COISP: POLIZIOTTI PUNITI DIVERSAMENTE DAI NORMALI CITTADINI, SOLIDARIETA’ E VICINANZA VERSO PAOLO, MONICA E LUCA

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Prot. 146/13 S.N.

Roma, 9 febbraio 2013

lettera aperta

 

Agli Onorevoli Deputati e Senatori del Parlamento Italiano

POLIZIOTTI PUNITI DIVERSAMENTE DAI NORMALI CITTADINI

SOLIDARIETA' E VICINANZA VERSO PAOLO, MONICA E LUCA

Lo scorso 30 gennaio i nostri colleghi Monica Segatto, Paolo Forlani e Luca Pollastri sono stati condotti in carcere dopo la sentenza di condanna della Corte di Cassazione per omicidio colposo ai danni del giovane Federico Aldrovandi. La pena inflitta, di tre anni e mezzo, ha visto tre anni ridotti dall’indulto. È rimasto quindi da scontare un residuo pena di 6 mesi.

La richiesta di affidamento ai servizi sociali ed in subordine di arresti domiciliari, è stata negata dal Tribunale di Sorveglianza.

È stata una decisione che noi non abbiamo accettato in quanto l’affidamento ai servizi sociali e gli arresti domiciliari sono stati concessi persino a condannati per reati molto più gravi.

Non mettiamo quindi in discussione la sentenza definitiva della Corte si Cassazione, seppur non la approviamo, ma denunciamo che mai altri – per quanto ci risulta – sono andati in galera per un reato colposo e spesso nemmeno per fatti di gravità ben maggiore. Troppe volte, peraltro, non è capitato di veder finire in carcere neppure i mafiosi, i delinquenti della peggiore specie o i condannati per delitti gravissimi, o chi ha subito una condanna magari non pesantissima, ma per reati di forte allarme sociale come stupri o molto altro ancora.

Ebbene, tre poliziotti sono finiti in carcere per scontare una pena di sei mesi ricevuta per una contestazione a titolo di mera colpa, tre poliziotti imputati per eccesso colposo sono ritenuti talmente tanto pericolosi da dover essere rinchiusi in una cella. Se ad andare in carceresarà anche un quarto collega, Enzo Pontani, verrà deciso dal Tribunale di Sorveglianza il 26 febbraio p.v..

Ebbene, attendiamo con ansia il ritorno dei nostri colleghi al lavoro e siamo loro vicini e lo saremo anche dopo per affrontare ancora quell’impegno difficile e complicato che spetta a chi indossa una divisa. Un impegno che svolgiamo con spirito di servizio ben sapendo che comporta grandi sacrifici, che ci porta ad essere continuamente sotto esame e che a volte ci fa anche cadere.

Nell’attesa che Monica, Paolo e Luca vengano liberati, non possiamo non fare alcune cose:

– la prima è quella di ricordare ancora una volta i commenti e gli attacchi vari che i citati colleghi e la Polizia di Stato, hanno subìto nell’ambito di questa vicenda, ricordare l’accanimento contro chi indossa una divisa, ricordare l’odio dimostrato nei confronti di chi, noi Poliziotti tutti, è oramai deciso che sbaglino sempre e comunque, sia quando non intervengono che quando lo fanno. Siamo oramai i bersagli ideali per sfogare rabbia, frustrazione e violenza, in ogni occasione e in ogni sede, e siamo i capri espiatori ideali ogni volta che qualcosa va storto.

– la seconda è di dimostrare vicinanza ai nostri colleghi ristretti in carcere, così che loro abbiano testimonianza della solidarietà di tutti noi e possano affrontare meglio questi mesi di incomprensibile prigionia.

Invitiamo tutti, quindi, ad inviare una lettera ai nostri colleghi Paolo, Monica e Luca. Basteranno anche poche parole per contribuire a dare loro la necessaria forza per andare avanti e superare questo periodo angosciante e pazzesco in cui si sono trovati per adempiere ai propri doveri.

Monica Segatto è ristretta presso la Casa circondariale di Montorio Veronese – VR – (via San Michele, 15 – 37141 Verona), mentre Paolo Forlani e Luca Pollastri sono ristretti presso la Casa circondariale di Ferrara (via Arginone n. 327 – 44100 Ferrara).

È importante che nello scrivere il “mittente” alle lettere che certamente invierete ai nostri colleghi, inseriate la vostra qualifica e l’Ufficio di appartenenza.

Non facciamo mancare la Nostra vicinanza a Monica, Paolo e Luca. Dimostriamo, tutti quanti, di essere vicini a questi nostri colleghi. Sarà anche la testimonianza della nostra disapprovazione nei confronti di una disparità di trattamento che non si spiega, sarà la testimonianza della nostra richiesta alle Istituzioni di questo Paese di non accanirsi contro i propri Servitori trattandoli peggio di come è stato sovente fatto con chi ha commesso reati di assoluta maggiore gravità.

La Segreteria Nazionale del COISP

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