Questura di Bari, Nucleo Cinofili. Il personale ha bisogno di un’Amministrazione vicina ai propri bisogni e pronta a mettere in campo giusti accorgimenti contro la grave situazione di disagio che sta patendo

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Roma, 14 ottobre 2022

AL SIGNOR CAPO DELLA POLIZIA
Direttore Generale della Pubblica Sicurezza
Prefetto Lamberto Giannini

OGGETTO: Questura di Bari, Nucleo Cinofili – Il personale ha bisogno di un’Amministrazione vicina ai propri bisogni e pronta a mettere in campo giusti accorgimenti contro la grave situazione di disagio che sta patendo.

Preg.mo Signor Capo della Polizia,
negli ultimi giorni siamo stati costretti in più circostanze a chiedere la Sua cortese attenzione su taluni gravissimi accadimenti che hanno evidenziato quanto, moltissimo, vi sia ancora da fare nel territorio per garantire quella necessaria vicinanza nei confronti del personale e quel dovuto rispetto dei loro diritti e dei loro bisogni, nonché degli obblighi che le leggi dello Stato, oltre che il buon senso, dettano in capo a chi ricopre incarichi di particolare responsabilità.
Adesso siamo nuovamente qui a disturbarla per questioni analoghe che ci impensieriscono e che pure dovrebbero preoccupare il Dipartimento della P.S..
Lo scorso 19 luglio rappresentammo e documentammo all’Ufficio per le Relazioni Sindacali l’esigenza di una adeguata tutela dei Poliziotti in servizio presso il Nucleo Cinofili in seno alla Questura di Bari, gran parte dei quali hanno evidenziato una situazione di grave malessere e disagio lavorativo che meriterebbe maggiore attenzione, nonché un intervento volto a rimuovere la causa della problematica.

Evidenziammo, in particolare, che la stessa Amministrazione, per mezzo di proprio Dirigente Psicologo della Questura di Foggia, già ai primi mesi del 2021 aveva rilevato uno stato di disagio patito da alcuni componenti del citato Nucleo Cinofili e causato dal rapporto con il “Responsabile” del Nucleo che avrebbe posto in essere “atteggiamenti, vissuti … come denigratori e a volte lesivi della dignità personale. Tali atteggiamenti si manifesterebbero attraverso un eloquio arricchito da appellativi particolarmente sgradevoli e da un comportamento ritenuto ostile”, per poi dover prendere atto, a distanza di un anno, di “un peggioramento della situazione di malessere, che è estesa anche ad altri componenti del gruppo, infatti la maggioranza dei convenuti (8 su 13) hanno evidenziato uno stato di disagio dovuto prevalentemente al rapporto con il responsabile del Nucleo Cinofili”, tanto da obbligare tale Psicologo della Polizia di Stato a sottolineare, al Dirigente dell’Ufficio Sanitario della Questura di Bari, e implicitamente al Questore di quella provincia, la necessità di valutare “ogni utile soluzione per ripristinare un adeguato clima organizzativo”.
Proseguimmo specificando che l’auspicio che l’Amministrazione si adoperasse per rimediare a quanto sopra, aveva visto come rimedio, da parte del Questore, l’attribuzione al Vice Dirigente dell’UPG e SP dell’incarico di sovrintendenza diretta del Nucleo Cinofili .. ma la permanenza quale “Responsabile” di chi si era contraddistinto per quelle condotte fortemente contestate.
Concludemmo che quanto rappresentato meritava una attenta valutazione da parte degli organi competenti del Dipartimento, prima che possa verificarsi qualche evento irreversibile, dato il forte stato di tensione, disagio, scoramento, nel quale continuano ad essere costretti a lavorare gran parte degli operatori del ridetto Nucleo Cinofili, a causa dei dichiarati continui sproloqui, insulti, denigrazioni e atteggiamenti lesivi della dignità personale adottati dal “Responsabile” di tale Nucleo nei loro confronti, come appurato dagli Psicologi della Polizia di Stato.
Ebbene, la risposta pervenutaci dall’Ufficio per le Relazioni Sindacali è inquietante. Ci viene detto:

… si rappresenta che l’istruttoria intrapresa presso le competenti articolazioni dipartimentali ha evidenziato, per ciò che riguarda il contesto organizzativo della Squadra Cinofili della Questura di Bari, un alto gradimento della tipologia del lavoro e gratificazione relativa alla specificità del compito.
La predetta Squadra garantisce il contributo professionale richiesto e non si registrano carenze nell’impiego.
La situazione segnalata continuerà comunque ad essere costantemente monitorata, per ogni eventuale ulteriore iniziativa finalizzata a preservare la piena funzionalità della Squadra e il sistema di relazioni dei suoi componenti.

Preg.mo Signor Capo della Polizia, tale risposta mostra due preoccupanti evidenze:
– la prima è che “le competenti articolazioni dipartimentali” hanno evidentemente sottovalutato la gravità della situazione descritta, cercando anche di sviare la critica questione da noi evidenziata su un mai esposto alto o basso “gradimento della tipologia del lavoro” da parte dei colleghi cinofili di Bari e sul “contributo professionale” offerto dai predetti colleghi e su “carenze nell’impiego” che pure non hanno mai impensierito alcuno;
– la seconda è che pare che solamente a noi interessi la salute psico-fisica dei Poliziotti, solo noi cerchiamo di prevenire fatti gravi e inconsulti, solo noi ci interessiamo di porre risoluzione alle cause di disagio per il personale.
Signor Capo della Polizia, riteniamo che sia anacronistico l’atteggiamento di alcune articolazioni dell’Amministrazione che tentano di arroccarsi in aprioristiche negazioni di problemi, che invero abbisognano di tutt’altro comportamento di quanto rappresentatoci nella suddetta risposta.
In attesa di cortese riscontro, si inviano i più cordiali saluti.
Con sincera e profonda stima,

Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese

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