Sicurezza mezzi pubblici, Pianese (COISP): “Ripristinare l’arresto per i borseggiatori. Non bastano le denunce”

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“Oggi chi commette un furto con destrezza su una metropolitana o un autobus sa di poterla fare franca quasi sempre. Il problema non è solo la mancanza di uomini, ma un sistema normativo che ha disarmato lo Stato di fronte a questi reati predatori”.

Queste le parole di Domenico Pianese, Segretario Generale del Sindacato di Polizia COISP, intervenuto ieri 18 dicembre presso la Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati, in occasione del convegno “Muoversi in sicurezza. Una proposta concreta contro il borseggio”, organizzato per presentare la proposta di legge contro i reati predatori sui mezzi di trasporto.

Nel corso della sua relazione, Pianese ha evidenziato le criticità strutturali che impediscono alle Forze dell’Ordine di garantire una sicurezza reale a cittadini e turisti:

  1. L’Emergenza Organici:
    “Dal 2009, anno del blocco del turnover, le carenze si sono sedimentate in modo drammatico. Oggi alla sola Polizia di Stato mancano 11.000 agenti rispetto alle necessità reali. Senza uomini in strada e nelle stazioni, la prevenzione diventa impossibile”.

  2. Il Cortocircuito della “Querela di Parte”:
    Il Segretario del COISP ha puntato il dito contro la riforma Cartabia che ha reso il furto procedibile solo a querela: “Le vittime del borseggio sono spesso turisti stranieri o pendolari frettolosi che non sporgono denuncia. Il risultato? L’effetto deterrente ricade sulla vittima (che perde tempo) e non sul colpevole, che torna libero di colpire dieci minuti dopo”.

  3. La proposta:
    Il COISP appoggia con convinzione la necessità di ripristinare la procedibilità d’ufficio per il furto con destrezza e l’arresto obbligatorio in flagranza. “Serve un segnale chiaro: la metropolitana non può essere una zona franca. Chi ruba deve sapere che rischia il carcere, non una semplice denuncia a piede libero”.

All’evento hanno partecipato anche la deputata Marianna Ricciardi (promotrice dell’iniziativa), rappresentanti della sicurezza privata e lo youtuber Simone Ruzzi (“Cicalone”), noto per i suoi video di denuncia sociale nelle metropolitane.