Il COISP ha richiamato l’attenzione del Ministero dell’Interno sul perdurante ritardo nell’erogazione del “buono vestiario” relativo all’anno 2026, destinato al personale della Polizia di Stato che svolge le proprie funzioni istituzionali in abiti civili.
La misura riguarda gli operatori impiegati presso uffici e servizi nei quali, per la natura delle attività svolte, non è previsto l’utilizzo dell’uniforme. In questi contesti, l’abbigliamento civile costituisce parte integrante dell’immagine professionale e del decoro con cui il personale svolge quotidianamente le proprie mansioni.
Un beneficio legato alle esigenze di servizio
Il “buono vestiario” rappresenta uno strumento, seppur parziale, finalizzato a concorrere alle spese sostenute dal personale per l’acquisto degli abiti civili necessari allo svolgimento del servizio.
La tardiva erogazione sta creando una situazione di comprensibile disagio tra gli interessati, che attendono da tempo indicazioni certe sui tempi e sulle modalità di definizione della procedura. L’assenza di un quadro chiaro sull’iter amministrativo e contabile rende inoltre ancora più urgente un intervento delle competenti articolazioni del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
La richiesta del COISP
Con la nota Prot. 519/2026 S.N., datata 21 settembre 2026, la Segreteria Nazionale del COISP chiede all’Ufficio Relazioni Sindacali della Polizia di Stato di intervenire con urgenza presso gli uffici competenti.
In particolare, il sindacato sollecita:
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il chiarimento delle ragioni che hanno determinato il ritardo;
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il superamento degli eventuali ostacoli di natura amministrativa e contabile;
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lo sblocco delle risorse stanziate;
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l’emanazione della circolare necessaria per l’avvio dei pagamenti;
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la comunicazione di tempi certi al personale interessato.
«È indispensabile garantire al personale interessato certezza sui tempi di erogazione, evitando ulteriori e ingiustificati differimenti di un beneficio connesso alle esigenze di servizio», sottolinea il COISP nella nota.
La Segreteria Nazionale confida pertanto in un intervento urgentissimo e resta in attesa di un riscontro concreto e tempestivo, affinché la questione possa essere definita nel più breve tempo possibile.






