violenta una 42enne. Lo stesso giorno una 17enne, vittima di uno stupro, si suicida. A fine anno una donna di 45 anni viene braccata dal branco, violentata e uccisa. L’1 gennaio 2013 un uomo violenta una bambina di sette anni e la notte di capodanno cade vittima degli «orchi» una 17enne. Nello stesso mese un droghiere violenta quattro bambine tra i cinque e i dieci anni e una 15enne viene stuprata in casa. Passano pochi giorni e il padre violenta la figlia minorenne, mentre un branco violenta una ragazza di 24 anni. Poi tocca a una 18enne, violentata e gettata da una macchina in corsa. La vittima successiva è un bimba di 7 anni, violentata nel bagno della scuola. A febbraio una bambina di sei mesi subisce sevizie sessuali a Mumbai. Nelle stesse ore una bambina di 4 anni e una di un anno vengono violentate da uno studente. Quattro giorni dopo tre sorelline di 11,9 e 6 anni vengono violentate. Marzo si apre con lo stupro di una scolara di 7 anni, mentre pochi giorni dopo tocca a una 35enne. Nelle stesse ore viene stuprata una turista svizzera. Il 17 marzo una studentessa di 16 anni viene violentata e il mese dopo una nepalese 20enne finisce in ospedale dopo lo stupro. Ad aprile viene ritrovato il corpo una bambina di sei anni, violentata, strangolata e gettata in una discarica. Tre giorni dopo una bambina di 5 anni viene stuprata e mutilata. Sempre ad aprile una bimba di 4 anni viene violentata e muore d’infarto. A giugno il branco violenta un’americana di 30 anni. Passa un mese a una ragazza di 17 anni viene stuprata e i parenti del violentatore tentano di tagliarle la lingua per impedirle di parlare. Pochi giorni dopo il branco violenta una suora di 28 anni mentre 4 studentesse cristiane vengono stuprate da 25 uomini ubriachi. Poi tocca a una fotoreporter di 23 anni. Stesso destino per una poliziotta. A fine agosto una ragazzina di 11 anni viene violentata e uccisa. Settembre inizia con lo stupro di una bimba di 4 anni, di cinque portatrici di handicap e di una bimba di 2 anni. Poi una banda di minorenni violenta una loro compagna di giochi di 12 anni. Un mese dopo è la volta di un’infermiera di 19 anni. A dicembre un istruttore di yoga indiano violenta una turista olandese. Alla vigilia di Natale un’indiana di 20 anni viene sequestrata e stuprata. Il 2014 si apre con lo stupro di una 12enne, poi bruciata viva. La carneficina prosegue con lo stupro di una turista polacca di 33 anni, violentata sotto gli occhi della figlia. Pochi giorni dopo tocca a una turista danese. A fine gennaio una ragazza di 20 anni viene violentata su «ordine» dei leader di un villaggio. Il mese dopo una bimba di 9 anni viene stuprata e ridotta in fin di vita. Passano pochi giorni e una ragazza di 14 anni viene violentata dal figlio del padrone di casa. A maggio una ragazza indiana di 23 anni, dopo essere stata stuprata dal padre più volte, lo uccide e gli strappa il pacemaker dal petto. Passano pochi giorni e un ragazzo, appena lasciato dalla fidanzata, la uccide e poi stupra il cadavere. A fine maggio emerge la storia di una ragazzina di 14 anni violentata per mesi da un uomo con la complicità della moglie. Pochi giorni fa una ragazza di 22 anni è stata violentata, costretta a bere acido e infine strangolata. India, 2014.

Luca Rocca – Fonte: IL TEMPO.IT

 

 

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here