Le devastazioni andate in scena in Val di Susa confermano un salto di qualità preoccupante: il movimento NO-TAV ha assunto da tempo connotazioni sempre più eversive, organizzandosi con modalità premeditate e violente per colpire lo Stato e le sue Forze dell’Ordine.
Per fronteggiare fenomeni di questa gravità non bastano la sola repressione sul campo o la gestione dell’ordine pubblico: servono unità di intenti tra Stato centrale, magistratura e Polizia, insieme a strumenti normativi adeguati e a una prevenzione più incisiva. Solo così si può difendere davvero la legalità e proteggere chi ogni giorno indossa la divisa.




