Centro di Coordinamento dei Servizi a Cavallo e Cinofili della Polizia di Stato – Sezione Addestramento Cavalli per i servizi di ordine pubblico. Richiesta di chiarimenti.

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Roma, 11 dicembre 2020

MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
Segreteria del Dipartimento
Ufficio per le Relazioni Sindacali

OGGETTO: Centro di Coordinamento dei Servizi a Cavallo e Cinofili della Polizia di Stato – Sezione Addestramento Cavalli per i servizi di ordine pubblico. Richiesta di chiarimenti.

Con la presente nota, il COISP sottopone un insieme di questioni, rimaste insolute, relative all’attività e alle competenze assegnate al Centro di Coordinamento dei Servizi a Cavallo e Cinofili, con sede a Ladispoli (RM), con particolare riguardo alla Sezione Addestramento Cavalli per i servizi di ordine pubblico.
• Con nota n. 557/RS/01/58/6522 del 20 maggio 2013, fu inviata da codesto Ufficio una bozza di regolamento di attuazione ex art. 8 del decreto del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza n. 559/A/1/757.11.36 del 25 gennaio 2008, sulla quale furono prodotte approfondite osservazioni dalla Federazione COISP. Ad oggi il regolamento di attuazione non è mai stato adottato.
La mancata adozione, tra le tante negative ripercussioni, ha comportato che medio tempore non siano stati stabiliti i criteri per la “despecializzazione” dei cavalieri ritenuti non più idonei. Una disciplina indispensabile sia per tutelare il cavaliere despecializzato ai fini dell’avanzamento di carriera, sia per garantire un ricambio generazionale con l’introduzione di giovani cavalieri, che, a causa del predetto vuoto normativo, è precluso.§
Un rinnovamento generazionale necessario per prevedere l’avvio alle attività addestrative, ad oggi bloccato poiché risulta completa la pianta organica del Centro, laddove, invece, la maggior parte degli specializzati svolge ormai da tempo servizi gestionali e di istituto, senza concorrere in alcun modo alle quotidiane, gravose attività di scuderia. Tale situazione, più volte denunciata, ha ormai dato avvio ad un processo di vera e propria involuzione della specialità, tanto da mandare in crisi anche la squadra di Addestramento Cavalli da ordine pubblico, che, non raggiungendo neanche lontanamente il numero minimo di operatori necessari, non ha potuto evitare il “congelamento” delle attività, essendo costretta a garantire al momento soltanto quelle di “sussistenza” finalizzate al benessere degli animali.

• Questa Organizzazione sindacale ha appreso che recentemente agli istruttori per i servizi ippomontati del 4° Reggimento dei Carabinieri a cavallo è stata data la possibilità di partecipare ad un tavolo tecnico nazionale, cui hanno preso parte anche gli istruttori del Battaglione appiedato (equipollente al Reparto Mobile); tale tavolo tecnico aveva l’obiettivo di produrre protocolli di impiego nei servizi di O.P., che pare siano stati poi approvati dal Comando Generale dell’Arma e successivamente trasmessi al Ministero dell’Interno. In assoluta controtendenza, invece, la Polizia di Stato, a parità di impiego operativo ed addestrativo, non ha ritenuto di avviare dei tavoli tecnici di lavoro, sebbene sia stata avanzata più volte richiesta formale, in considerazione del fatto che gli istruttori hanno operato insieme a quelli dell’Arma dei Carabinieri per due anni in addestramenti ed esercitazioni congiunti per la predisposizione e il miglioramento delle tecniche di azione e intervento nei servizi di O.P.

Nel frattempo, nonostante tutto, sembra siano stati redatti dei protocolli speculari a quelli dell’Arma dei Carabinieri, da mettere a disposizione del funzionario impiegato nei servizi di ordine pubblico, ma i predetti protocolli per la Polizia di Stato, malgrado le innumerevoli sollecitazioni, probabilmente giacciono in qualche cassetto, senza che si sia potuto avviare alcun confronto ufficiale in merito.

• Con nota n. 3296/2016 del 10 agosto 2016, codesto Ufficio ha chiarito che il Centro di Coordinamento dei Servizi a Cavallo e Cinofili è l’unico ente della Polizia di Stato preposto alla formazione delle unità a cavallo da impiegare nei servizi di polizia, avvalendosi del proprio personale istruttore, che assicura corsi sia per i cavalli sia per il personale con qualifica di cavaliere.

Risulta che, nell’esercizio dei propri esclusivi compiti formativi, sia stato prodotto un protocollo di addestramento dei giovani cavalli per i servizi di ordine pubblico, elaborato dalla Sezione Addestramento Cavalli per i servizi di ordine pubblico.
Il predetto protocollo di addestramento dei giovani cavalli non è stato ancora approvato, sebbene sia stato redatto quasi due anni fa.

Ciò premesso, il COISP teme che sia subentrato un ingiustificato ed incomprensibile disinteresse verso il buon funzionamento dei servizi di O.P. a cavallo e questa preoccupazione è aumentata in occasione dell’evento svoltosi in spazi aperti presso il Centro di Coordinamento lo scorso 30 ottobre, nell’ambito del quale, nell’assoluto rispetto delle prescrizioni anti contagio legate all’emergenza epidemiologica da Covid-19, è stata effettuata una “dimostrazione” di grande valenza storica ed operativa, a conclusione di un intero mese di addestramento congiunto delle squadre a cavallo da ordine pubblico della Polizia di Stato e dei Carabinieri.

L’evento, finanziato ed autorizzato dal Servizio Reparti Speciali, aveva come scopo principale quello di dimostrare ai dirigenti le possibilità di impiego di una forza a cavallo nei servizi di O.P., tuttavia è stato disertato da dai rappresentanti del Dipartimento e della Questura di Roma, sebbene la data sia stata fissata di comune accordo e con circa tre mesi di anticipo.

La motivazione addotta per tale assenza sembrerebbe esser dovuta alle prescrizioni anti-Covid (per altro tutte rigidamente rispettate). Si chiede, allora, come mai, in data 14 novembre u.s., sia stata autorizzata una lodevole e riuscitissima manifestazione di carattere “benefico”, organizzata dall’Ufficio Relazioni Esterne e Cerimoniale della Polizia di Stato, con presenza presso il Centro di Ladispoli di circa 200 persone, tra cui bambini con famiglie ed addirittura (tanto per limitare il periodo di permanenza ed il pericolo di contagio) un servizio di catering offerto a tutti, alla presenza di una nutrita rappresentanza di funzionari e dirigenti dei più disparati uffici ministeriali. Ci si domanda quali differenze esistevano tra i due eventi, valutato che per la dimostrazione del 30 ottobre u.s. era prevista la presenza di pochissime unità.

Purtroppo, duole constatare che il settore dell’addestramento e dell’impiego nei servizi di O.P. delle forze a cavallo sembra aver subito un’incomprensibile disattenzione, come dimostra la mancata approvazione dei regolamenti addestrativi e funzionali, oltre all’assenza di una propulsione nel senso dell’adozione di iniziative volte al miglioramento e alla disciplina formale delle best practices nel fondamentale settore dell’ordine pubblico.
Tutto ciò fa sorgere il legittimo dubbio circa l’attuale sussistenza di un interesse alla conservazione della specialità per quanto concerne l’impiego, in particolare, dei cavalli nei servizi di O.P. e, quindi, se la Sezione Addestramento Cavalli per i servizi di ordine pubblico abbia ancora una propria ragion d’essere, valutato che si assiste ad un forzoso “congelamento” delle funzioni, nonostante l’apprezzamento che il Signor Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza ha mostrato in occasione dell’ultima Sua visita ufficiale presso il Centro di Coordinamento di Ladispoli.

Si chiede, pertanto, di avere riscontro circa lo stato di evoluzione del settore e i motivi dei sostanziosi ritardi accumulati nella disciplina dell’impiego dei reparti a cavallo nei servizi di O.P., che si ritiene avere tuttora un’importanza fondamentale ed un potenziale di sviluppo non trascurabile.

In attesa di cortese, urgente riscontro ai numerosi quesiti posti, l’occasione è gradita per inviare i più Cordiali Saluti.

La Segreteria Nazionale del COISP

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