Catania come Rovereto, i soggetti ad alta pericolosità devono rimanere in galera

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In poche ore si sono consumati due fatti di gravità inaudita, accomunati tanto dal livello di violenza che dal profilo dei loro autori.
Lo scorso sabato sera, a Rovereto, una donna di 61 anni è stata uccisa a botte da un senzatetto di origine nigeriana con precedenti per reati violenti.
A Catania, due Poliziotti che stavano procedendo al controllo di un altro extracomunitario, sono stati prima minacciati di morte dall’uomo e poi aggrediti con una bottiglia rotta ed anelli in ferro appuntiti, simili ad ami da pesca, realizzati per colpire e ferire.
Uno dei due Agenti è stato attinto al collo, dove ha riportato una ferita che solo per miracolo non ha interessato la giugulare e che ha richiesto 5 punti di sutura e uno all’orecchio. L’altro Poliziotto ha riportato ferite sul sopracciglio con 3 punti di sutura.
Come è possibile, ci chiediamo, che a soggetti pluripregiudicati, ben noti alle Forze dell’Ordine per l’altissimo livello di pericolosità che li contraddistingue, continui a non venire applicata nessun tipo di misura cautelare, lasciandoli liberi di circolare nelle città in attesa di colpire la prossima vittima?
Il nostro sistema di giustizia non può avere porte girevoli: soggetti violenti e pericolosi come questi non possono ritrovarsi liberi dopo solo pochi mesi, ne godere di alcun beneficio di pena. Ci auguriamo che episodi come questi spingano tutti, forze politiche e Istituzioni, a lavorare nella stessa direzione per un radicale cambio di rotta.