Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio. Una gestione priva di equilibrio e che sottrae serenità al personale – Lettera al Capo della Polizia

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Polfer (Polizia ferroviaria)

Roma, 10 dicembre 2018

AL SIGNOR CAPO DELLA POLIZIA
Direttore Generale della Pubblica Sicurezza
Prefetto Franco Gabrielli

OGGETTO: Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio. Una gestione priva di equilibrio e che sottrae serenità al personale

Preg.mo Signor Capo della Polizia,
lo scorso 16 maggio ci trovammo costretti a chiedere all’Ufficio per le Relazioni Sindacali di intervenire nei confronti della dott.ssa Maria Rosa Iraci, Dirigente del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio, al fine di far comprendere alla predetta l’inopportunità di porre in essere atti in danno del COISP.
L’evidente sentimento di fastidio che il citato funzionario mostrava nei confronti dell’attività sindacale di questa O.S., nonché le molteplici violazioni contrattuali, dovevano cessare immediatamente … e l’intervento del menzionato Ufficio del Dipartimento pareva e doveva essere il modo giusto per ottenere il dovuto rispetto delle prerogative sindacali e
l’applicazione corretta delle norme dell’Accordo Nazionale Quadro e delle altre che regolano il rapporto di lavoro dei Poliziotti.
Beh, così purtroppo non è stato.
Sebbene il successivo 25 luglio il Direttore dell’Ufficio per le Relazioni Sindacali riscontrava la citata nota del COISP facendosi garante della “consueta disponibilità al dialogo” da parte del menzionato Dirigente del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio nei riguardi del rappresentanti del COISP, nulla ad oggi è cambiato, così obbligandoci a disturbare direttamente la S.V. Ecc.ma.
Abbiamo sperato fin troppo in una cessazione delle continue disparità di trattamento, delle ricorrenti vessazioni nei confronti di alcuni, di una gestione del personale assolutamente contraria alle norme … ma il tempo non ha portato alcun cambiamento, anzi tutt’altro.
Purtroppo non sono serviti neanche i numerosissimi tentativi fatti dal Coisp nel corso del 2018, di far comprendere al dirigente del Compartimento Polfer del Lazio che la sua gestione stava minando in modo serio la serenità del personale.

Preg.mo Signor Capo della Polizia, questo è ciò che accade al Compartimento Polizia Ferroviaria di Roma:
– nei primi 10 mesi di quest’anno sono stati avviati ben 40 procedimenti disciplinari, la maggioranza dei quali hanno visto l’irrogazione di una sanzione pecuniaria, con il chiaro intendo di colpire in modo maggiormente incidente i Poliziotti e le loro famiglie, impoverendo ancor più il già esiguo stipendio;
– l’orario di lavoro di alcuni colleghi degli uffici viene spesso modificato nella stessa giornata senza alcuna evidente motivazione. Il lavoro straordinario programmato, già disposto con ordine di servizio, viene annullato oppure spostato a piacimento in altra giornata;
– cinque poliziotti vengono comandati ogni giorno, in vari turni, con mansione di “autista a disposizione” (in realtà a non fare alcunché), oltre all’autista personale del Dirigente che è comandato con turno 8-14;
– sovente le variazioni all’ordine di servizio sono fatte in maniera che risulta quasi impossibile comprendere che servizio abbia svolto il personale;
– ad effettuare le scorte treno a lunga percorrenza, che sono peraltro disposte in orari difformi da quelli concordati con le organizzazioni sindacali, sono spesso comandati più Ispettori insieme, in totale spregio alle funzioni del ruolo;
– non di rado il personale turnista addetto al controllo dei passeggeri all’interno dello scalo ferroviario, comandato di servizio con turno 13:00-19:00 e straordinario programmato 09:30-12:30, viene impiegato in straordinario “emergente” (senza che in realtà vi sia alcuna emergenza) già a partire dalle ore 07:00; parimenti colleghi che sono comandati di
aggiornamento professionale con orario 08:00-14:00, il tutto in spregio alle norme contrattuali e all’obbligo che ha l’Amministrazione di garantire adeguato periodo di riposo tra un turno e l’altro e comunque di evitare un carico eccessivo di lavoro al fine di tutelare le condizioni psico-fisiche del personale;
– a buona parte degli Assistenti Capo è stato abbassato il punteggio del rapporto informativo del 2017 quando questi nei precedenti anni avevano raggiunto 45 punti più i due aggiuntivi. Nel contempo le circolari ministeriali concernenti le modalità di compilazione delle note caratteristiche nei confronti del personale che nel corso dell’anno è stato promosso al ruolo superiore vengono del tutto ignorate;
– non vengono prese in considerazione le circolari ministeriali che obbligano i dirigenti degli Uffici a farsi carico di comunicare ai Tribunali l’impossibilità del proprio personale in malattia di rendere testimonianza;
– mancato rispetto delle norme relative alle c.d. “relazioni sindacali” in materia di informazione successiva relativa alla mobilità del personale da un settore all’altro del Compartimento; ed a conclusione di tale carrellata di esempi … una disposizione che obbligherebbe l’ufficiale di p.g. dell’Ufficio Denunce del Compartimento, ogni qualvolta ai varchi di ingresso alla Stazione si presenta un cittadino che vuole sporgere una
denuncia, a recarsi presso i predetti varchi per una valutazione del tipo di denuncia e la gestione della stessa (se inviare il cittadino al binario 1 lungo il quale è ubicato il Compartimento Polfer oppure ad altro Ufficio di Polizia).

Insomma, Signor Capo della Polizia, sotto la guida della dott.ssa Iraci il Compartimento Polizia Ferroviaria per il Lazio è divenuto un modello di mancanza di buon senso, di disparità di trattamento, negazione delle norme contrattuali,
dei diritti dei Poliziotti e delle prerogative sindacali. Chi sottostà viene agevolato in tutto. Guai, invece, per coloro che ritengono che all’interno della nostra Amministrazione debba trovare applicazione il giusto rispetto delle regole.
Il predetto dirigente attua un sistema anacronistico di gestione delle risorse umane, dove l’autoritarismo e l’utilizzo di “sanzioni personali” non previste dal D.P.R. 737\81, come ad esempio l’utilizzo delle aggregazioni al Brennero, quale strumento punitivo parallelo ed indebito (la stessa dott.ssa Iraci si occupa di individuare accuratamente chi deve essere inviato in aggregazione) sono la rappresentazione di una evidente parzialità amministrativa.
Il numero di procedimenti disciplinari che ha raggiunto percentuali probabilmente mai raggiunge prima su tutto il territorio nazionale, la dice lunga su come la dott.ssa Iraci abbia inteso dirigere il citato Ufficio di Polizia. Esemplificativi, su tutti, sono le sanzioni inflitte a quei colleghi del Posto Polfer di Frosinone che si sono prodigati, di corsa, per salvare
una vita … ma senza indossare il berretto di ordinanza. Come a dire che vale più un copricapo che l’incolumità di una persona che in evidente forte stato confusionale si trova sul marciapiede della stazione mentre transitano dei treni.
Signor Capo della Polizia, siamo certi che la S.V. Ecc.ma saprà valutare al meglio la presente ed intervenire con fermezza al fine di riportare presso il menzionato Ufficio quella tranquillità e quel doveroso rispetto delle norme.

Con sincera e profonda stima,

Il Segretario Generale del Co.I.S.P.
Domenico Pianese

 

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