Consigli per le ricompense per meriti straordinari e speciali e per lodevole comportamento. Lettera al Capo della Polizia

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Premi e ricompense
Premi e ricompense

Roma, 29 luglio 2021

AL SIGNOR CAPO DELLA POLIZIA
Direttore Generale della Pubblica Sicurezza
Prefetto Lamberto Giannini

OGGETTO: Consigli per le ricompense per meriti straordinari e speciali e per lodevole
comportamento.

Preg.mo Signor Capo della Polizia,
in data 18 maggio 2020, questa Organizzazione Sindacale ha sottoposto al Capo della Polizia pro tempore, con la missiva prot. n. 315/2020 S.N., che si allega per pronto riferimento, un insieme di questioni relative al funzionamento dei Consigli per le ricompense, competenti in materia di conferimento delle misure premiali.

Già durante lo scorso anno, quindi, erano stati rilevati dei problemi preoccupanti sui criteri di valutazione adottati per la definizione dei procedimenti amministrativi di riconoscimento ai Poliziotti delle ricompense, in particolar modo delle promozioni per meriti straordinari, considerato che tali riconoscimenti non solo rappresentano lo strumento principale di gratificazione del lavoro e dell’abnegazione dei colleghi meritevoli, ma incidono in maniera significativa sulla loro progressione in carriera.
Nonostante l’approfondita e accurata segnalazione, completa di casistica meramente esemplificativa, dispiace constatare che non solo nulla è cambiato, ma addirittura la situazione risulta anche peggiorata in modo veramente allarmante.

Appare sempre più evidente e insopportabile la disomogeneità di giudizio, che si può rilevare tanto per le conclusioni provvedimentali dei singoli Consigli, quanto nel confronto tra le deliberazioni dei due Consigli, con fatti caratterizzati da elementi praticamente sovrapponibili, giudicati in maniera eccessivamente differente e quasi arbitraria.

Parallelamente e stranamente, si assiste sempre più alla marginalizzazione del ruolo delle Organizzazioni Sindacali all’interno del processo decisionale, che, si rimarca, porta all’attribuzione di promozioni per merito straordinario, encomi solenni, encomi e lodi, che rappresentano l’unico sistema di apprezzamento dell’Amministrazione di P.S., che Lei dirige, verso l’operato delle Donne e degli Uomini della Polizia di Stato.

Da qualche tempo a questa parte moltissime proposte premiali, che, lo ricordiamo, vengono formulate ed avanzate dai Questori delle province interessate, subiscono o un declassamento o, in pari misura, un completo disconoscimento di qualsiasi merito, ossia vengono completamente bocciate. Al fine di chiarire ulteriormente l’entità del problema, di seguito rappresento alla S.V. i risultati delle ultime tre sedute del Consiglio per meriti straordinari e speciali e del Consiglio per il conferimento di encomi e lodi, per il primo consesso le proposte valutate sono state 114 delle quali 28 sono state accolte, 65 sono state declassate per il conferimento di riconoscimenti inferiori, 12 rinviate per trattazione successiva e 9 bocciate completamente, da questi dati si desume che solo il 24,5% delle proposte effettuate vengono approvate così come formulate dai Questori, mentre il restante 75,5% vengono declassate o completamente bocciate, non è migliore la situazione inerente alle deliberazioni che riguardano l’attribuzione degli encomi e delle lodi dove nel medesimo periodo sono state analizzate 698 proposte di cui 268 sono state accolte, 241 bocciate completamente, 188 declassate per il conferimento di riconoscimenti inferiori, certificando come solo il 37% delle proposte è stato approvato e ben il 63% è stato bocciato o declassato a riconoscimenti inferiori.

Tutto ciò, come è immaginabile e scontato, sta portando al non lusinghiero risultato di azzerare le spinte motivazionali, lo spirito di corpo e il senso di appartenenza del personale in servizio, con l’altrettanto pericolosa sottrazione ai Questori dell’unico strumento di premialità e di differenziazione tra il personale, che si sia particolarmente distinto nello svolgimento della propria funzione, e la conseguente e svilente perdita di credibilità dei Questori da parte del personale gestito.

Si tenga in considerazione che in passato le decisioni, al tempo del funzionamento delle Commissioni paritetiche per l’attribuzione di premi e ricompense, erano adottate quasi sempre all’unanimità, mentre ora, al contrario, sono adottate per lo più a maggioranza e che tale maggioranza è praticamente raggiunta grazie esclusivamente ai voti dei 5 rappresentanti designati dall’Amministrazione, laddove i 4 rappresentanti, indicati dai sindacati, sono oramai relegati, seppur in forte e rappresentato contrasto, a fare da notai.

E, purtroppo, la situazione sta subendo un ulteriore e inimmaginabile peggioramento, che dipende dal fatto che nel Consiglio per le ricompense per lodevole comportamento, che decide sulla concessione di encomi e lodi, a partire dalle ultime riunioni, non viene data più lettura dei report delle proposte, un brevissimo riassunto di poche righe, che raffigura le sintetiche motivazioni che hanno portato alla formulazione della proposta premiale, pertanto oramai si assiste solo ad una corsa sfrenata, in cui il voto viene espresso banalmente con un SÍ o un NO per ogni pratica e i momenti di discussione ed approfondimento, nei migliori dei casi, sono ridotti all’osso.

Preg.mo Signor Capo, non si può sminuire il lavoro delle Donne e degli Uomini della Polizia di Stato, che hanno dato tutto loro stessi, che hanno salvato vite umane, hanno arrestato mafiosi, rapinatori e spacciatori ecc., relegando il tutto ad un SÍ o un NO o, nei casi di declassamento, ad una declaratoria di -1 o -2, per stabilire quante posizioni la proposta perde nella scala dei riconoscimenti possibili!
E a tutto questo i sindacati assistono marginalizzati da una normativa che attribuisce la maggioranza dei voti all’Amministrazione.

Si è cercato di addurre, a giustificazione di questo inaccettabile modus operandi, la necessità di recuperare l’arretrato, che è un problema sicuramente esistente, che va assolutamente risolto, ma che ha cause ben più profonde, che risiedono principalmente nella carenza di personale presso gli uffici della DAGEP, competenti alla trattazione preliminare e finale delle proposte premiali.

Sono oramai maturi i tempi di approvazione delle modifiche normative, che devono garantire un ritorno al concetto di collegialità e pariteticità nella composizione dei predetti consigli per le ricompense e che nelle promesse, oramai datate, dell’Amministrazione dovevano essere realizzate in tempi molto rapidi, valutato che in attesa delle stesse è stato sottoscritto un accordo temporaneo, dal quale sono oramai trascorsi quasi due anni.

Il 7 ottobre 2019, infatti, è stato sottoscritto l’accordo sui criteri di rotazione nei consigli premiali dei quattro rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale, accordo resosi necessario a seguito della modifica normativa disposta con d.P.R. 21 giugno 2019, n. 82 degli articoli 74 e 75 del d.P.R. 28 ottobre 1985, n. 782, di approvazione del regolamento di servizio dell’Amministrazione della pubblica sicurezza.

Il predetto accordo è stato sottoscritto «nelle more dell’entrata in vigore della nuova disciplina», al punto tale che l’art. 4 stabilisce che «la validità biennale […] viene meno alla data di entrata in vigore della modifica normativa in itinere».

Nella stessa data, è stato sottoscritto anche l’accordo per la partecipazione ai lavori collegiali in materia premiale, in considerazione della necessità, espressa dalle OO.SS. e condivisa dall’Amministrazione della P.S., di modificare parzialmente la disciplina attualmente vigente che regola la composizione dei predetti consigli, così come le modalità di espressione del voto da parte dei rispettivi componenti.

In ottemperanza a quanto previsto, in particolare, dall’art. 1 di quest’ultimo accordo, il 4 marzo 2020 è stato inviato, con nota n. 555/RS/01/47/0301 dell’Ufficio per le Relazioni Sindacali, uno schema di decreto del Presidente della Repubblica recante “Modificazioni al regolamento di servizio dell’Amministrazione della pubblica sicurezza di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 ottobre 1985, n. 782”, tuttavia l’iter legislativo non è mai stato portato a compimento e alcuna altra comunicazione è stata fornita alle OO.SS. maggiormente rappresentative, con le deleterie e deprecabili conseguenze descritte tanto in questa lettera, quanto nella nostra precedente missiva del 18 maggio 2020.

Valutata la rilevanza fondamentale della tematica e in considerazione del fatto che è imminente la scadenza degli accordi temporanei, di durata al massimo biennale, firmati oramai il 7 ottobre 2019, l’Organizzazione Sindacale, che mi onoro di rappresentare, chiede, ben conoscendo l’attenzione che la S.V. ha sempre rivolto alle problematiche del personale della Polizia di Stato, di avviare
un urgente confronto con tutte le competenti articolazioni del Dipartimento della P.S., al fine di individuare e trattare con la necessaria attenzione gli aspetti essenziali per il buon funzionamento della macchina della pubblica sicurezza e per la conservazione di quel rapporto di identificazione e fiducia, che le Donne e gli Uomini della Polizia di Stato devono sentire nei confronti della loro Amministrazione di appartenenza.
Con sincera e profonda stima,

Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese

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