Questura di Firenze. Lettera al Capo della Polizia

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Roma, 22 febbraio 2024

AL SIGNOR CAPO DELLA POLIZIA
DIRETTORE GENERALE DELLA PUBBLICA SICUREZZA
Prefetto Vittorio Pisani

OGGETTO: Questura di Firenze.

Preg.mo Signor Capo della Polizia,
siamo sempre più convinti della necessaria presenza delle Organizzazioni Sindacali in seno alla nostra Polizia di Stato, quali soggetti con finalità di tutela dei diritti del personale, di propositività nei confronti dell’Amministrazione ed anche di intermediazione al fine di meglio far conciliare le esigenze di quest’ultima ed i bisogni dei Poliziotti.

Ora, Gent.mo Signor Capo della Polizia, Il COISP ha fortemente apprezzato la sua sensibilità sul tema delle cause del disagio del personale ed è proprio in attinenza a tali tematiche che con profondo rammarico le evidenziamo l’incomprensibile condotta dell’attuale Questore di Firenze Maurizio Auriemma, il quale, in una recente nota di risposta ad una missiva della nostra Segreteria Provinciale si è verosimilmente mostrato per uno scarso rispetto dei Poliziotti e di chi li rappresenta sindacalmente.

È il 13 febbraio u.s. quando la Segreteria Provinciale COISP di Firenze inoltra una lettera al Questore Auriemma, avente ad oggetto: “Prevenzione e gestione delle situazioni di disagio per il personale della Polizia di Stato. A fronte delle preoccupazioni del Signor Capo della Polizia si rileva un preoccupante disinteresse”.

In precedenza, lo scorso 22 dicembre, il COISP Firenze aveva indirizzato a quel Questore una nota con la quale lamentava le numerose contestazioni di addebiti nei confronti dei colleghi alloggiati collettivamente presso il Complesso “Il Magnifico”, per la presenza nelle camere di qualche fornelletto e di qualche stufa elettrica in alcuni casi mai utilizzati o utilizzati esclusivamente durante l’emergenza pandemica con il relativo lockdown, ed in altri casi neanche di proprietà degli occupanti delle camerate. Al Dr. Auriemma il COISP sottolineava che il materiale trovato in alcuni casi era stato acquistato dal personale nel periodo del lockdown e poi non smaltito, che tale presenza non significa che sia stato utilizzato anche successivamente al periodo pandemico, mentre in altre circostanze sono materiali di cui il personale alloggiato è stato costretto a dotarsi per fronteggiare le generali condizioni di invivibilità e fatiscenza del Complesso, che non risparmia l’impianto elettrico.

La lettera veniva conclusa con l’invito al Questore a valutare ogni singolo procedimento disciplinare tenendo conto di quanto espresso, evidenziando in particolare, che l’irrogazione di pene pecuniarie ai dipendenti che già hanno in alcuni casi situazioni familiari complesse aumentava le situazioni di disagio patite.

Ancora il 25 gennaio u.s. la Segreteria Provinciale COISP di Firenze inoltrava al Questore una missiva con la quale richiamava una circolare di quest’ultimo circa il divieto di detenere mobilia non dell’Amministrazione all’interno degli alloggi collettivi del Complesso “Il Magnifico” per poi puntualizzare che gli stessi sono indispensabili, in specie per il personale del Reparto Mobile, per custodire le divise e tutto l’equipaggiamento da ordine pubblico.

Quindi, sollecitato da numerosi colleghi, il COISP chiedeva al dr. Auriemma di concedere
almeno un piccolo armadio aggiuntivo ed eventualmente di informare circa le procedure di smaltimento di detto materiale che sovente i colleghi avevano trovato nell’alloggio già all’atto dell’attribuzione dello stesso.

Nuovamente lo scorso 6 febbraio la Segreteria COISP Firenze scriveva al Questore in merito ai Posti Fissi di Polizia presso gli ospedali della città, lamentando che il personale era chiamato ad espletare servizio da solo e che ciò comprometteva la loro sicurezza. Denunciava altresì che lo stesso non era dotato di apparecchiatura radio portatile e che eventuali richieste di urgente ausilio alla Centrale Operativa della Questura erano impossibili.

Nessuna delle tre citate missive, che pure riguardavano aspetti significativi riguardo il benessere e la sicurezza del personale della Polizia di Stato, trovava una qualche risposta da parte del Questore di Firenze.

Tornando alla lettera del COISP Firenze del 13 febbraio u.s., al Questore Auriemma veniva rammentato che la Preg.ma S.V., Signor Capo della Polizia, lo scorso 7 agosto 2023 si era preoccupata di riunire tutti i Questori e Dirigenti degli Uffici e Reparti della Polizia di Stato sollecitandoli a prestare massima attenzione alle situazioni di disagio psicologico e/o economico patite dai Poliziotti ed invitandoli ad effettuare continui incontri con il personale e le rappresentanze sindacali del personale.

Al Questore veniva quindi ricordato che in risposta a tale premura della S.V. egli aveva convocato una riunione per il successivo giorno 8 (che era durata meno di 10 minuti) e che qui si era dichiarato pronto a dare concretezza ad una rinnovata maggiore considerazione verso i bisogni delle Donne e degli Uomini della Polizia di Stato, chiedendo a tal fine la partecipazione e l’aiuto del Sindacato, come peraltro sottolineato e suggerito da Lei durante l’incontro del 7 agosto. Precisò inoltre ai presenti che quello era un semplice incontro per mettere a conoscenza le Organizzazioni Sindacali della disposizione del Signor Capo della Polizia che sensibilizzava la prevenzione dei disagi del personale sia di natura economica che psicologica.

Il Dr. Auriemma veniva pertanto criticato perchè dopo quel breve incontro dell’8 agosto non ce ne erano stati altri.
In buona sostanza il Questore di Firenze aveva dato atto, nei fatti, di una sua distanza verso la problematica e le sollecitazioni della S.V. mentre “di contro” – puntualizzava il COISP Firenze – si era impegnato notevolmente a rammentare al personale i loro obblighi mediante l’uso dello strumento disciplinare (ci giunge voce, che sinceramente vorremmo venga smentita, che i procedimenti disciplinari, molti dei quali con la contestazione della pena pecuniaria, avviati nei confronti dei colleghi, in specie quelli alloggiati collettivamente, sarebbero vicini se non superiori al centinaio dall’insediamento dell’attuale Questore a Firenze, di cui oltre la metà in questi primi due mesi del 2024) ed era mancato un incentivo attraverso il riconoscimento premiale per l’attività meritoria svolta.

La nota si concludeva con la richiesta al Questore di informare su cosa stesse facendo “per la prevenzione e la gestione delle situazioni di disagio del personale”.
Ebbene, stavolta la risposta c’è stata, è arrivata il giorno dopo, il 14 febbraio, e leggendola pare ricavarsi quanto segue:
− il Questore di Firenze non ha risposto dalla domanda su cosa intendesse fare a riguardo della questione del disagio psicologico e/o economico patito dai Poliziotti per la quale Lei, in pieno mese di agosto 2023, aveva inteso riunire tutti gli alti Dirigenti della Polizia di Stato sollecitandoli a prestare massima attenzione a tali situazioni e invitandoli ad effettuare continui incontri con il personale e le Organizzazioni Sindacali rappresentative del personale.
− verosimilmente con l’intento di deviare dalla questione del disagio psicologico e/o economico patito dai Poliziotti che lo sta vedendo inottemperante alle disposizioni della Preg.ma S.V., il Questore Auriemma ha inteso interpretare il contenuto della lettera del COISP di Firenze, affermando, ingiustamente e falsamente, che tale nostra Segreteria Provinciale avrebbe inteso asserire che “..l’applicazione del regolamento di servizio” è “tale da ingenerare situazioni di disagio” e fare una “calunniosa correlazione” tra l’applicazione di una corposa attività disciplinare ed una mancata premialità con la “prevenzione e gestione delle situazioni di disagio del personale della Polizia di Stato” … quando se di condotta denigratoria vogliamo discettare emerge in tutta la sua evidenza, leggendo la ridetta nota del Questore Auriemma, che non è certo al COISP Firenze che ci si può riferire.

Atteso il fatto che la nostra Segreteria Provinciale non ha certo messo in discussione norme e regolamenti afferenti la disciplina ed i riconoscimenti premiali, avendo invero, semplicemente e legittimamente, criticato l’utilizzo dello strumento disciplinare per comportamenti che sono frutto del disagio di vivere in un alloggio collettivo in caserma, peraltro in un compendio le cui criticità logistiche sono note da anni, e che dovrebbero essere affrontate con ben altre iniziative, nonché una probabile scarsa considerazione delle attività meritevoli di riconoscimento premiale, il Questore di Firenze Auriemma si è palesato, incomprensibilmente ed in maniera reprensibile, per una decisa mancanza di rispetto verso il Sindacato e verso i colleghi, in specie quelli più giovani.

Tra la narrazione sulla sua anzianità di servizio, e la sua «abnegazione e reale interesse verso le necessità del personale» che, a suo dire, sarebbero «unanimemente riconosciute da tutti», il ridetto Questore di Firenze ha evidenziato una inaccettabile sufficienza verso chi rappresenta a Firenze questa O.S. e un deprecabile intento denigratorio. Il Dr. Auriemma difatti colpevolizza il COISP Firenze di non conoscere la sua «storia professionale… causa la giovane età e la scarsa esperienza in diversificati ambienti e condizioni lavorative» ma se possiamo anche capire che essere più giovani del Questore Auriemma possa aver impedito di conoscere la storia professionale del predetto, carenza cognitiva che fortunatamente non ha impedito la sopravvivenza di nessun Poliziotto, l’affermare che tale «storia professionale» non si conosca a «causa (del)la scarsa esperienza in diversificati ambienti e condizioni lavorative» non è razionale… e ci preoccupa perché evidenzia l’opinione che il predetto ha in generale del personale della Polizia di Stato ed in particolare di quello anagraficamente più giovane di lui, ovvero tutti nella provincia di Firenze.

Prelibatezza di una lettera di ben tre pagine è infine l’affermazione che «l’utilizzo (negli alloggi collettivi) di alcuni apparecchi elettrici senza autorizzazione» avrebbe evidenziato addirittura «una mancanza di “cultura dell’accettazione” delle regole».
È assolutamente inaccettabile che si offendano in tal modo i Poliziotti, giovani e meno giovani, che quotidianamente, svolgono il servizio mettendo anche a rischio la propria incolumità per salvaguardare quella degli altri e nondimeno permettendo a taluni di avere una «storia professionale» di cui fregiarsi….

A proposito di cultura dell’accettazione delle regole a questo punto ci chiediamo: se un alloggio collettivo non assicura il confort previsto per essere fruito in modo dignitoso, se i riscaldamenti non funzionano, se non c’è un adeguato armadio che consenta di riporre le uniformi e i propri indumenti, chi viola le regole? I poliziotti che a proprie spese cercano di rendere accettabile la permanenza in questi alloggi o chi ben conoscendo la situazione non risolve la situazione rispettando le norme vigenti?

Tutto ciò premesso, La prego, Signor Capo della Polizia, di valutare attentamente i fatti evidenziati e la documentazione allegata. Siamo certi condividerà che l’esperienza è importante solo se non slegata dalla capacità di ascoltare gli altri, anche l’ultimo Collega appena arruolato, e nondimeno le Organizzazioni Sindacali, apprezzandole per il ruolo proposito e costruttivo anziché personalizzare le loro segnalazioni, vieppiù quando riguardano il disagio del personale.
Con sincera e profonda stima,

Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese

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