CASO ALDROVANDI: IL SINDACATO DI POLIZIA COISP DEL FRIULI V.G. REPLICA ALLA CAMPAGNA DIFFAMATORIA

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CASO ALDROVANDI: IL SINDACATO DI POLIZIA COISP REPLICA ALLA CAMPAGNA DIFFAMATORIA A MEZZO STAMPA

Il  COISP (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia) è un sindacato libero ed indipendente ed ha un unico interesse: quello di difendere i diritti dei poliziotti e fornire una corretta informazione su tutto quello che li riguarda.

In questi giorni, su tutti i mass-media, siamo stati accusati in modo ignobile di aver manifestato provocatoriamente sotto la finestra dell’ufficio della mamma di Aldrovandi, contro di lei e contro la sentenza di condanna dei 4 poliziotti.

Ma la cosa più incredibile, afferma il Segretario Generale Regionale del F.V.G. del COISP, Domenico DRAGOTTO, è che a farlo siano stati gli altri sindacati di Polizia i quali, in particolare a Trieste, si sono distinti con il segretario provinciale del Sap, Lorenzo Tamaro, che ormai non perde occasione per apparire sugli organi di stampa, anche se in questo caso, purtroppo, ha sfruttato l’angoscia dei poliziotti rinchiusi in carcere e il dolore di una madre, pur di potersi fare della svilente pubblicità.

Sentenziare contro i metodi utilizzati dal CO.I.S.P. senza conoscere i fatti, risulta ancora più ingiustificabile, se tale valutazione proviene da parte di chi dovrebbe conoscere le Leggi dello Stato, avere il dovere di documentarsi e, soprattutto, avere contezza dei problemi operativi che i poliziotti incontrano ogni giorno quando, privi di strumenti idonei, si trovano ad affrontare le persone anche con le sole mani nude, potendo quindi incorrere, loro malgrado, in situazioni analoghe che, lo ricordiamo, un tribunale ha valutato di natura colposa e non dolosa.

Non accettiamo quindi di cavalcare l'onda dell'opportunismo, come invece fanno altri, che rincorrono sempre più spesso un gioco al massacro, parlando a sproposito o, se conviene di più, standosene zitti e lasciando i colleghi da soli ad affrontare le situazioni più complesse.

A nessuno, tanto meno al COISP, sarebbe venuto in mente di manifestare contro una madre che ha perso un figlio e per la quale abbiamo sempre portato il massimo rispetto, a Lei ed al suo dolore.

Così come, a nessuno, neanche al COISP, può essere negato il diritto di manifestare per pretendere la corretta applicazionedelle norme di Legge, anche nei confronti dei poliziotti !

Il COISP, quindi,  non ha difeso solo quattro poliziotti, ma un principio di Legge che deve valere per tutti, anche per noi, con tutte le attenuanti e le aggravanti che il giudice ritiene di applicare.

Remare controcorrente è faticoso, tanto quanto spiegare come sono andate veramente le cose, ma è uno sforzo che tutti quelli che hanno ancora a cuore la verità hanno il dovere morale di fare.

Al di là di tutte le parole resta un fatto: tre persone continuano a restare in prigione anche se non dovrebbero starci, non perché lo dice il COISP, ma perché è la Legge a stabilirlo, in virtù delle norme contenute nel cosiddetto “svuota-carceri”, in base alle quali le pene inferiori a 18 mesi di carcere devono essere scontate fuori dagli istituti di pena.

Alla fine di tutte queste insensate polemiche, conclude DRAGOTTO, qualcuno avrà la lucidità ed il coraggio, senza strumentalizzazioni della nostre iniziative, di discutere del perché tre persone sono ancora in carcere diversamente da quanto stabilito dalla Legge e per una condanna a titolo di colpa?

LA SEGRETERIA REGIONALE COISP      03 / 04 / 2013

http://www.triesteprima.it/trieste/44-cronaca/7351-caso-aldrovandi-il-sindacato-della-polizia-coisp-replica-alla-campagna-diffamatoria-a-mezzo-stampa.html

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