Caso Shalabayeva, la vicinanza del COISP ai sei colleghi condannati. La nostra posizione ripresa anche dal Tg5

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CASO SHALABAYEVA: UNA SENTENZA CHE RISPETTIAMO MA CHE CI AMAREGGIA PROFONDAMENTE CONDANNATI SEI POLIZIOTTI CHE SI SONO SEMPRE IMPEGNATI A SALVAGUARDARE LA SICUREZZA DEI CITTADINI E DELLE ISTITUZIONI DEMOCRATICHE DI QUESTO PAESE

I Sei Poliziotti sono stati ritenuti colpevoli del sequestro di Alma Shalabayeva e di sua figlia Alua nel maggio 2013 in un blitz nella villa di Casalpalocco che puntava alla cattura del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, sospettato di attività terroristiche.
All’esito del primo grado di un giudizio che ha visto alla sbarra, dinanzi al terzo collegio del Tribunale di Perugia, alcuni tra i migliori uomini della Polizia di Stato … ma nemmeno l’ombra di chi quegli ordini li aveva dati.
Seppur siamo certi che il secondo grado di giudizio avrà un esito totalmente diverso, non possiamo non esternare la nostra grande amarezza per un primo giudizio che a parere nostro non rispecchia assolutamente la verità dei fatti oltre ad aver chiuso gli occhi dinanzi alle responsabilità politiche di quella vicenda.
Sono stati condannati ingiustamente gli esecutori di ordini mentre i responsabili non si sono visti alla sbarra e questo esito della nostra giustizia ci preoccupa oltremodo.
Il COISP esprime forte vicinanza e sostegno a questi colleghi che hanno vissuto la loro vita nell’osservanza delle leggi e nell’impegno quotidiano a garantirne il rispetto da parte di tutti, anche mettendo costantemente a rischio la loro vita e quella dei loro familiari.
I successivi gradi di giudizio dovranno riconoscere la correttezza del loro operato. Non può essere altrimenti.

Roma, 17 ottobre 2020

La Segreteria Nazionale del COISP