Pianese ospite di Francesco Borgonovo: le criticità del sistema espulsioni per gli immigrati irregolari pericolosi

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Il Segretario Generale del COISP, Domenico Pianese, ospite del Vice Direttore del quotidiano La Verità, Francesco Borgonovo, affronta le problematiche strutturali che ostacolano l’espulsione degli immigrati irregolari pericolosi dal territorio nazionale. Attraverso un’analisi articolata, Pianese identifica tre nodi cruciali del sistema.

La radice del problema: riconoscimento cittadinanza e accordi internazionali

Il primo ostacolo significativo riguarda il riconoscimento della cittadinanza da parte dei Paesi di provenienza. Molte nazioni non riconoscono formalmente i loro cittadini, rendendo impossibile l’espulsione. Inoltre, accordi internazionali vincolanti limitano il numero di persone ammissibili, creando blocchi formali alle procedure di rimpatrio. Il processo è ulteriormente complicato da procedure burocratiche complesse: coordinamento tra forze di polizia, voli di Stato, personale di scorta, coinvolgimento dei comandanti dell’aeromobile.

Il disallineamento giudiziario: il caso di Milano

Un problema ancora più grave emerge dal disallineamento tra legislazione e applicazione concreta delle sentenze. Pianese cita il caso drammatico di Milano: un soggetto extracomunitario che aveva aggredito più volte le donne avrebbe dovuto rimanere ristretto in carcere. Invece, criminali violenti vengono rimessi in libertà dalla magistratura, evidenziando una profonda frattura tra legge e realtà.

Arresti domiciliari incontrollabili

Un ulteriore aspetto critico riguarda gli arresti domiciliari presso centri di accoglienza. Soggetti extracomunitari arrestati per reati violenti, assegnati agli arresti domiciliari presso centri carità, risultano incontrollabili senza una fissa dimora e possono abbandonare la posizione senza conseguenze concrete, rappresentando un grave rischio per la sicurezza pubblica.

Le proposte del COISP

Per risolvere la situazione, Pianese evidenzia la necessità di un approccio pragmatico attraverso accordi internazionali stabili. Il decreto di espulsione dovrebbe avere capacità deterrente concreta: chi viola l’ordine dovrebbe affrontare la restrizione in carcere non facoltativa. Infine, il sistema giudiziario deve rispondere con maggiore severità, garantendo l’applicazione effettiva della normativa vigente.