Revisione del regolamento per l’attività dei servizi di sicurezza e soccorso in montagna. Osservazioni e richiesta incontro

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Roma, 21 febbraio 2022

MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
SEGRETERIA DEL DIPARTIMENTO
UFFICIO PER LE RELAZIONI SINDACALI

OGGETTO: Servizi di sicurezza e soccorso in montagna a cura della Polizia di Stato.
Revisione del “Regolamento per l’attività dei servizi di sicurezza e soccorso in montagna”.
OSSERVAZIONI E RICHIESTA DI INCONTRO

In riferimento all’allegata nota di codesto Ufficio del 16 febbraio scorso e recante prot. 555/V-RS/Area 1^/0000731, con la quale sono state chieste a questa Federazione COISP MOSAP eventuali contributi, proposte e osservazioni in ordine all’intenzione, manifestata dalla Direzione centrale per gli affari generali e le politiche del personale della Polizia di Stato, di avviare la procedura di revisione del “Regolamento per l’attività dei servizi di sicurezza e soccorso in montagna”, si rappresenta quanto segue:

Il “Regolamento per l’attività dei servizi di sicurezza e soccorso in montagna effettuata dagli operatori della Polizia di Stato in possesso della specifica abilitazione”, approvato con Decreto del Capo della Polizia datato 29 dicembre 2015 e successivamente modificato con decreto del 18 ottobre 2021, nello statuire, all’art. 5, in merito all’istruttoria delle istanze del personale interessato a svolgere i citati servizi, prevede al comma 3 che ai fini della predisposizione della graduatoria sono valutati, tra gli altri, i seguenti titoli in corso di validità:

b) titoli esterni, ufficialmente riconosciuti secondo la normativa vigente: …
3) Operatore del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico o dell’Alpenverein Alto Adige; …

Di tale titolo, il cui possesso costituisce quindi punteggio ai fini della graduatoria del personale che formula istanza per lo svolgimento dei servizi in parola, non possono tuttavia avvantaggiarsi i Poliziotti in servizio presso gli Uffici della Valle d’Aosta, a causa di una norma a carattere regionale che vieta loro di far parte dei volontari C.N.S.A.S. (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico).

Conseguentemente i citati colleghi della Valle d’Aosta vengono in alcuni casi scavalcati in graduatoria da colleghi di altre regioni che, magari proprio grazie a quel punteggio aggiuntivo, si trovano assegnati a svolgere il servizio in argomento presso le località sciistiche della Valle d’Aosta.

La problematica di cui sopra è stata denunciata a codesto Ufficio più volte ed allo stesso è stata anche trasmessa copia della nota, datata 5.9.2018, a firma del “Direttore del Soccorso Alpino Valdostano, Ente incaricato di pubblico servizio di cui la Regione Autonoma Valle d’Aosta si avvale per la gestione e l’attuazione del servizio di soccorso in n. 5”, con cui il citato Direttore ha affermato che “le attività di pubblico servizio svolte quale Operatore del Soccorso Alpino Valdostano non possano essere espletate, nei termini utili all’Ente, dal personale delle Forze di Polizia” … con la conseguenza – da noi denunciata – che i Poliziotti della Valle d’Aosta non possono in alcun modo possedere il titolo sopra specificato (Operatore del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) valevole ai fini della graduatoria per i servizi in oggetto indicati, patendo una disparità di trattamento che li penalizza ingiustamente.

Al riguardo codesto Ufficio, con lettera del 12.12.2019, recante prot. n. 555/RS/01/2/4035, rappresentò che “…la Direzione Centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato ha fatto sapere di aver interessato la Questura di Aosta per l’acquisizione, attraverso contatti con la Regione, di elementi utili a chiarire se vi siano o meno condizioni ostative, riferite al personale della Polizia di Stato, per il conseguimento della qualifica di operatore del Soccorso Alpino Valdostano, La citata Direzione ha fatto riserva di notizie” …… ma ad oggi non si è avuta alcuna ulteriore notizia, se non talune, informali, che portano ad un ‘invito’, anch’esso informale, che la Questura di Aosta pare abbia formulato nei confronti dei colleghi in questione, di conseguire la qualifica di operatore del Corpo Nazionale Soccorso Alpino presso altre regioni!

Beh, è evidente che la revisione del “Regolamento per l’attività dei servizi di sicurezza e soccorso in montagna” dovrà portare ad eliminare la suesposta disparità.
Ma non solo …

Come pure è stato più volte da noi rappresentato in precedenza, il “Regolamento” in argomento prevede un punteggio aggiuntivo “per ogni stagione in cui è stato prestato servizio in qualità di responsabile o di operatore del team”… e se a parità di condizioni tale punteggio aggiuntivo potrebbe avere una sua logica, la cosiddetta “equa rotazione” tra il personale e l’obbligo di contemperare l’esigenza specifica con l’efficienza dei servizi degli Uffici, degli Istituti e dei Reparti da cui è tratto il personale da impiegare presso le località montane (art. 3, co. 2, del “Regolamento”), pone in una situazione di evidente disparità di trattamento gli operatori che prestano servizio in Uffici dove le istanze per lo svolgimento dei servizi in questione sono superiori al numero massimo di dipendenti da poter utilizzare, rispetto a quegli altri che non si trovano nelle medesime condizioni.

La revisione del “Regolamento” dovrà quindi tenere conto di tale problematica, eventualmente prevedendo che al personale che non è stato chiamato a svolgere “i servizi di sicurezza e soccorso in montagna” a causa della citata “equa rotazione” e di quanto statuito dal richiamato art. 3, co. 2, venga egualmente riconosciuto il punteggio aggiuntivo come se detto servizio lo avesse effettuato.
Ciò consentirebbe di evitare successive disparità di trattamento in favore di chi presta servizio in una Questura o altro Ufficio dove non vi sono altri abilitati e che si trovano ad effettuare il servizio in argomento ogni anno.

Diversamente i colleghi che si trovano a subire le necessità esplicitate dal ridetto articolo potrebbero irragionevolmente essere costantemente superati da quegli operatori che non sono costretti a subire alcuna limitazione.

Nella determinazione dei punteggi, infine, si evidenzia la necessità di premiare la disponibilità data come “numero di stazioni” indicate nell’istanza da parte degli operatori interessati ai servizi in argomento.

In conclusione, considerata comunque la complessità delle questioni, questa Federazione COISP MOSAP chiede che venga programmato un incontro durante il quale potranno meglio essere esposte le menzionate richieste di revisione del “Regolamento per l’attività dei servizi di sicurezza e soccorso in montagna”, nonché altre inerenti il suo contenuto.
In attesa di cortese riscontro, l’occasione è gradita per inviare i più Cordiali Saluti.

La Segreteria Nazionale della Federazione COISP MOSAP