XII Reparto Mobile di Reggio Calabria, il coraggio di smentire sé stesso

354

Roma, 21 ottobre 2020

MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
SEGRETERIA DEL DIPARTIMENTO
UFFICIO PER LE RELAZIONI SINDACALI
c.a. Signor Direttore, Vice Prefetto Maria De Bartolomeis

OGGETTO: XII Reparto Mobile di Reggio Calabria – Il coraggio di smentire sé stesso.

Il 6 maggio u.s., un Sovrintendente Capo del XII Reparto Mobile di Reggio Calabria, comandato, in qualità di Capo Squadra, a vigilare il Centro Accoglienza di Comiso (RG), riceve l’ordine dal superiore gerarchico, responsabile del servizio, di effettuare la perquisizione a dieci stranieri, nuovi ospiti del Centro.
Tale attività veniva svolta da due operatori del Reparto che venivano dotati di tute protettive, mascherine chirurgiche e guanti monouso … ma non degli occhiali protettivi perché la Direzione del Reparto Mobile non aveva loro consegnato tali DPI. Le preoccupazioni del Sovrintendente Capo venivano liquidate con la reiterazione dell’ordine e la precisazione che anche il giorno precedente, presente altra Squadra del medesimo Reparto Mobile, si era proceduto in assenza degli occhiali protettivi.

Come ampiamente denunciato al Signor Capo della Polizia, nei riguardi del nostro dirigente sindacale è stato posto in essere un susseguirsi, di procedimenti disciplinari ed una richiesta di trasferimento per incompatibilità ambientale, quest’ultima sostenuto da procedimenti che all’atto della richiesta di allontanare dal reparto il nostro Segretario non si erano addirittura ancora nemmeno conclusi.

Un’azione repressiva che avrebbe dovuto portare tutti i colleghi del Reparto Mobile di Reggio Calabria ad azioni di protesta plateali in difesa di quella giustizia che si afferma di difendere, salvo poi dimenticarsi di tale impegno quando i fatti contro i quali si dovrebbe agire promanano da una Amministrazione (una piccolissima parte di essa, per fortuna) che è capace di agire soltanto incutendo il timore di attribuire anche ingiuste sanzioni.

Ma tant’è. È più forte la paura di ritorsioni, per cui meglio non esporsi anche a costo di arrivare a negare che alcune delle attività contestate al nostro Segretario erano in realtà poste in essere da tutti e con la piena condiscendenza di tutti (prove documentali presenti!!).

Ora, Preg.mo Direttore, noi ben conosciamo la serietà e la correttezza di chi guida il Dipartimento della P.S. e siamo certi della particolare attenzione che viene dedicata a quanto è accaduto e accade al Reparto Mobile di Reggio Calabria.

Ebbene, si è ricordato all’inizio di questa lettera della nostra denuncia di gravi inadempienze da parte del dirigente del menzionato Reparto Mobile nella gestione dei dispositivi di protezione individuali e dei conseguenti ritorsivi procedimenti disciplinari nei riguardi del nostro Segretario Generale Provinciale Aggiunto, uno dei quali ha riguardato proprio l’assenza di citati dispositivi la cui responsabilità, per l’Antonio DE PASCALE, era artatamente da attribuire proprio al nostro rappresentante sindacale.

Ora, se il Segretario COISP non aveva vigilato sul possesso e sull’utilizzo da parte dei colleghi degli occhiali protettivi (che l’Amministrazione non aveva dato), com’è possibile che quando analoga cosa si verifica ad opera di altro collega, incredibilmente tutto è divenuto lecito?

Lo scorso 9 settembre, personale del XII Reparto Mobile, aggregato presso la Questura di Trapani, effettuava attività di ispezione personale nei confronti di cittadini stranieri sbarcati dalla nave “Aurelia” che dovevano essere scortati verso il locale aeroporto, … senza indossare le tute monouso che proprio il dirigente del Reparto aveva statuito che dovessero essere utilizzate durante lo svolgimento di tali attività.

La giusta rimostranza della nostra Segreteria Provinciale di Reggio Calabria concernente il diritto negato ai Poliziotti di lavorare in sicurezza, trovava come risposta, da parte del DE PASCALE, che gli stranieri “erano risultati negativi all’esame del tampone per la ricerca del COVID-19”, che l’attività veniva svolta “alla presenza ed in base alle disposizioni impartite dal funzionario responsabile del servizio, con la supervisione del Sig. Vicario e del Dirigente Sanitario della locale Questura presenti sul posto”, che “non si è ritenuto necessario l’utilizzo delle tute monouso che, in ogni caso, erano a disposizione degli operatori”.

Beh, il nostro Segretario è stato punito perché, nella sua veste di Poliziotto, Sovrintendente Capo, a capo di una Squadra del Reparto Mobile, aveva eseguito l’ordine di perquisire dei migranti indossando mascherina facciale, guanti in lattice e tute monouso ma senza gli occhiali protettivi (che il DE PASCALE non aveva fornito al personale). Il 9 settembre i Poliziotti sono stati obbligati a perquisire migranti senza occhiali protettivi e anche senza tute monouso ma solamente con mascherina chirurgica e guanti in lattice … e per il dirigente del XII Reparto Mobile è tutto regolare. L’hanno fatto in presenza di un ordine, ma anche il nostro Segretario l’aveva fatto in presenza di un ordine. L’unica differenza è che in questo caso, vi era “la supervisione del Sig. Vicario e del Dirigente Sanitario” quasi a dire che se vi fosse stato il virus questo se la sarebbe data a gambe levate perché avrebbe di certo ricevuto l’intimazione a non agire da parte dei due alti funzionari.

Signor Direttore, l’unica vera differenza tra i due episodi è che nel primo caso vi era il segretario del COISP che andava vessato e che il dirigente del XII Reparto Mobile ha un incredibile coraggio di smentire sé stesso puntualizzando oggi una cosa e negandola domani.

Il COISP, con pervicacia, continuerà ad adempiere al proprio ruolo in difesa dei propri quadri sindacali, dei Poliziotti tutti, della stessa Amministrazione della P.S..

In attesa di cortese urgente riscontro, l’occasione è gradita per inviare i più Cordiali Saluti.

Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese

SCARICA LA NOTA IN PDF