Caso Aldrovandi, il Coisp: Colleghi messi in carcere per una contestazione colposa. Scriviamogli la nostra solidarietà!

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COMUNICATO STAMPA DEL 11 FEBBRAIO 2013

Oggetto: Caso Aldrovandi, il Coisp: “Colleghi messi in carcere per una contestazione colposa. Inspiegabile disparità di trattamento. Ora facciamoci sentire tutti concretamente, scriviamogli la nostra solidarietà!”

“Monica, Paolo e Luca sono chiusi in cella. Siamo Poliziotti e possiamo solo immaginare cosa hanno nella mente e nel cuore. Siamo Poliziotti, e sappiamo invece con esattezza cosa passa nella mente dei colleghi in ogni angolo del Paese. Pensieri che si mormorano a mezza bocca o si tengono stretti dentro. Ma ora non più.

Questo è il momento di farsi sentire forte. Sappiamo bene anche che nessuno cederà alla rabbia, alla frustrazione ed alle provocazioni che sono piovute addosso in un diluvio di odio e inspiegabile rancore su tutti quanti noi, ma una cosa giusta che possiamo fare c’è, ed è tirare tutto fuori tramutandolo in sano e robusto incoraggiamento a Monica, Paolo e Luca. Esprimere loro vicinanza, dirgli ciò che pensiamo, trasmettergli coraggio e determinazione, quelle stesse che ci hanno indotto a indossare la divisa e che ogni giorno ci accompagnano sul campo ad affrontare tutte le difficoltà e gli ostacoli che solo noi conosciamo.

Mano alle penne dunque, ed inondiamo le interminabili giornate di Monica, Paolo e Luca dei nostri pensieri”.

E’ l’invito che Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, rivolge a tutti gli Appartenenti alla Polizia di Stato, tornando ancora sulla vicenda che ha coinvolto Monica Segatto, Paolo Forlani, Luca Pollastri ed Enzo Pontani, i quattro Poliziotti che la Corte di Cassazione ha condannato in via definitiva per omicidio colposo ai danni del giovane Federico Aldrovandi. Lo scorso 30 gennaio i primi tre sono stati condotti in carcere per scontare la pena residua di sei mesi (tre anni e mezzo era quella totale, ma tre anni sono stati indultati) dopo che il Tribunale di Sorveglianza ha negato loro l’accesso a pene alternative, mentre prossimamente è attesa la decisione anche per Pontani.

Il Coisp ha già ripetutamente espresso “sconcerto per questa decisione unica – aggiunge Maccari -, considerato che nessun condannato per contestazioni di natura colposa viene mandato in carcere. Una cosa che dimostra un’inaccettabile disparità di trattamento nei confronti di chi indossa una divisa, quasi che questo stesso fatto venga considerato una colpa o comunque un buon motivo per infierire su quelle che sono e restano tre persone, tre cittadini come gli altri, con la differenza di aver lungamente servito lo Stato.

L’intera vicenda – insiste il Segretario del Coisp -, ben al di là del doveroso rispetto dovuto alla famiglia Aldrovandi per il proprio lutto, ci ha visto assistere atterriti ad una vera e propria gara di insulti, provenienti ovviamente in primis da vari esponenti politici, verso gli Operatori delle Forze dell’ordine, bollati come vigliacchi torturatori con giudizi sbrigativi e immotivati perché basati su fatti travisati, grave ignoranza di tutto quanto riguarda noi ed il nostro lavoro, e strumentalizzazioni dolose a fini tutt’altro che nobili”.

“E proprio per questo noi – insiste Maccari -, una volta di più, vogliamo sottolineare con la massima decisione che, pur se non mettiamo in discussone una sentenza, per quanto chiaramente non condivisa, riteniamo abnorme che dei Poliziotti intervenuti perché la loro presenza era richiesta e necessaria, e per i quali la stessa Autorità giudiziaria ha escluso ogni volontà di fare del male, siano stati messi in cella come non capita a delinquenti con biografie penali del massimo livello”.

“Abbiamo detto e ridetto queste cose alquanto scomode senza timore – conclude Maccari -, lasciando anche che qualcuno in malafede ci facesse passare per degli scellerati con un sapiente taglia e cuci delle nostre parole, trascurando totalmente di prendere in considerazione le nostre motivate riflessioni. Ma l’unica preoccupazione, come sempre, sono i colleghi, e adempiere al nostro compito di farci portavoce delle loro istanze, delle loro necessità, delle loro aspettative, delle loro difficoltà. E le difficoltà di Monica, Paolo e Luca sono di quelle che mettono duramente alla prova.

Ma quella prova loro la supereranno, e noi attenderemo con ansia il loro ritorno a lavoro. Intanto gli staremo vicino, stretti accanto a loro dentro le rispettive celle. Invitiamo tutti a farlo, scrivendo anche solo poche parole a Monica Segatto, che è ristretta presso la Casa circondariale di Montorio Veronese – VR – (via San Michele, 15 – 37141 Verona), ed a Paolo Forlani e Luca Pollastri, i quali sono ristretti presso la Casa circondariale di Ferrara (via Arginone n. 327 – 44100 Ferrara).”.

Ufficio Stampa Co.I.S.P. Nazionale – Responsabile: Olga Iembo Collaboratori: Antonio Capria, Piero Affatigato

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