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Scontri derby Torino, Coisp: prima accertare verità, poi le sentenze

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Scontri derby Torino, Coisp: prima accertare verità, poi le sentenze

“Un poliziotto che lavora per garantire l’ordine pubblico non può vivere con la paura di ritrovarsi agli arresti domiciliari per aver operato in una situazione di estrema emergenza. La verità va accertata fino in fondo, ma i processi si celebrano nelle aule di giustizia e non prima” dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario del sindacato di Polizia Coisp, in riferimento al poliziotto indagato a Torino dopo gli scontri dello scorso 24 maggio durante il derby. “Auspichiamo che venga fatta piena luce su ciò che è accaduto al tifoso juventino – continua Pianese – ma proprio per questo riteniamo doveroso fare alcune precisazioni tecniche e operative. È inesatto sostenere che possa essere stato proiettato l’involucro in acciaio del lacrimogeno: il dispositivo in dotazione alla Polizia di Stato espelle esclusivamente il tappo cerato e cinque dischetti in materiale plastico contenenti il gas lacrimogeno; saranno gli accertamenti tecnici a chiarire ogni aspetto della vicenda. C’è poi il contesto operativo: i servizi di ordine pubblico si svolgono mentre i poliziotti vengono colpiti da pietre, bottiglie e altri oggetti contundenti, e sono chiamati a difendersi e a difendere i cittadini. In condizioni così concitate può verificarsi un errore operativo, che dovrà essere valutato dall’autorità giudiziaria, ma questo non significa automaticamente che vi siano i presupposti per una misura cautelare così dura. Nessuno chiede impunità per il collega, ma pretendiamo trasparenza e accertamenti rigorosi. Non possiamo accettare un accanimento di questo tipo nei confronti di chi indossa una divisa: assistiamo troppo spesso a grande prudenza verso chi devasta le piazze e aggredisce le forze dell’ordine, mentre nei confronti dei poliziotti si arriva rapidamente a misure che rischiano di lanciare un messaggio devastante. Quale sarà, domani, lo stato d’animo dei colleghi chiamati ancora una volta a lanciare un lacrimogeno per contenere assalti violenti? Fare il poliziotto in Italia sta diventando una roulette russa: si rischia la vita mentre si difende lo Stato e si rischia di finire sotto processo o addirittura in carcere per aver fatto il proprio dovere” conclude Pianese.

La Segreteria Nazionale