COISP Friuli V.G. su incidenti al CIE di Gradisca D’Isonzo (GO)

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Trieste, 13 agosto 2013

COMUNICATO STAMPA

IMMIGRATI FERITI – SCONTRI AL CIE / CARA / CDA di GRADISCA D’ISONZO (GO)

In questi giorni si parla moltissimo e giustamente, delle tragedie umane che hanno visto, loro malgrado, protagonisti dei cittadini stranieri clandestini che, nel tentativo di arrivare in Europa approdando sulle nostre coste, hanno perso la vita, ma si è tralasciato accuratamente di fare qualsiasi riferimento agli argomenti più critici, come certamente è la gestione del fenomeno dell’immigrazione clandestina, per non parlare di tutte le altre urgenti necessità legate al comparto sicurezza”.

Ma intanto a fronteggiare tutte le implicazioni più pericolose ed esplosive della questione, afferma il Segretario Generale Regionale del F.V.G. del COISP Domenico DRAGOTTO, restiamo solo noi tutori della sicurezza, esposti agli effetti nefasti della dilettantesca maniera di fare quasi tutto in Italia, ed ai rischi per la nostra salute e la nostra incolumità, costretti a vivere situazioni operative all’interno dei centri per immigrati al limite della dignità e della resistenza, uscendone, tanto per cambiare, con le “ossa a pezzi” e naturalmente, vista la tendenza emersa di recente, con il rischio di essere il capro espiatorio della politica inconcludente e della cattiva gestione operativa del Ministero dell’interno, finendo per essere sempre più spesso indagati e condannati nonché chiamati a dover risarcire anche i danni, a causa della mancanza di protocolli operativi d’intervento!”.”.

Quanto è successo a Gradisca d’Isonzo è purtroppo la normale conseguenza dell’emergenza peggio gestita in questo paese, oltre a quella del sovraffollamento delle carceri, un fenomeno di proporzioni ormai incontrollabili, l’immigrazione clandestina e tutte le problematiche che vi sono connesse.

I centri per immigrati sono delle polveriere che non saltano per aria solo grazie al sacrificio dei colleghi.

Chi è stato all’interno di queste strutture sa quale tagliente tensione vi si respira costantemente; quanta rabbia repressa sia pronta ad esplodere all’improvviso; quanto drammatica sia il più delle volte la disparità numerica tra i rappresentanti delle forze dell’ordine ed i soggetti che possono aggredirli da un momento all’altro in qualsiasi maniera. E’ veramente assurdo lasciare i colleghi così, abbandonati a se stessi, come dentro ad un’arena nella quale debbono restare vivi come possono, senza poter fare affidamento su quelle garanzie minime di sicurezza, neanche quelle igienico sanitarie che lo stato dovrebbe assicurargli”.

Il COISP è stato sicuramente il primo e forse l’unico sindacato di polizia a visitare tutti i centri d’Italia ed ha da sempre denunciato le criticità di queste strutture, così come nel 2011, all’entrata in vigore della normache estendeva il periodo di permanenza fino a 18 mesi, aveva denunciato come assolutamente irragionevole e pericolosa tale scelta in quanto, anziché far fronte alle inefficienze organizzative e potenziare le strutture chiamate ad affrontare l’emergenza immigrazione, sovraffollate inadeguate e già sature – alcune delle quali con vergognose condizioni igienico-sanitarie, il governo aveva effettuato una operazione di facciata priva di qualsiasi ragionevolezza.

Ma oggi la politica non può e non deve fare la solita litania e ipocritamente parlare di condizioni di vita disumane, abusi e violenze, dove non vengono rispettati i più elementari diritti umani, facendo subdolamente intendere che la responsabilità sia della forze di polizia che operano all’interno dei centri, invocando anche le inchieste della magistratura.

Se si vuole chiudere il centro di Gradisca d’Isonzo, dopo avervi da pochi giorni di nuovo istituito anche il CDA (Centro di accoglienza), così come tutti i centri d’Italia, lo si faccia, ma non ci si dovrà poi lamentare, come spesso accade, che la forze di polizia non fanno nulla per limitare la criminalità e la presenza di clandestini sul territorio. La responsabilità è solo ed esclusivamente della politica. Ci vuole serietà e coerenza!

Noi ci definiamo dei servitori dello Stato e ne facciamo rispettare le Leggi; ma lo Stato deve essere credibile ed esercitare le sue prerogative mediante la promulgazione di norme attuabili, mettendo a disposizione delle forze di polizia le strutture, gli strumenti e delle adeguate risorse economiche.

LA SEGRETERIA REGIONALE COISP FRIULI VENEZIA GIULIA

 

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