COISP: ALDROVANDI, PONTANI AI DOMICILIARI. FINALMENTE APPLICATA LA LEGGE

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COMUNICATO STAMPA DEL 26 APRILE 2013

Oggetto: Aldrovandi, il Tribunale di Sorveglianza di Milano concede i domiciliari a Enzo Pontani, il Coisp: “Nessuna meraviglia, applicata la legge, finalmente”

“Enzo Pontani ha ottenuto gli arresti domiciliari. Nessuna meraviglia, l’unica cosa da dire è: finalmente! Ma non avevamo molti dubbi che sarebbe andata così, perché il Tribunale di Sorveglianza di Milano non ha fatto altro che applicare la legge. Finalmente, lo ripetiamo. Rimane, più pesante che mai, il fatto che si trovano ancora dietro le sbarre altre due persone che sono le uniche in Italia entrate in carcere per scontare sei mesi di pena per una contestazione colposa, nonostante quanto previsto nella legge svuota-carceri. E ad ogni giorno che trascorre si avverte più forte che mai la disparità di trattamento riservatagli solo ed unicamente perché portano una divisa che li ha fatti diventare il bersaglio perfetto di odio, rancore e desiderio di vendetta che nulla hanno a che fare con la giustizia, né quella codificata nell’ordinamento né, ci sentiamo di aggiungere, con quella suggerita dall’umanità, dalla pietà, dalla ragionevolezza”.

E’ il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia a proposito della notizia della concessione degli arresti domiciliari a uno dei quattro poliziotti condannati per omicidio colposo a seguito del decesso di Federico Aldrovandi, cui è rimasta una pena residua di sei mesi per scontare la quale sono stati inizialmente mandati in carcere per decisione del Tribunale di Sorveglianza di Bologna. Una di loro, poco tempo dopo, ha ottenuto la concessione dei domiciliari dal Tribunale di Sorveglianza di Padova, in applicazione del decreto svuota-carceri in cui è previsto che lepene inferiori ai diciotto mesi non vengano scontate in carcere. Adesso, dopo il suo trasferimento dal carcere di Ferrara a quello di Milano, anche un secondo Poliziotto ha immediatamente ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza meneghino la concessione dei domiciliari in base alla medesima legge. Restano in cella solo i due poliziotti detenuti a Ferrara, cui il Tribunale di Bologna ha negato le misure alternative.

“Lungi dal voler denigrare l’Autorità Giudiziaria di Bologna – aggiunge Maccari -, ci sia consentito, al di là di ogni ipocrita giro di parole, rilevare come l’ombra del legittimo sospetto prenda sempre più corpo. Quello che accade, giorno dopo giorno, non fa che provare la fondatezza e la legittimità del nostro operato. Da mesi, ormai, ripetiamo che ai colleghi avrebbero dovuto essere concessi i domiciliari, non certo perché loro meritassero dei privilegi o dovessero considerarsi al di sopra della legge, ma solo e unicamente perché è proprio la legge a stabilirlo, e dunque dovrebbe essergli garantita parità di trattamento rispetto a tutti gli altri cittadini.

Lo abbiamo detto in ogni modo, in ogni sede, mettendoci la faccia e restando corretti, coerenti e onesti. Per questo siamo stati ingiustamente lapidati – anche da pseudo Sindacalisti sempre pronti a battersi come leoni quando c’è da decidere le assegnazioni dei posti auto nelle caserme -, proprio come è accaduto ai quattro poliziotti contro cui si sono scatenati un risentimento, un odio, un desiderio di vendetta e un accanimento senza precedenti. Pochi si sono fermati a riflettere sulle vite di quattro persone che per anni hanno svolto correttamente il proprio dovere, prima di decidere che il loro annientamento fosse funzionale a riportare la pace della rivalsa. I colleghi sono stati mandati dietro le sbarre, in isolamento, considerato il concreto rischio per la loro vita a causa del lavoro che fanno e per la campagna d’odio di cui sono stati protagonisti. In realtà in quelle celle non avrebbero dovuto entrare, e due di loro adesso, non dovrebbero starci ancora. Le loro vite sono comunque segnate per sempre dal peso della tragedia, e però porteranno in più anche il peso di un ingiusto trattamento da vittime sacrificali per lavare ogni errore o debito che i cittadini, a ragione o a torto, lamentino nei confronti dello Stato”.

“Uno Stato che – conclude il Segretario del Coisp -, oltre a preoccuparsi della linea da assumere pubblicamente di fronte a vicende drammatiche, sia pur questa non voluta, dovrebbe preoccuparsi di passare anche ai fatti predisponendo le efficaci e necessarie misure per fornire ai suoi Poliziotti i mezzi adeguati (da specifici protocolli di comportamento a strumenti banali ed economici come taser o spray che evitino il contatto fisico) per fronteggiare le mille situazioni simili a quella di Ferrara in cui ci troviamo giornalmente. E crediamo che sia il caso di ripetere GIORNALMENTE”.

Ufficio Stampa Co.I.S.P. Nazionale – Responsabile: Olga Iembo Collaboratori: Antonio Capria, Piero Affatigato

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