Centro per Rimpatri (CPR) di Palazzo San Gervasio (Potenza). Richiesta di intervento urgente e di istituzione di un presidio fisso delle Forze di Polizia. SEGUITO

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Roma, 21 giugno 2021

MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
SEGRETERIA DEL DIPARTIMENTO
UFFICIO RELAZIONI SINDACALI DELLA POLIZIA DI STATO

OGGETTO: Centro per Rimpatri (CPR) di Palazzo San Gervasio (Potenza).
Richiesta di intervento urgente e di istituzione di un presidio fisso delle Forze di Polizia.
SEGUITO

Lo scorso 26 maggio (All.1) denunciammo a codesto Ufficio l’incomprensibile impiego del personale delle Forze dell’Ordine nei servizi di ordine pubblico presso il Centro per Rimpatri (CPR) di Palazzo San Gervasio che vedeva tale personale comandato in una turnazione “in quarta” con l’avvicendamento tra 10 componenti del Reparto Mobile di Padova, 20 del Reparto Mobile di Bologna, 20 del Battaglione dei Carabinieri e 10 della Guardia di Finanza, oltre ad un’aliquota territoriale.
Evidenziammo che ultimamente si erano verificati dei disordini provocati dagli ospiti del CPR e spesso sfociati in vere e proprie ribellioni seguite da sfondamento delle reti protettive degli alloggi e occupazione dei tetti … e che, non a caso, tali fatti erano avvenuti durante il turno di servizio che vedeva impiegato il Reparto Mobile di Padova con una forza dimezzata (appena 10 unità) rispetto alle aliquote di personale previste per altri turni.
Concludevamo chiedendo a codesto Ufficio di intervenire formalmente presso i competenti settori del Dipartimento affinché venga immediatamente posto rimedio alla suddetta illogicità di disporre taluni turni di servizio con aliquote di personale chiaramente insufficiente … prima che accada che qualche Poliziotto si faccia seriamente male.
Ora, in aggiunta a quanto sopra, è opportuno denunciare la forte pericolosità, per l’incolumità dei nostri colleghi, che si registra nel disporre, con un numero assolutamente insufficiente di Poliziotti, i servizi di scorta dei migranti dal citato Centro verso l’aeroporto di Bari per il successivo allontanamento dal territorio italiano.
L’Amministrazione è conscia che i cittadini extracomunitari, una volta acquisita la consapevolezza che si sta procedendo alla loro espulsione, possono essere disposti a qualunque cosa pur di evitarla, come accaduto lo scorso 27 maggio, in uno dei citati servizi di scorta, che ha fortunatamente visto come conclusione “soltanto” la fuga di tre migranti e danni all’autobus che li trasportava … un finale che tuttavia poteva anche avere risvolti più pesanti atteso il fatto che i 15 migranti sul bus erano vigilati, sullo stesso mezzo, da SOLI 3 Poliziotti, a nulla rilevando, ai fini di una garanzia immediata della sicurezza dei 3 colleghi, il fatto che al seguito del veicolo in argomento vi era, su altro mezzo, una squadra del Reparto Mobile.
Ebbene, nel caso di cui sopra i nostri 3 colleghi se la sono cavata con qualche percossa, ma fosse finita diversamente? Se la prossima volta finisce diversamente??
La nostra Segreteria Provinciale di Potenza ha chiaramente evidenziato le proprie preoccupazioni al Questore di quella provincia (All.2), chiedendo che in futuro detti servizi vengano organizzati con un numero maggiore di Poliziotti … ma la risposta del predetto (All.3) non ha rassicurato affatto, e non certo per sua colpa.
Anche a tal riguardo codesto Ufficio vorrà quindi intervenire con fermezza, affinché passi il principio che un servizio, peraltro rinviabile come quello di scorta in argomento, deve essere fatto solo se e quando si ha modo di garantire la sicurezza in primis dei Poliziotti.
Come giustamente ha sottolineato il nostro Segretario Generale Provinciale al Questore di Potenza in replica (All.4) alla sua risposta, “un autobus con 15 migranti e 3 poliziotti a bordo con un mezzo del reparto con 10 uomini a bordo che lo segue a un centinaio di metri sono certamente una bella sfilata da vedere ma io a bordo di quell’autobus non sarei tranquillo” … e l’Amministrazione ha un obbligo nei confronti del personale di comandarlo in servizi nella massima sicurezza possibile, una misura che nel caso in questione non era nemmeno lontanamente raggiungibile.
Ed infine …
Ad oggi pare siano stati spesi circa 5,5 milioni di euro per sistemare il suddetto Centro per Rimpatri (CPR) di Palazzo San Gervasio e per non pochi tale somma sarebbe esorbitante visti i risultanti ottenuti.
Di certo non sono bastati neppure per asfaltare il piazzale della struttura che è ancora in terra e gli uffici del personale sono incredibilmente ancora nei container.
Beh, anche su queste situazioni qualcuno dovrebbe adoperarsi per vederci chiaro!
In ultimo, rinnoviamo a codesto Ufficio la richiesta di intervenire con decisione per garantire l’assegnazione di personale sia alla Questura di Potenza che al Commissariato di Melfi, da cui oggi si attinge per i servizi presso il predetto CPR sebbene entrambi già in forte sofferenza organica, nonché la richiesta dell’istituzione di un presidio fisso delle Forze di Polizia con annesso ufficio di fotosegnalamento a Palazzo San Gervasio.

La Segreteria Nazionale del COISP

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