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Funzionari della Polizia di Stato – Trattamento previdenziale e riconoscimento, ai fini pensionistici e senza oneri di riscatto, degli anni di studio necessari al conseguimento della laurea. Lettera al Ministro dell’Interno

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Roma, 3 settembre 2026

OGGETTO: Funzionari della Polizia di Stato – Trattamento previdenziale e riconoscimento, ai fini pensionistici e senza oneri di riscatto, degli anni di studio necessari al conseguimento della laurea.

AL SIGNOR MINISTRO DELL’INTERNO
Prefetto Matteo Piantedosi
e, p.c.:
AL SIGNOR CAPO DELLA POLIZIA
DIRETTORE GENERALE DELLA P.S.
Prefetto Vittorio Pisani

Preg.mo Sig. Ministro,

il COISP ha più volte rappresentato la grave e persistente sperequazione che penalizza i Funzionari della Polizia di Stato in materia previdenziale, con particolare riferimento al mancato riconoscimento, ai fini pensionistici e senza oneri di riscatto, degli anni di studio universitario necessari al conseguimento del titolo di laurea richiesto per l’accesso al ruolo.

Si tratta di una questione che assume particolare rilievo se si considera che, per i Funzionari della Polizia di Stato, la laurea non costituisce una mera scelta formativa individuale, bensì un requisito indispensabile per l’accesso e lo svolgimento della carriera nel ruolo. Gli anni impiegati per conseguire tale titolo rappresentano, pertanto, una fase necessaria e funzionale all’ingresso nell’Amministrazione e all’esercizio delle relative funzioni.

La mancata valorizzazione, sotto il profilo previdenziale, di tale periodo determina una evidente disparità di trattamento rispetto agli ufficiali delle Forze Armate e delle Forze di Polizia ad ordinamento militare, per i quali l’ordinamento riconosce specifiche forme di valorizzazione degli anni di studio necessari al conseguimento del titolo richiesto per l’accesso alla carriera.

È una differenza di trattamento che appare difficilmente conciliabile con i principi di equiordinazione, omogeneizzazione e parità di trattamento che devono caratterizzare il personale appartenente al Comparto Sicurezza e Difesa, soprattutto laddove le funzioni svolte, i livelli di responsabilità e i requisiti richiesti per l’accesso alle rispettive carriere presentino elementi di sostanziale comparabilità, indipendentemente dalla natura civile o militare dell’ordinamento di appartenenza.

La questione assume oggi una rilevanza ancora maggiore alla luce dell’attenzione che il Governo ha riservato al tema previdenziale nell’ambito del rinnovo del contratto collettivo di lavoro del personale del Comparto Sicurezza-Difesa per il triennio 2025-2027, con l’impegno all’apertura di un tavolo di confronto sulla cosiddetta previdenza dedicata.

Riteniamo che proprio tale percorso possa e debba rappresentare l’occasione per affrontare concretamente una questione che interessa direttamente il futuro previdenziale dei Funzionari della Polizia di Stato e che, da troppo tempo, attende una soluzione.
Il riconoscimento degli anni necessari al conseguimento della laurea assume, infatti, una particolare importanza anche alla luce delle caratteristiche della carriera dei Funzionari di Polizia.

L’accesso ai relativi ruoli avviene, mediamente, in un’età più avanzata rispetto a quella di altri profili professionali del Comparto. Ne consegue che gli anni dedicati al conseguimento del titolo di studio richiesto incidono in maniera significativa sia sulla durata della carriera effettivamente prestata nell’Amministrazione sia, conseguentemente, sulla maturazione del trattamento previdenziale.

Non può essere trascurato, inoltre, che il Funzionario di Polizia, sin dal momento dell’accesso alla carriera, è chiamato ad assumere responsabilità rilevanti, a svolgere funzioni di direzione, coordinamento e gestione del personale e a garantire l’esercizio di compiti di particolare delicatezza per la sicurezza pubblica. È pertanto ragionevole che l’ordinamento previdenziale tenga adeguatamente conto anche del percorso formativo obbligatoriamente richiesto per accedere a tali responsabilità.

Signor Ministro, il superamento di questa disparità non rappresenterebbe soltanto un intervento di carattere previdenziale, ma costituirebbe un importante atto di equità e riconoscimento della specificità professionale dei Funzionari della Polizia di Stato, oltre che un concreto passo avanti verso una maggiore armonizzazione dei trattamenti all’interno del Comparto.

Confidiamo nella Sua riconosciuta competenza, nella profonda conoscenza delle problematiche del Comparto e nella Sua sensibilità verso le esigenze del personale della Polizia di Stato, affinché questa annosa questione possa trovare finalmente un adeguato spazio nell’ambito del confronto sulla previdenza dedicata.

Per tali ragioni, il COISP, quale organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa anche della Dirigenza della Polizia di Stato, Le chiede di assumere ogni utile iniziativa affinché venga affrontato e risolto il problema del riconoscimento, ai fini previdenziali e senza oneri di riscatto, degli anni di studio universitario necessari al conseguimento della laurea richiesta per l’accesso alla carriera dei Funzionari della Polizia di Stato.
Riteniamo che sia giunto il momento di colmare un disallineamento che determina una concreta penalizzazione per una componente fondamentale della nostra Amministrazione e che appare in contrasto con quei principi di perequazione, equiordinazione e omogeneizzazione che devono guidare il trattamento del personale del Comparto Sicurezza e Difesa.

Certi della Sua attenzione e confidando nel Suo autorevole e concreto intervento, restiamo in attesa di un positivo riscontro.

Con sincera stima

Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese

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