Questura di Milano, una gestione del Personale che si distingue per la parzialità amministrativa

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Roma, 12 luglio 2022

AL SIGNOR CAPO DELLA POLIZIA
Direttore Generale della Pubblica Sicurezza
Prefetto Lamberto Giannini

OGGETTO: Questura di Milano. Una gestione del Personale che si distingue per la parzialità amministrativa.

Preg.mo Signor Capo della Polizia,
lo scorso 4 luglio ci trovammo costretti, ancora una volta, a porre alla Sua attenzione l’evidente scarsa capacità organizzativa del Questore di Milano di gestire un Ufficio di tale importanza e di come tale carenza era fortemente emersa con riguardo all’accoglimento degli Agenti in prova del 216° corso di formazione, assegnati agli Uffici e Reparti di destinazione lo scorso 1° luglio per la frequenza del tirocinio pratico-applicativo che avrà termine il prossimo 19 agosto.

Il successivo 8 luglio replicammo alla risposta dell’Ufficio per le Relazioni Sindacali del Dipartimento che aveva inteso comunicare le giustificazioni fornite dalla Questura di Milano, risultate del tutto fuorvianti, elusive e capziose.

Ebbene, a distanza di brevissimo siamo purtroppo nuovamente obbligati a disturbarla, Signor Capo della Polizia, affinché venga messo un freno al modo di gestire la citata Questura.

Il prossimo mese di settembre dovrebbe svolgersi un corso di qualificazione per operatori addetti ai servizi di scorta e sicurezza ed in questi giorni verranno effettuate le visite mediche propedeutiche. Per la Questura di Milano sono stati riservati tre posti.

È dato per certo che, rispettando un giusto criterio di anzianità, il primo dei tre posti sarà ricoperto da un Assistente Capo Coordinatore … mentre per gli altri due si adotterà il criterio della vicinanza al Questore, ovvero andranno due Agenti Scelti che fanno gli autisti al predetto … scavalcando così numerosi altri colleghi più anziani di servizio.

Ora, Gent.mo Signor Capo della Polizia, a parte il fatto che la Questura di Milano dovrebbe rendersi conto della necessità di implementare l’organico dell’Ufficio Scorte, visto che quotidianamente la gravissima carenza di personale di tale settore obbliga ad aggregarvi circa 10 operatori di altri uffici (addirittura anche 20 in qualche circostanza), la verosimile decisione di individuare quelli da inviare al corso di qualificazione senza tenere conto dell’anzianità di servizio di chi ne ha fatto richiesta ma anzi di preferire a tale personale coloro che si ha a fianco, è di certo quantomeno discutibile.

L’individuazione del predetto personale, da avviare ai corsi di formazione per operatori scorte, raffigura in modo incontrovertibile che presso la Questura di Milano le regole ed i principi di trasparenza e imparzialità, che devono guidare l’azione amministrativa, abbiano lasciato spazio all’arbitrio ed a logiche padronali che non possono e non devono appartenere alla Polizia di Stato.

Siamo certi che Lei condividerà le nostre forti perplessità e non farà mancare un giusto intervento per far comprendere che le aspettative del personale non devono essere ignorate e mortificate per far posto a chi può benissimo attendere il proprio turno.
Con sincera e profonda stima,

Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese

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