Il COISP scrive al Presidente della Repubblica. “Anche la libertà di manifestare è sottoposta al rispetto delle leggi “.

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Roma, 25 febbraio 2024

Ill.mo Signor Presidente della Repubblica Italiana

Chiar.mo Prof. Sergio Mattarella

Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica,

con profonda apprensione ma anche con grande speranza, Le scriviamo questa lettera a fronte delle Sue parole che hanno fatto seguito ai recenti scontri, in alcune città italiane, tra giovani manifestanti e Forze dell’Ordine.

Lo facciamo quali rappresentanti di migliaia di appartenenti alla Polizia di Stato ma anche come cittadini e genitori che nelle Sue recenti affermazioni colgono un forte e condivisibile messaggio.

“… l’autorevolezza delle Forze dell’Ordine non si misura sui manganelli ma sulla capacità di assicurare sicurezza tutelando, al contempo, la libertà di manifestare pubblicamente opinioni. Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento.”.

Lei, Signor Presidente, ha pienamente ragione e le Sue parole sono l’ulteriore testimonianza del grandissimo lavoro che quotidianamente svolge per il nostro Paese.

Abbiamo grande fiducia sul fatto che le stesse verranno raccolte non soltanto da tutte le parti politiche ma anche dai tanti che si rendono artefici di organizzare e guidare quelle manifestazioni di pubblico dissenso che uno Stato democratico come è il nostro ammette pienamente, anche se non preavvisate e non autorizzate come in alcuni casi accade, ma di cui lo stesso Stato deve garantire lo svolgimento nel rispetto delle regole e delle prescrizioni dettate dall’esigenza di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica di tutti.

E’ su quest’ultimo aspetto, difatti, che sono chiamati a svolgere i propri compiti decine di migliaia di appartenenti alle Forze di Polizia.

Noi, fintanto che ci verrà imposto dalle leggi del Paese (quando non accadrà più avremo smesso di essere un Paese democratico), interveniamo per garantire il rispetto delle norme, delle prescrizioni, della sicurezza di chiunque … e lo facciamo prescindendo dalla personale condivisione o meno delle motivazioni di qualsivoglia manifestazione di dissenso pubblico.

Illustrissimo Signor Presidente, nessun appartenente alla Polizia di Stato ed alle Forze dell’Ordine più in generale va in servizio con il desiderio di manganellare qualcuno ma tutt’altro. Ne sono testimonianza le migliaia di Donne e Uomini “in divisa” che ogni anno vengono feriti ed in alcuni casi hanno sacrificato anche la propria vita all’altare della Patria, per difendere i cittadini e per salvaguardare le Istituzioni democratiche del nostro Paese e nei cui confronti spesso nessuno presta la dovuta attenzione, quasi come se fosse normale insultare, aggredire e ferire un appartenente alle Forze di Polizia.

Ora, qui vi è solo una domanda che, con onestà intellettuale, dovrebbero porsi tanti soggetti che parlano a sproloquio con l’intento di infuocare ancor più gli animi: se leggi e prescrizioni impongono che una manifestazione debba circoscriversi entro certi limiti di spazio, una volta che i Poliziotti sono pericolosamente schiacciati dai manifestanti a ridosso di tale limite, devono forse farsi calpestare e consentire di oltrepassarli consentendogli di raggiungere gli obiettivi sensibili a tutela dei quali le Forze di Polizia sono poste, oppure devono respingere anche con la forza quella che in quel momento è diventata una violenza nei loro confronti e soprattutto verso lo Stato di diritto?

L’affermazione dello Stato di diritto, della cultura della legalità di cui siamo strenui difensori, deve necessariamente passare attraverso il rispetto delle leggi cui la stessa libertà di manifestare è sottoposta. Il riferimento democratico della Polizia di Stato, “Sub lege libertas”, è il punto di equilibrio a cui tutti devono riferirsi perchè anche la libertà di manifestare è sottoposta al rispetto delle leggi.

Poiché quindi la risposta all’interrogativo prima posto non può essere che una, è assolutamente vero che “Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento” … ed è il fallimento di una cultura della legalità che evidentemente è da decenni gravemente manchevole e che sta portando taluni giovani, e meno giovani, a ritenere che vi sia il bisogno di violare le norme e i regolamenti per affermare le proprie idee.

Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica, nel ringraziarla ancora una volta per le sapienti parole che testimoniano quanto Lei continui ad essere un necessario faro per questo Paese, La preghiamo di non far mai mancare la Sua vicinanza alle Forze di Polizia.

I più cordiali saluti.

Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese

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