Roma, 31 marzo 2025
AL SIGNOR CAPO DELLA POLIZIA
DIRETTORE GENERALE DELLA P.S.
Prefetto Vittorio Pisani
ALL’UFFICIO RELAZIONI SINDACALI
DELLA POLIZIA DI STATO
OGGETTO: Vittime del dovere.
Problematiche concernenti la riattivazione dei procedimenti in materia di vittime del dovere,
connesse anche alla piattaforma per il trattamento informatizzato delle istanze di
riconoscimento. RICHIESTA DI CONFRONTO URGENTE
Ill.mo Sig. Capo della Polizia,
con precedenti note di questa O.S. COISP del 1° marzo e 22 aprile 2024, che per pronto riferimento si allegano in copia (all. 1 e 2), Le era stato fatto rilevare come la riorganizzazione interna in chiave digitale
dell’Amministrazione, per quanto finalizzata ad una razionalizzazione del proprio lavoro, comprimeva il diritto dei singoli al riconoscimento dello status di vittima del dovere, terrorismo o criminalità organizzata e alla concessione dei relativi benefici.
Era stata evidenziata l’illegittimità, se non addirittura l’illegalità, di pretendere dai diretti interessati la gestione personale dell’istruttoria. Veniva, infatti, richiesto all’utenza il deposito telematico, sulla piattaforma per il trattamento informatizzato delle istanze di riconoscimento di vittima del dovere, di documenti già in possesso di altre Amministrazioni, da acquisirsi tramite apposite istanze di accesso presso altri uffici pubblici.
Ma non solo, era stata rilevata, altresì, la totale perdita del diritto dei Poliziotti a farsi rappresentare da Associazioni, Enti, Studi legali e/o soggetti istituzionali in grado di assisterli e affiancarli nella gestione del già complesso iter procedurale per il riconoscimento di vittima del dovere.
Premesso che questa O.S. non era stata l’unica a sollevare delle obiezioni e notevoli perplessità, alla risposta dell’unità organizzativa responsabile del procedimento, ovvero il Servizio Assistenza e Attività Sociali (nota n. 555/V-RS/01/87 – prot. 6352 del 26 marzo 2024), era stata fatta seguire una doverosa replica (all. 2 cit.), con la quale, evidenziate plurime incongruenze e distonie normative della posizione assunta dall’Amministrazione, era stato richiesto un urgente tavolo di confronto istituzionale con i titolari del procedimento che consentisse a questa e alle altre OO.SS. di poter fornire il proprio apporto agli eventuali opportuni emendamenti alla piattaforma, così da consentire un riavvicinamento rispetto alle reali esigenze delle donne e uomini della Polizia di Stato interessati alle predette procedure.
Ora, nonostante i plurimi e sintomatici elementi che disvelavano l’eccesso di potere con cui l’Amministrazione medesima si stesse determinando e nonostante il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione si fosse riorganizzato parimenti in chiave digitale senza comprimere i diritti dell’utenza di riferimento, la richiesta è stata completamente ignorata. Per tale motivo, la piattaforma è rimasta – e rimane ancor oggi – l’unico, complicatissimo ed imperscrutabile canale attraverso il quale interloquire con il suddetto Servizio del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Fatta questa necessaria premessa, è stata segnalata l’ennesima innovativa soluzione procedimentale fortemente limitativa del diritto dei diretti interessati – vittime, feriti o loro familiari superstiti, messa in campo dall’attuale Direzione del Servizio Assistenza e Attività Sociali, perfettamente in linea di continuità con la precedente iniqua gestione. Sulla scorta, infatti, del granitico orientamento della Corte di Cassazione, sulla piattaforma de qua, il 27 marzo u.s. è comparso il seguente messaggio “(…) Coloro cui è stato notificato un provvedimento di rigetto per la sola prescrizione dei termini, possono ripresentare l’istanza (…)”.
A tal riguardo vi sono delle doverose riflessioni da effettuare sull’argomento:
a) l’avviso, letteralmente catapultato notte tempo sulla piattaforma, non può avere valore di pubblicità delle innovazioni nelle procedure, per cui non si può pretendere che possa essere idoneo a raggiungere tutti coloro che si sono visti notificare note ostative per inammissibilità e/o improcedibilità, per la presunta prescrizione del diritto;
b) ci chiediamo e Le chiediamo che fine faranno tutti i procedimenti che sono oramai sub judice?
c) è illegittimo, se non illegale, costringere gli interessati a riproporre la domanda tramite l’apposita piattaforma: per quale motivo bisogna costringere i diretti interessati a farsi carico della follia interpretativa dell’Amministrazione? Oltre la beffa pure l’inganno?
d) chi ripagherà i nostri Colleghi ed i familiari superstiti del tempo che sono stati costretti a perdere inutilmente e delle ingenti risorse economiche che hanno dovuto spendere per effettuare ricorsi giudiziari per vedersi riconosciuto un diritto?
A meno che questa non sia l’ennesima perla di saggezza procedimentale per eliminare una marea montante di procedimenti in potenza di essere riaperti, l’Amministrazione dovrebbe avere il buon gusto di fare ricorso all’autotutela decisoria, senza far ricadere sui diretti interessati il peso assurdo delle proprie decisioni.
Ciò è tanto più vero se si tiene conto che per la maggior parte delle procedure vengono notificate ai diretti interessati sulla piattaforma messaggi del tipo “(…) Si restituisce l’istanza qui presentata, finalizzata alla concessione dei benefici di cui alla normativa vigente in favore delle vittime del dovere, in quanto carente di atti idonei, necessari alla valutazione dell’eventuale avvio dell’iter istruttorio. Tanto premesso, si chiede di voler integrare con la seguente documentazione: – Ordine di servizio; – un dettagliato rapporto, redatto all’epoca del fatto dall’Ufficio di appartenenza, sulle esatte circostanze in cui il richiedente ha riportato le ferite o le lesioni, corredato di testimonianze, perizie; – gli atti di Polizia Giudiziaria (CNR, convalida arresto); – gli esiti giudiziari (sentenza integrale); – la copia integrale e aggiornata del foglio matricolare o Stato di Servizio comprensiva dei quadri relativi a eventuali sanzioni disciplinari e/o procedimenti penali; A tal fine è sufficiente richiedere al competente Ufficio un’unica certificazione che attesti che la suddetta documentazione, corrisponde a quanto conservato agli atti. L’integrazione va eseguita mediante portale VID, all’interno del quale troverà in alto a destra un avviso di notifica, e mediante il tasto “carica” sarà possibile inserire la documentazione richiesta (…)”.
È il caso di evidenziare nuovamente che ai Poliziotti o ai loro familiari superstiti si chiede di acquisire e produrre documenti anche giudiziari di cui non possono venire in possesso come gli atti di polizia giudiziaria (CNR, convalida arresto); – gli esiti giudiziari (sentenza integrale), quindi si sta chiedendo di violare le leggi, confermando l’illegittimità e l’illegalità della piattaforma.
Il COISP, infine, ritiene che quanto stia accadendo rappresenti una grave violazione e compressione del diritto delle Organizzazioni Sindacali rappresentative a tutelare i propri aderenti ed i Poliziotti in generale. Il Dipartimento della P.S. che notte tempo, in modo quasi furtivo, pubblica un messaggio sul portale delle vittime del dovere senza coinvolgere i Sindacati in questo cambio di rotta, senza spiegare perché avviene, senza redigere e pubblicare una chiara circolare indirizzata a tutto il personale della Polizia di Stato in cui spiegare come e perché si procede con le nuove modalità di valutazione delle istanze: tutto ciò ha fatto nascere numerose perplessità tra i Poliziotti che hanno segnalato al COISP questo anomalo ed incomprensibile condotta del Dipartimento da Lei diretto, suscitando molti dubbi sul comportamento etico e sulla credibilità dell’Amministrazione della P.S. nella trattazione dei predetti procedimenti.
Un’Amministrazione che tratta con modalità che appaiono fumose, ondivaghe ed opache i suoi migliori appartenenti che hanno subito lesioni, invalidità o in alcuni drammatici casi hanno persino donato la loro vita al Paese, dovrebbe sentire l’esigenza primaria ed improcrastinabile di fare chiarezza, e di porsi al servizio di questi Colleghi e dei loro familiari e non ricercare sistemi e procedure per rendere difficoltoso l’accesso ai loro diritti.
Tutto questo è inaccettabile, specialmente alla luce delle recenti inchieste condotte proprio sull’argomento “prescrizione” dagli organi di stampa, che qualora siano veritiere lasciano sgomenti tutti i Poliziotti.
Veramente esiste un’Amministrazione dove i diritti hanno un valore diverso a seconda della qualifica o del ruolo di appartenenza?
Il COISP si assume la responsabilità di chiederLe un urgente, formale, tavolo di confronto per affrontare e dirimere le problematiche accennate.
Certi di una Sua attenta valutazione, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.
Il Segretario Generale
Domenico Pianese