Centro di Coordinamento Servizi a Cavallo e Cinofili della Polizia di Stato. Cosa si vuole nascondere al Sindacato?

515

Roma, 01 dicembre 2022

AL SIGNOR CAPO DELLA POLIZIA
Direttore Generale della Pubblica Sicurezza
Prefetto Lamberto Giannini

OGGETTO: Centro di Coordinamento Servizi a Cavallo e Cinofili della Polizia di Stato.
Cosa si vuole nascondere al Sindacato?

Preg.mo Signor Capo della Polizia,
lo scorso 28 novembre il COISP è stato costretto a rendere pubbliche le gravissime condizioni in cui versano gli oltre 50 cavalli che si trovano presso il Centro di Coordinamento Servizi a Cavallo e Cinofili della Polizia di Stato con sede a Ladispoli.
Nel contempo, chiaramente, esponemmo anche l’impiego dei nostri Colleghi in mansioni non proprie ed i gravi rischi per la loro incolumità.
Ebbene, proprio con riguardo ai Poliziotti, la Segreteria Provinciale COISP di Roma ha intrapreso da tempo una vertenza con il vertice del menzionato C.C.S.C.C., volta a verificare e, una volta accertate, far cessare le verosimili continue violazioni delle norme concernenti gli orari di lavoro e le turnazioni, il lavoro straordinario programmato, il cambio turno, etc. etc., costantemente segnalate al Sindacato del personale.
Ecco quindi che in data 11 ottobre u.s. il COISP ha inoltrato al Primo Dirigente Luigi Tarullo, Direttore del Centro in argomento, una istanza di accesso ai documenti amministrativi (Allegato 1) i quali venivano puntualmente indicati dopo aver rammentato al predetto Dirigente la «nota recante prot. 003409/2017 del 27.7.2017, indirizzata a tutti i dirigenti degli Uffici centrali e periferici, il Capo della Segreteria del Dipartimento ha chiarito che le strutture sindacali, quali soggetti rappresentativi collettivi, sono legittimate a chiedere i documenti riguardanti la gestione e l’organizzazione del rapporto di lavoro (ordini di servizio giornalieri, programmazioni settimanali, programmazioni di turni di lavoro straordinario, etc…) ancorché l’accesso è esperito temporalmente al di fuori di procedure normativamente previste, quali l’art. 5 e 19 dell’A.N.Q. e art. 25 del DPR 164/2002» nonché le sentenze
del Consiglio di Stato tra cui quella della Sezione III n. 2559/2012.
A tale istanza, cui seguiva integrazione in data 18 ottobre (Allegato 2), veniva opposto un diniego in data 9 novembre (Allegato 3), poiché, a parere del ridetto Direttore, «inammissibile in quanto priva della sottoscrizione autografa, anche nella forma della firma “digitalizzata”, digitale o della notazione “originale firmato agli atti”, tanto da renderne non possibile «la attribuzione della paternità al soggetto indicato in calce quale “firmatario”».
Ora, con l’intento di rasserenare il predetto Dirigente circa la paternità della richiesta, in data 16 novembre u.s. veniva riformulata ed integrata l’istanza di accesso ai documenti amministrativi in argomento (ordini di servizio giornalieri, pianificazioni dei servizi settimanali, fogli firma, richieste di cambio turno, lavoro straordinario, reperibilità, nonché una nota che l’Ufficio per le Relazioni Sindacali avrebbe trasmesso al predetto Direttore, ivi compresi gli atti prodromici e pertinenti alla stessa), avendo cura di garantire il rispetto del menzionato art. 65 del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) … non mancando anche di sottolineando come lo stesso Direttore non pareva essersi uniformato egli stesso al ridetto Codice (Allegato 4).
In data 28 novembre u.s. il Primo Dirigente Tarullo ha insistito con la sua volontà di negare al COISP l’accesso alla documentazione richiesta (Allegato 5) inventandosi che l’istanza «è priva di adeguata motivazione» quando di motivazioni valide ce n’erano in quantità.
Tutto ciò premesso, il C.C.S.C.C. di Ladispoli è l’unico Ufficio in Italia che sta ponendo prolungati ostacoli all’accesso di documenti che sono dovuti al Sindacato, evidenziando in tal modo piena noncuranza verso le stesse disposizioni del Dipartimento (la richiamata nota del Capo della Segreteria del Dipartimento della P.S. che evidentemente per il Primo Dirigente Tarullo non è bastevole) oltre che nei riguardi di quelle leggi che la nostra Amministrazione dovrebbe essere la prima ad
osservare!
Ci chiediamo quale sia il timore di fornire dei dati che in tutti gli altri Uffici e Reparti di polizia sono consegnati senza problemi. Cosa si sta cercando di nasconderci?
Auspichiamo che a questo punto, Gent.mo Signor Capo della Polizia, anche alla luce di quanto abbiamo recentemente denunciato sulle condizioni in cui sono costretti Poliziotti e cavalli presso il C.C.S.C.C. di Ladispoli, comprenderà e condividerà una forte preoccupazione sul modo di gestire il menzionato Centro e che vorrà urgentemente intervenire a tutela della salute e incolumità di tutti i soggetti di cui sopra … e nondimeno delle prerogative sindacali che il ridetto Direttore vorrebbe annullare quando in buona sostanza afferma che è solo l’Amministrazione che può verificare le eventuali proprie mancanze verso il rispetto delle norme contrattate con il Sindacato, il quale quindi non potrebbe vantare alcun interesse a curare e difendere gli interessi propri iscritti e/o della categoria rappresentata.
Signor Capo della Polizia in virtù dell’atteggiamento ostracistico del Dirigente del Centro di Ladispoli, il COISP sarà costretto a rivolgersi alla Commissione per l’accesso agli atti amministrativi costituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, affinché sia consentito a questa O.S. l’accesso ai documenti richiesti e la censura dell’inaccettabile atteggiamento.
In attesa di cortese riscontro, l’occasione è gradita per inviare i più cordiali saluti.
Con sincera e profonda stima,

Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese

SCARICA QUESTA NOTA IN PDF