COISP Verona, poliziotti in carcere e delinquenti fuori: questa personale idea della giustizia!

425

Verona, 10 febbraio 2013

COMUNICATO STAMPA

QUESTA PERSONALE IDEA DELLA GIUSTIZIA

Da qualche tempo in Italia è tornato di attualità il problema carceri: politici di ogni schieramento, tutti i mass media e da ultimo anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, hanno denunciato i problemi della popolazione carceraria tra sovraffollamento e condizioni di vita al limite della decenza.

Si ritorna quindi a parlare di amnistia e indulto.

Nel ventennale della fondazione dell’Associazione “Nessuno tocchi Caino”, nata a Bruxelles nel 1993 per favorire l’abolizione della pena di morte e per una giustizia senza vendetta, il Tribunale di Sorveglianza di Bologna ha deciso di mandare in carcere i tre colleghi della squadra Volanti della Questura di Ferrara condannati a 3 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio colposo per la morte durante un intervento di polizia di Federico Aldrovandi.

In questi giorni la collega Monica Segatto è stata trasferita presso il carcere di Montorio (Verona), progettato negli anni ’70 come carcere di massima sicurezza per la detenzione delle persone coinvolte in atti di terrorismo, per scontare la pena di sei mesi, avendole rifiutato l’accesso alle pene alternative.

Senza voler entrare nel merito di questa dolorosa vicenda, la morte di un ragazzo lascia sempre indelebili cicatrici nelle coscienze di tutte le persone coinvolte, non possiamo esimerci dal far notare una disparità di trattamento tra delinquenti e poliziotti:

– per i delinquenti, nel rispetto della privacy e dignità della persona che ha commesso un reato, i giornalisti indicano solo le iniziali; per i poliziotti invece, oltre a nome e cognome, si aggiungono altre informazioni, quali residenza, composizione del nucleo famigliare, etc, esponendoli ad atti di intimidazione e altro;

– per i delinquenti, meglio se pluripregiudicati, in caso di condanna per delitto colposo, si fa ogni sforzo per evitare il carcere e recuperare quindi il soggetto alla società civile; per i poliziotti è diverso: non vanno recuperati, vanno puniti e basta.

Questa recente condanna per “cooperazione colposa” sta provocando qualche perplessità anche tra i poliziotti veronesi, i quali cominciano a nutrire qualche dubbio nel caso in cui l’intervento renda necessaria la coazione fisica.

L’utilizzo dello spray al peperoncino, di libera vendita e presente ormai nelle borsette di numerose signore, è vietato alle Forze di Polizia, sfollagente e manette di sicurezze sono solo orpelli appesi al cinturone praticamente inutilizzabili se non a rischio di future azioni legali da parte di delinquenti, ubriachi, drogati che in Tribunale cercano di farsi passare per vittime. L’unica soluzione sarà quella di pretendere la presenza di un medico che agisca nei confronti dell’eventuale esagitato e testimoni il corretto operato dei poliziotti.

L’opinione pubblica viene portata a dimenticare la nostra storia ricca di episodi eroici, di colleghi che hanno donato la propria vita per il prossimo, Poliziotti che ogni giorno sacrificano i propri affetti per svolgere il loro dovere al meglio delle loro possibilità per il bene della comunità.

Il Segretario Generale Provinciale COISP Verona

Massimo Perazzoli

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here