Polmonite da nuovo coronavirus (COVID – 19) – Contenimento dell’epidemia, giuste agevolazioni e tutele per il personale della Polizia di Stato.

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Roma, 8 marzo 2020

AL SIGNOR CAPO DELLA POLIZIA
Direttore Generale della Pubblica Sicurezza
Prefetto Franco Gabrielli

OGGETTO: Polmonite da nuovo coronavirus (COVID – 19) – Contenimento dell’epidemia,
giuste agevolazioni e tutele per il personale della Polizia di Stato.
Preg.mo Signor Capo della Polizia, la costante evoluzione della situazione epidemiologica da nuovo coronavirus sta obbligando tutti a porre in essere comportamenti idonei al contenimento della stessa, anche con misure straordinarie quale ad esempio la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e il divieto di ingresso o allontanamento da intere aree del nostro Paese.
Da parte dell’Amministrazione vi è stato una costante informazione rivolta a tutto il personale nonché disposizioni finalizzate a limitare, per quanto possibile, il contagio nei confronti dei Poliziotti.
Lei stesso è intervenuto con circolari a Sua firma e dietro Suo input lo ha fatto più volte la Direzione Centrale di Sanità e la Direzione Centrale per le Risorse Umane.
Ciò ricordato, nel ringraziarLa per la particolare attenzione ancora una volta dimostrata nei
confronti della salute e sicurezza di tutto il personale, con la presente siamo a sottoporLe alcune questioni con preghiera di una Sua cortese attenta valutazione.

▪ La sopra ricordata chiusura delle scuole, disposta fino al 15 c.m. ma che potrebbe trovare anche ulteriore seguito come peraltro già statuito (fino al 3 aprile) per tutta la Lombardia e altre 11 province, sta causando anche ai Poliziotti non poche difficoltà nell’assistenza dei figli minori, laddove il coniuge svolge anch’esso attività lavorativa o in caso di genitori unici affidatari.
Sul punto pare che altre Amministrazioni del Comparto Sicurezza e Difesa abbiano emanato
disposizioni volte a sollecitare, da parte dei responsabili dei vari uffici, la concessione di una “licenza straordinaria per gravi motivi”, nella misura necessaria a soddisfare eventuali esigenze (quali appunto quella di assistenza ai figli) connesse con la situazione di emergenza in atto.
Per ciò che ci riguarda, in realtà, la circolare n. 333-A/9817.B (4) del 15.4.1986, con la quale sono dettate istruzioni relative al congedo straordinario, già prevedrebbe la possibilità di ottenere un periodo di congedo per gravi motivi quali la necessità di “assistere i familiari, qualora non sia possibile provvedere altrimenti e venga prodotta documentata richiesta” e prevede anche di poter ottenere un periodo ulteriore oltre a quello statuito “sino a otto giorni, se nell’ambito della regione di servizio, sino a dieci se fuori dalla medesima”, ma le casistiche esemplificate nella medesima circolare (“…quali: malattie, interventi chirurgici, accertamenti sanitari, nascita di figli…”) porta alcuni nostri Dirigenti a ritenere che solamente le citate quattro situazioni (che – si ripete – nella circolare sono invece indicate a mero titolo esemplificativo) possano valere ai fini della concessione
del congedo straordinario per gravi motivi … e non anche un contesto di emergenza straordinaria quale quella dell’epidemia da nuovo coronavirus che sta colpendo il nostro Paese e non solo, obbligando tantissime famiglie, e non pochi Poliziotti, a preoccuparsi di dover assistere i figli minori vista la chiusura delle scuole.
Stante la situazione emergenziale potrebbero quindi essere valutate positivamente disposizioni volte a stimolare i Questori e Dirigenti degli Uffici di Polizia verso l’accoglimento di eventuali richieste, da parte dei Poliziotti, di congedo straordinario per gravi motivi dovuti alla necessità di assistere i figli minori in questo periodo di chiusura delle scuole ma anche se detti figli, o altri familiari, si trovino sottoposti a sorveglianza domiciliare.

▪ Le raccomandazioni fornite tanto a livello dipartimentale che dallo stesso Governo, con i decreti recentemente approvati, fanno riflettere anche sull’opportunità o meno, in questo frangente, di mantenere aperte le mense obbligatorie di servizio ove quotidianamente si registra un’affluenza concomitante di decine e decine di Poliziotti, e non solo. Laddove possibile, sarebbe conveniente, a parere di questa O.S., provvedere con una sospensione momentanea del servizio e l’attribuzione al personale dei buoni pasto.

▪ L’emergenza epidemiologica in argomento vede i Poliziotti chiamati a proseguire nello svolgimento dei loro precipui compiti e nel contempo mostrare tranquillità ai cittadini anche nelle situazioni in cui loro stessi sono sottoposti a rischio … ma anche a garantire medesima serenità e presenza alle proprie famiglie.
Ebbene, quest’ultima necessità, senza attuale urgente bisogno per l’Amministrazione, verrà a breve inficiata per alcuni colleghi. Si tratta di 30 nuovi Vice Ispettori Tecnici che il prossimo 15 marzo, terminato il corso di formazione, dovrebbero essere assegnati ad una sede di servizio diversa da quella attuale e lontano dai loro affetti.
Beh, in questo particolare momento si potrebbe ovviare con tale assegnazione, posticipandola a cessata emergenza COVID-19 e garantendo così ai citati colleghi di rimanere vicino ai propri affetti.

▪ Tra i Poliziotti maggiormente esposti all’epidemia vi sono – com’è ovvio – quelli che svolgono servizi di controllo del territorio e di ordine e sicurezza pubblica. Pertanto potrebbe essere soggetta a valutazione lo svolgimento di alcune attività territoriali eccezionali come le operazioni ad alto impatto, stragi del sabato sera, pattuglioni etc..

▪ In ultimo, ma assolutamente non di minore importanza, la questione della continua quotidiana presenza di decine e decine di persone presso le nostre Questure, Commissariati, etc.. che chiedono il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno, del porto d’arma e quant’altro.
Il decreto legge 2 marzo 2020, n. 9, recante “Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, ha previsto, all’art. 9,
– la sospensione dei termini per la conclusione dei procedimenti amministrativi relativi al rilascio delle autorizzazioni, comunque denominate, di competenza del Ministero dell’interno e delle Autorità provinciali e locali di pubblica sicurezza in materia di armi, munizioni ed esplosivi, esercizi di giochi e scommesse, agenzie di affari, fabbricazione e commercio di oggetti preziosi, istituti di vigilanza e investigazione privata, soggiorno degli stranieri, nonché dei procedimenti amministrativi concernenti le iscrizioni nei registri o negli elenchi previsti per l’esercizio di servizi di controllo nei luoghi di pubblico spettacolo e trattenimento o negli impianti sportivi;
– la sospensione dei termini per la presentazione della richiesta di primo rilascio e del rinnovo del permesso di soggiorno previsti, rispettivamente, in otto giorni lavorativi dall’ingresso dello straniero nel territorio dello Stato e in almeno sessanta giorni prima della scadenza o nei sessanta giorni successivi alla scadenza.

Quanto sopra “al fine di consentire la piena utilizzazione del personale della Polizia di Stato” per le preminenti esigenze di servizio relative all’epidemia da nuovo coronavirus in atto nel Paese.
Ebbene, se da una parte tale misura può certamente essere utile per la suddetta finalità (si ha più tempo per concludere i procedimenti amministrativi e quindi si è maggiormente disponibili per le prioritarie attività relative all’epidemia), è certamente opportuno che vengano emanate ulteriori misure confacenti al contenimento della citata epidemia anche con riguardo agli Uffici di Polizia.

Allo stato attuale, difatti, gli obblighi statuiti dai provvedimenti emanati dal Governo in via d’urgenza impongono, tra gli altri, a scopo precauzionale, che le occasioni di assembramento tra le persone, sia in luogo pubblico che privato, possano svolgersi solo a condizione che venga rispettato uno standard minimo di distanza tra le persone partecipanti, in caso contrario la violazione di tale circostanza è sanzionata per legge. Beh, queste stringenti disposizioni che hanno portato alla naturale conseguenza della chiusura di teatri, cinema, palestre, piscine e qualsiasi pubblico evento sportivo nei quali si sarebbe potuto creare un’insalubre compresenza di persone, dovrebbero riguardare anche le Questure di tutta Italia dove tuttora invece si assiste ad un continuo ingresso di innumerevoli utenti in larga parte per richiedere autorizzazioni di Polizia (ci riferiamo in particolare alle pratiche di rilascio del permesso di soggiorno, passaporti e porti d’arma ma soprattutto alle pratiche di rinnovo di tali autorizzazioni), le stesse per le quali, con il menzionato decreto legge, si è provveduto a sospendere i termini del procedimento finalizzato al loro rilascio, proprio a sottolineare la procrastinabilità dello stesso rispetto alla emergenza in corso.

Sono procrastinati i termini per provvedere al rilascio delle autorizzazioni ma si dovrebbe anche agire a monte, statuendo una proroga della validità delle autorizzazioni in possesso dei cittadini, così da evitare, in questo periodo, l’affluenza quotidiana di decine e decine di persone negli Uffici di Polizia per il rinnovo di permessi di soggiorno, passaporti, porti d’arma, etc..
Tutto quanto sopra evidenziato, Preg.mo Signor Capo della Polizia, Le viene sottoposto con il consueto spirito propositivo che caratterizza questa O.S. e con il fine di assicurare la maggior tutela possibile al personale della Polizia di Stato anche in vista dell’imprescindibile contributo che lo stesso, alla luce dello scenario che si sta sempre più evidenziando, sarà sempre in misura maggiore chiamato a svolgere.

Con sincera e profonda stima,

Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese

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