COISP: ALDROVANDI, 3 POLIZIOTTI IN CARCERE, COME A VOLTE NON CAPITA NEPPURE AI PEGGIORI DELINQUENTI

502

COMUNICATO STAMPA DEL 29 GENNAIO 2013

Oggetto: Caso Aldrovandi, il Tribunale di Sorveglianza manda 3 poliziotti in carcere a scontare 6 mesi. Il Coisp: “Sono stati considerati alla stregua di mafiosi e delinquenti della peggiore specie, anzi peggio, perché molti di quelli sono fuori!”

“Più pericolosi di mafiosi, stupratori, spacciatori. Tre Poliziotti sono finiti in carcere per scontare una pena di sei mesi ricevuta per una contestazione a titolo di mera colpa. Siamo allibiti, ed è inutile fare gli ipocriti e tentare la strada della finta diplomazia. Troppo spesso non capita di finire in carcere neppure ai mafiosi, ai delinquenti della peggiore specie, o ai condannati per delitti gravissimi, o a chi ha subito una condanna magari non pesantissima, ma per reati di forte allarme sociale come stupri o maltrattamenti in famiglia, o molto altro ancora. Prendiamo atto che in Italia tre Poliziotti imputati per eccesso colposo sono ritenuti talmente tanto pericolosi da dover essere rinchiusi in una cella, e la cosa rappresenterà certamente un buon esempio……”.

E’ il commento a caldo di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, alla notizia che il Tribunale di sorveglianza di Bologna ha deciso di mandare in carcere Paolo Forlani, Monica Segatto e Luca Pollastri, tre dei quattro poliziotti condannati in via definitiva a tre anni e sei mesi per la morte di Federico Aldrovandi, il 18enne morto nel 2005 a Ferrara durante un controllo di polizia. I difensori dei tre colleghi avevano chiesto l’affidamento in prova ai servizi sociali, per il periodo di sei mesi, ed in subordine i domiciliari.

Sei mesi sono il residuo della condanna a tre anni e sei mesi per eccesso colposo nell’omicidio colposo, visto che tre anni sono coperti dall’indulto. Il 26 febbraio si discuterà del quarto poliziotto condannato, Enzo Pontani, rinviato solo per vizio di notifica.

“Sappiamo – aggiunge Maccari – che questa decisione è estremamente funzionale il bisogno di vendetta dei protagonisti di questa drammatica storia, che comunque per avere piena soddisfazione pretendono che i colleghi perdano pure il posto di lavoro, anche se questo non è previsto da alcuna norma. Sappiamo che è funzionale anche alle campagne d’odio e denigrazione delle Forze dell’Ordine che, per qualche incredibile motivo, in mezzo a ruberie e abusi d’ogni genere, hanno vinto la poltrona dei cattivi dell’anno in questo strano Paese.

Sappiamo che è funzionale a chi sull’emotività scatenata dalle vicende umane altrui ci marcia e ciracimola consensi, lettori, ascoltatori, candidature. Ma sappiamo, altrettanto concretamente, che è funzionale pure alla crescita esponenziale delle ansie e dei patemi che accompagnano ogni giorno di più tutti i Poliziotti che scendono in strada con uno stato d’animo facilmente immaginabile”.

“Prendiamo atto – insiste il Segretario del Coisp – di questa pesantissima valutazione effettuata, almeno in un caso, senza neppure il conforto della relazione normalmente fornita dai servizi sociali prima delle decisioni relative alle istanze di affidamento in prova, perchè non hanno fatto in tempo a farla, così come neppure uno straccio di colloquio!. Prendiamo atto del significato profondo di tutto ciò ma, come minimo, aspettiamo campagne pubbliche, lettere al presidente del Consiglio e proclami vari quando il prossimo vero delinquente verrà lasciato libero di andare a fare altri danni. Ma sappiamo già che tutto questo non accadrà, come non è mai accaduto in passato”.

Ufficio Stampa Co.I.S.P. Nazionale – Responsabile: Olga Iembo Collaboratori: Antonio Capria, Piero Affatigato

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here