Determinate scelte mettono a rischio la funzionalità dei Reparti Volo della Polizia di Stato. Richiesta di intervento urgente e di risposte adeguate

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POLIZIA POSTI DI BLOCCO CONTROLLI

Roma, 3 agosto 2022

MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
SEGRETERIA DEL DIPARTIMENTO
UFFICIO RELAZIONI SINDACALI DELLA POLIZIA DI STATO

OGGETTO: Determinate scelte mettono a rischio la funzionalità dei Reparti Volo della Polizia di Stato. Richiesta di intervento urgente e di risposte adeguate

Ancora una volta ci troviamo, nostro malgrado, a denunciare l’oramai divenuta insostenibile situazione di precarietà che attanaglia l’intero settore aereo della Polizia di Stato.
Se non si corre ai ripari con adeguate strategie programmatiche, si rischia di compromettere la funzionalità dei Reparti Volo che già oggi, nella maggior parte dei casi, non riescono a garantire con le proprie risorse, sia umane che strumentali, i servizi istituzionali richiesti dal territorio.
La soluzione per scongiurare la paralisi dell’intero settore è di operare scelte strategiche in termini di investimenti per formare il personale aeronavigante ed ammodernare il parco dei mezzi aerei nel breve periodo e senza più indugi.

Siamo consapevoli che negli ultimi dieci anni la Polizia di Stato ha avviato un’importante operazione di ammodernamento della propria flotta di elicotteri che prevedeva, nel tempo, la dismissione degli ormai obsoleti elicotteri in servizio, dapprima gli A109 ed a seguire gli UH212, con l’acquisizione tra il 2012 e 2013 di 8 elicotteri multiruolo AW139 “C” ed altri 3 AW139 “E” nel 2019 per un totale di 11 elicotteri di nuova generazione.

Tale rinnovamento purtroppo, a tutt’oggi, non ha riguardato alcuni Reparti Volo, quali il 6° Reparto Volo di Napoli, il 3° Reparto Volo di Bologna e l’11° Reparto Volo di Pescara, che continuano a volare con elicotteri obsoleti che hanno svolto sempre egregiamente il loro dovere ma hanno anche fatto ormai il loro tempo … sempre soggetti a ripetuti fermi macchina per avarie continue, con programmi di manutenzione che prevedono periodi di fermo lunghissimi e quindi un’efficienza macchina poco competitiva. A ciò si sommano le difficoltà nell’approvvigionare e reperire pezzi di ricambio che diventano sempre più rari (tanto è vero che vengono cannibalizzati da elicotteri fermi e non più efficienti) con costi di gestione oltre misura e benefici ridotti. Tutto ciò genera quindi un rapporto “costi-benefici” non più accettabile per qualsiasi ente o azienda che operi in settori strategici come questo.
Esercitare l’opzione di acquisto di ulteriori quattro aeromobili della serie AW139 diventa quindi la scelta più sensata e maggiormente funzionale.

I fondi per l’esercizio di tale legittima opzione contrattuale sarebbero peraltro già disponibili sugli appositi capitoli di spesa e consentirebbero, in tempi relativamente brevi, l’acquisizione dei citati mezzi che andrebbero a completare l’ammodernamento del parco elicotteri della Polizia di Stato.

Dotare tutti i Reparti Volo della medesima linea di elicotteri consente peraltro quell’interscambiabilità di personale e mezzi che appare l’unica strada percorribile per garantire la funzionalità degli Uffici in questione.

Ciò premesso, dalle informazioni in nostro possesso sembrerebbe però che la Direzione Centrale dei Servizi Tecnico logistici non intenda esercitare la predetta opzione, ma sia orientata, attraverso una nuova procedura di gara, all’acquisto di elicotteri più economici e di dimensioni più ridotte rispetto agli attuali AW139.

Non conosciamo ovviamente le tempistiche per la realizzazione di tutto questo e nel frattempo i Reparti Volo di Napoli, Pescara e Bologna continueranno ad essere di fatto considerati Uffici di serie “B”!!!!

Ci risulta inoltre che si stia prendendo in considerazione l’ennesima soluzione tampone. Pare infatti che si voglia propendere per la ridistribuzione degli 11 AW139 ad oggi disponibili in ognuno degli 11 Reparti Volo sparsi sul territorio, alla fine del vincolo di utilizzo dei fondi Frontex che grava su 8 aeromobili (a fine 2023), nelle more delle procedure di acquisizione dei nuovi elicotteri.

Se questa indiscrezione dovesse corrispondere al vero, si rasenterebbe l’assurdo perché gli attuali 11 elicotteri AW139 a fatica riescono a sopperire alle esigenze degli 8 Reparti Volo a cui sono assegnati.

A tal proposito giova focalizzare l’attenzione sui grossi problemi relativi alla gestione ed alla manutenzione degli ultimi tre elicotteri AW139 “E” recentemente acquistati.

Innanzitutto, la ditta costruttrice non è in grado di garantire la presenza fissa del proprio personale tecnico presso il Reparto Volo assegnatario dell’aeromobile, così come contrattualmente previsto, con inevitabili conseguenze sulle tempistiche della manutenzione stessa ma anche con il mancato supporto quotidiano al personale specialista neo abilitato su quel tipo di macchina.

Fermi ed inefficienze sono all’ordine del giorno e ciò non sembrerebbe tanto normale visto che si parla di mezzi moderni e costosi. Si pensi che attualmente due dei tre AW139 “E” di nuova acquisizione presentano la telecamera inefficiente e ad oggi non si conoscono i tempi per il ripristino della loro funzionalità, che risulta imprescindibile per la trasmissione delle immagini in tempo reale nel corso dei servizi di ordine pubblico.

Le cose vanno anche peggio per quanto riguarda i vecchi UH212 che presentano inefficienze tali da renderli inutilizzabili anche quando sono stati appena ritirati dalla ditta a seguito di ispezioni lunghe e costose. Quanto appena descritto trova riscontro proprio in questi giorni presso il Reparto Volo di Napoli, dove è appena rientrato un elicottero UH212 dalla ditta “Leonardo” presentando delle problematiche tali da renderlo inefficiente!

Alla luce di quanto espresso appare evidente, che oltre all’acquisto di nuovi elicotteri, sarebbe opportuno rivedere anche la gestione e l’organizzazione della manutenzione di tali macchine, altrimenti si corre il rischio di restare con pochi elicotteri efficienti rispetto ai servizi di polizia da garantire. Per tale ragione, come sopra già ribadito, sarebbe auspicabile dotare tutti i Reparti Volo della medesima tipologia di macchina, in questo modo avremmo, non solo un trasferimento del know-how tra il personale aeronavigante già formato ed addestrato da tempo, ma anche personale interscambiabile in maniera omogenea e quindi disponibile sull’intero territorio nazionale.

Diversamente, qualora si procedesse con l’acquisto di aeromobili diversi, si avrebbero due linee di volo che penalizzerebbero fortemente la capacità operativa.

La situazione non è migliore per quanto riguarda il personale aeronavigante (piloti e specialisti) che subirà da qui a due anni una riduzione del 50% per quiescenza ed altri motivi (età avanzata, stato di salute e trasferimenti a vario titolo), con la prospettiva, a brevissimo termine, di ritrovarsi con taluni Reparti Volo con 3 soli piloti, perdendo la gran parte del bagaglio professionale accumulato negli anni, senza alcuna possibilità di trasmissione di know-how ai più giovani.

La capacità di formazione e qualificazione all’interno del settore è ridotta ai minimi termini, ormai il CASV che costituisce la Scuola di volo della Polizia di Stato, ha visto una forte contrazione del numero di istruttori (2 o forse 3), al cospetto di una maggioranza di personale non specializzato presente nel proprio organico. Non va meglio per il personale specialista, la cui formazione, al momento affidata ad altri enti, ha un iter troppo lungo che di fatto non riuscirebbe a garantire gli avvicendamenti del personale che nel frattempo lascerà il settore per il raggiungimento dei limiti di età.

Sarebbe auspicabile quindi, innanzitutto, un miglioramento della capacità addestrativa interna all’Amministrazione, attraverso il potenziamento del CASV con un adeguato numero di personale istruttore sia pilota che specialista … ma anche questo da solo non sarebbe sufficiente, essendo altresì necessaria una procedura straordinaria di immissione nel settore di un numero cospicuo di piloti e specialisti, magari con una formazione anche presso strutture private in Italia o all’estero, in modo da avere nel giro di pochi mesi personale pronto all’immissione in servizio già abilitato su elicottero AW139.

Per sopperire oggi a tali carenze e far fronte alle diverse esigenze sia formative che operative, ci si affida a un numero ristrettissimo di personale che viene inviato da una parte all’altra del Paese, talvolta con una gestione quasi su base fiduciaria. ….. un modus operandi pur ammirevole per certi versi, che sta consentendo di tamponare le criticità e rispondere di volta in volta alle varie sollecitazioni, ma che certamente non sta creando solide basi per la funzionalità dell’intero settore nel prossimo futuro.

Ma non solo …

Non è pensabile avere uffici come i Reparti Volo, distribuiti sull’intero territorio nazionale, con un apparato amministrativo-burocratico autonomo, talvolta anche con 5 funzionari in organico, che però non sono in grado di assicurare con le loro forze i servizi istituzionali richiesti per la carenza di personale specializzato o addirittura per mancanza del mezzo aereo.

Le risorse umane si stanno contraendo ma anche quelle poche che ci sono attendono da anni di essere formate per poter essere impiegate adeguatamente. Il Reparto Volo di Napoli, solo per fare un esempio, non ha più la possibilità di garantire i servizi notturni con il proprio personale perché ha perso gli unici due piloti abilitati al volo strumentale che nel frattempo hanno raggiunto i limiti di età per il pensionamento e nessuno ha pensato al loro avvicendamento seppur i due pensionamenti sono avvenuti con ben 8 anni di distanza uno dall’altro tanto da permettere di prevedere – cosa non fatta – adeguate sostituzioni senza mettere in crisi la continuità dei servizi di polizia.

Quello di Napoli non è chiaramente un caso isolato. Mancano i piloti abilitati al volo strumentale in molte realtà, come è altrettanto forte la carenza di personale in possesso della qualificazione AOSP (assistente alle operazioni speciali di polizia) che consente al personale aeronavigante di operare in sinergia con gli operatori del soccorso alpino per effettuare attività di ricerca e soccorso oppure di operare con i colleghi del NOCS per particolari servizi. Non è migliore, poi, la situazione relativa ai corsi PIOP (pronto intervento aereo operativo di polizia), imprescindibile per l’esecuzione della quasi totalità delle tipologie di volo previste.

Un discorso a parte merita anche, infine, la gestione dei funzionari tecnici. Qualche anno fa fu deciso, in via sperimentale, di sostituire la figura del funzionario specialista, proveniente dai ruoli che espletano funzioni di polizia, con quella dell’ingegnere. Tale sperimentazione ha fatto sì che fossero trasferiti o assegnati presso i Reparti Volo funzionari del ruolo tecnico scientifico senza però nel contempo apportare le modifiche necessarie al decreto che disciplina i titoli di volo e brevetti del personale aeronavigante, non prevedendo procedure di selezione e soprattutto senza individuare l’ambito di funzioni nel quale esercitare l’attività da parte di detto personale.

Nel corso del tempo, inoltre, i suddetti funzionari hanno frequentato i corsi da specialista (con un iter formativo sicuramente diverso rispetto a quello svolto in precedenza dai funzionari che espletano funzioni di polizia) per il solo fatto di essere stati assegnati o trasferiti presso un Reparto Volo e non a seguito di una procedura selettiva così come avveniva per i loro omologhi provenienti dal ruolo ordinario che espleta funzioni di polizia.
Addirittura ci risulta che per tali funzionari è stato recentemente istituito e svolto un corso, creato “ad hoc” anche in questo caso, tra l’altro senza la prevista informazione alle OO.SS. ai sensi dell’art. 25 del d.P.R. 18 giugno 2002 n.164, per il conseguimento della qualificazione al pronto intervento aereo di base (PIAB) con il percepimento della relativa indennità.

Ora, se a tal proposito giova ricordare che l’indennità di pronto intervento aereo, secondo quanto stabilito dalla legge del 23 marzo 1983 n. 78, spetta agli equipaggi fissi di volo in stato di prontezza operativa … si è curiosi di conoscere l’ambito operativo di impiego del suddetto personale, come mai non è stato fatto un decreto che ne disciplini il tipo di funzioni e come mai una simile apertura non ha riguardato il restante personale del ruolo tecnico scientifico al quale a tutt’oggi resta preclusa l’immissione tra il personale aeronavigante.

Considerato che il recente decreto direttoriale di rideterminazione dell’assetto ordinativo delle articolazioni periferiche dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza a firma del Signor Capo della Polizia, all’art. 95, sotto la voce equipaggi fissi di volo, recita: “l’equipaggio fisso di volo costituisce l’unità operativa di base, composta, di norma, da due piloti e due specialisti, appartenenti alla carriera dei funzionari o ai ruoli del personale della polizia di stato che espleta funzioni di polizia” … si desume che il funzionario tecnico non solo non potrebbe far parte di un equipaggio fisso di volo, ma non potrebbe nemmeno percepire la relativa indennità di pronto intervento aereo.

In conclusione, quanto appena descritto sembra più un maldestro tentativo di sanare una situazione nata e protratta negli anni in maniera assolutamente improvvisata e confusionaria … ma che adesso abbisogna di essere adeguatamente spiegata.

Viste le determinazioni che l’Amministrazione ha inteso assumere unilateralmente, vanno adesso chiarite quali sono le funzioni del personale appartenente alla carriera dei funzionari tecnici in qualità di equipaggio di volo, per evitare di trovarsi in un conflitto di competenze tra ruoli nel corso dei servizi di polizia a bordo dell’elicottero.

Insomma bisogna stabilire chi fa che cosa, anche per una tutela del personale tutto in assunzioni di responsabilità che possano trascendere dall’ambito delle proprie specifiche competenze.

In questi ultimi anni il Dipartimento di Pubblica Sicurezza è stato sottoposto ad un profondo rinnovamento e onestamente ci saremmo aspettati che questo cambiamento riguardasse anche il Settore Aereo della Polizia di Stato. In realtà tale ambito lavorativo pare essere una sorta di zona franca, a cavallo tra le normative del mondo aeronautico militare da una parte e dall’altra quelle proprie di un Ufficio della Polizia di Stato, con il risultato, che è ormai sotto gli occhi di tutti, di non rispettare i canoni né dell’uno né tantomeno dell’altro.
Quello che ci lascia sconcertati, tra le altre cose, è il fatto che alcune determinazioni, anche di fondamentale importanza riguardanti la struttura e l’organizzazione dell’intero settore, che coinvolgono lo status del personale della Polizia di Stato, vengono assunte senza il minimo confronto con le Organizzazioni Sindacali che rappresentano gli interessi e i diritti di quel personale, quasi con la speranza, verrebbe da pensare, di farle passare inosservate.
Alla luce di quanto sopra rappresentato, si richiede di conoscere il quadro normativo in base al quale si stanno adottando determinate scelte e le linee programmatiche stabilite dall’Amministrazione per il futuro impiego del personale aeronavigante dei Reparti Volo e del CASV della Polizia di Stato.

In attesa di cortese urgente riscontro, l’occasione è gradita per inviare i più Cordiali Saluti.

La Segreteria Nazionale del COISP

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