COME SI RIESCE A STRUMENTALIZZARE ED INVENTARE POLEMICHE – AVANTI CON LA MACCHINA DEL FANGO……

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COME SI RIESCE A STRUMENTALIZZARE ED INVENTARE POLEMICHE – AVANTI CON LA MACCHINA DEL FANGO……….. :

 

http://www.repubblica.it/esteri/2016/04/26/news/migranti_tweet_su_profilo_coisp_ci_prendono_in_giro_-138492685/?ref=HREC1-3#gallery-slider=138477719

 

 

Migranti, tweet shock del Coisp: "Ci prendono in giro". Reazione in Rete: "Vergogna"

Il post è del sindacato di polizia che manifestò in favore degli agenti condannati per aver ucciso a botte Federico Aldrovandi. Pubblicata senza commenti una foto che mette in dubbio la veridicità di un naufragio. Maccari, segretario nazionale: "Non possono metterci l'etichetta di razzisti". Ma il Silp-Cgil prende le distanze: "Sarcasmo fuori luogo"

di PIERA MATTEUCCI

 

ROMA – Mentre i grandi della Terra si riuniscono esi confrontano, cercando di mettere un freno all’emergenza migranti, e mentre in maresi continua a morire, in un tentativo disperato di fuggire da guerra e violenze, in Rete non mancano gli esempi di chi diffonde il sospetto che alcune immagini e notizie relative a naufragi e tragedie non siano vere.
 
L’ultimo caso ieri, quando sull’account Twitter del Coisp, il Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia, è stata pubblicata una foto relativa a un episodio del dicembre 2015.
 

‘Il naufragio…’ è il testo postato insieme alla foto, in cui una freccia rossa evidenzia la posizione di un ragazzo, molto più in alto rispetto a quella degli altri profughi. In testa all’immagine tre opzioni, in cui non manca il sarcasmo. “I casi sono tre: o è alto 7 metri, o cammina sulle acque come Mosè, o ci stanno tirando per i fondelli”.

La foto gira sui social network già da mesi. Ma ieri, chi sa per quale motivo, è stata pubblicata sul profilo del sindacato senza alcuna presa di distanza, senza commenti. E per questo, scatenando una pioggia di commenti.

La reazione sul web. Molti non riescono a credere che cose del genere compaiano su pagine ufficiali di forze dell’ordine, come Paolo Mercuri, che ‏si augura che l’account sia stato hackerato: “Per favore ditemi che la vostra password è stata rubata da un fascistello 16enne ubriaco!” o Marco, che aggiunge ironia all’ironia: “ovvio, lo sanno tutti che i naufraghi non esistono. Ma non erano i carabinieri quelli poco astuti?”. Andrea Iacomini, portavoce dell'Unicef Italia, ad esempio, chiede: “Ci spiegate questo disgustoso tweet?”.

Gli altri sindacati prendono le distanze. Daniele Tissone, segretario del sindacato Silp-Cgil: "Sarcasmo fuori luogo e inaccettabile, la maggioranza dei poliziotti è distante da atteggiamenti e battute di questo tipo". "Un atteggiamento decisamente fuori luogo che offende in primo luogo le migliaia e migliaia di vittime di un tragico esodo, figlio delle guerre e della povertà. La stragrande maggioranza degli operatori di polizia è impegnata in prima linea per salvare vite e, per tale motivo, riteniamo, come Silp Cgil, di condannare chiunque posti o retwitti foto che sono, peraltro, delle autentiche bufale, messe in giro ad arte per alimentare sentimenti di autentica intolleranza".

Cos'è il Coisp. Il Coisp di Franco Maccari (ex sindacalista del Sap), è il settimo sindacato su ordine di rappresentatività che conta circa 7700 iscritti su oltre 97mila appartenenti alla Polizia di Stato. Si proclama "indipendente", ma fa "cartello" con i sindacati di destra Sap e Consap. Sulla legittima difesa, ha questa posizione: "Chi muore commettendo un reato è vittima delle proprie scelte". Il 27 marzo del 2013 il Coisp organizzò un sit insotto l'ufficio di Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, il ragazzo ucciso dalle botte di alcuni poliziotti. Il Coisp in quell'occasione non manifestò in favore della madre del ragazzo massacrato, ma in solidarietà con i poliziotti che furono condannatiin via definitiva a sei mesi per averlo ucciso. 

La replica del Coisp. Risponde Franco Maccari, segretario nazionale: "È una foto come tante che gira su Internet da mesi, ogni domenica pubblichiamo una serie di foto. Ma ormai siamo arrivati alla fobia. Come al solito si tende a costruire un caso sul nulla". "Abbiamo solo preso un'immagine – aggiunge – la didascalia non l'abbiamo scritta noi perché era già sulla foto che ritraeva uno sbarco di migranti siriani. Migranti salvati quotidianamente anche dai poliziotti". "Quindi – continua – è evidente che noi facciamo un servizio di soccorso e non solo ironia. Francamente non penso che potranno metterci sulle spalle l'etichetta di razzisti. Sono davvero perplesso".

 

Giancarlo Albricci, poi, e tra chi rivendica la veridicità dell’episodio in analisi: “dovete solo vergognarvi a distribuire questa immagine che rappresenta un fatto reale. Vergogna!”
 
Ma c’è anche chi, come ‏@luca_g438 non ha alcuna voglia di scherzare e riporta la discussione alla tristezza di tragedie come queste, richiamando a riflettere: “Quanto sarcasmo fareste se ci fossero i vostri figli là? Vergogna infinita!”.

 

 

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