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Doppio buono pasto giornaliero: il COISP contesta il trattamento fiscale e chiede un intervento urgente

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Doppio buono pasto giornaliero: il COISP contesta il trattamento fiscale e chiede un intervento urgente

Il COISP ha chiesto al Dipartimento della Pubblica Sicurezza di intervenire con urgenza sulla questione del cosiddetto doppio buono pasto giornaliero riconosciuto ai poliziotti impiegati in turni prolungati o continuativi, contestando l’interpretazione fiscale che porterebbe alla tassazione del secondo buono pasto.
Secondo il Sindacato, la disciplina interna sulle mense di servizio già prevede, in specifiche condizioni operative, la possibilità di riconoscere due trattamenti di vitto nella stessa giornata, coerentemente con le esigenze di servizio di chi lavora dodici ore o più.

La criticità segnalata

Nella nota si evidenzia che il Dipartimento avrebbe avviato le operazioni di conguaglio IRPEF relative al 2025 includendo anche il secondo buono pasto, con possibili trattenute economiche significative a partire dal mese di maggio.
Il COISP ritiene che questa impostazione sia eccessivamente restrittiva e non tenga conto della ratio della normativa fiscale, finendo per penalizzare proprio il personale impiegato in servizi più gravosi e prolungati.

Il problema fiscale

Il Sindacato contesta in particolare il ricorso al limite giornaliero di esenzione fiscale, pari a 8 euro per il 2025 e 10 euro per il 2026, applicato al secondo buono pasto e quindi con effetti fiscali anche retroattivi.
Per il COISP, si tratta di una disparità di trattamento rispetto al personale impiegato in turnazioni ordinarie, che beneficia di un solo pasto esente nei limiti previsti, mentre chi lavora su turni più lunghi viene penalizzato pur maturando due pasti per esigenze di servizio.

La richiesta del COISP

La Segreteria Nazionale chiede un urgente coordinamento interpretativo con l’Agenzia delle Entrate per escludere la rilevanza fiscale del secondo buono pasto quando derivi da obblighi di servizio e specifiche esigenze operative.
Nelle more, il Sindacato sollecita anche la sospensione delle procedure di conguaglio già avviate, per evitare effetti economici immediati sul personale interessato.

Possibile intervento normativo

Il COISP invita infine il Dipartimento a farsi promotore di un intervento normativo che superi il riferimento al carattere “giornaliero” del limite di esenzione, rapportandolo invece al singolo trattamento di vitto.
L’obiettivo, secondo il Sindacato, è evitare che un istituto pensato per compensare condizioni di impiego particolarmente gravose si trasformi in una penalizzazione economica per i poliziotti.

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