Aldrovandi, COISP contro due infondate richieste di archiviazione

491

 

 

SCARICA IL COMUNICATO

COMUNICATO STAMPA DEL 25 SETTEMBRE 2013

Oggetto: Aldrovandi e sit-in del 27 marzo 2013, il Coisp si oppone a due infondate richieste di archiviazione di chi ha diffamato il Sindacato: “Almeno i pubblici ministeri dovrebbero basarsi sulla realtà….!”

“Comprendiamo che la mole di procedimenti giudiziari in corso in Italia induca alcuni pubblici ministeri a tentare di disfarsi sbrigativamente di ciò che essi ritengono probabilmente senza importanza, e che anzi potrebbe risultare scomodo, ma non guasterebbe mettersi un solo attimo nei panni di chi ha visto lesa gravemente ed immotivatamente la propria onorabilità e dignità prima di decidere che non ci sia motivo di intervenire. Se detti magistrati fossero stati così pesantemente offesi pubblicamente, di certo non farebbero spallucce di fronte al gesto di un collega di chiedere di archiviare la cosa, oltre tutto senza una motivazione che si basi quantomeno sulla realtà dei fatti.

A noi comunque la cosa non può stare certamente bene e ci opporremo con ogni mezzo”. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, annuncia così le opposizioni presentate dal legale incaricato dal Sindacato Indipendente di Polizia, l’avvocato Eugenio Pini, alle richieste di archiviazione presentate rispettivamente dai pm Enrico Stefani di Modena e Luca Gaglio di Milano, nei confronti di Luciano Vecchi e dell’Associazione Carovana Antimafia, entrambi querelati dal Coisp a seguito delle dichiarazioni pubbliche loro attribuibili, fatte a seguito del sit-in che il Sindacato ha effettuato a Ferrara, il 27 marzo scorso, per chiedere la corretta applicazione della legge svuota carceri per i colleghi condannati per colpa a seguito della morte di Federico Aldrovandi.

“E’ sufficiente una lettura delle esigue motivazioni poste alla base delle richieste di archiviazione – spiega Maccari – per comprendere come sia stata praticamente nulla qualsiasi attività volta non solo ad indagare sulla possibile commissione delle gravi diffamazioni da noi denunciate, ma addirittura senza che ci si sia preoccupati neppure di ricostruire i fatti per come si sono svolti. E sì, perché, incredibile ma vero, dobbiamo leggere che persino un pubblico ministero, estremo difensore della realtà processuale, fa riferimento ad un’inesistente attività sindacale a commento della vicenda processuale o delle sentenze emesse nei confronti dei colleghi, che si sarebbe svolta sotto l’ufficio della madre di Federico Aldrovandi e addirittura sotto casa della stessa! Ha dello sconvolgente che per fare luce sulla distorsione dei fatti che abbiamo denunciato, si parta dagli stessi presupposti distorti posti alla base delle critiche feroci che ci sono state immotivatamente mosse. Ma allora che ci siamo rivolti a fare alla magistratura? Se si deve insistere con l’affermare cose fasulle, è del tutto inutile chiamare in causa nientemeno che magistrati oberati di lavoro! Se poi leggiamo che per qualcuno non è un’offesa, ma un corretto esercizio di critica definire ‘con posizioni apertamente fasciste’, ‘filo nazisti’ e simili, un Sindacato di Polizia che da sempre svolge un’attività libera, indipendente e profondamente corretta e rispettosa della dignità altrui ed in particolare di chi ha sofferto un lutto o un’ingiustizia, allora siamo all’apoteosi dell’ipocrisia”!

“Meglio avrebbero fatto i pm impegnati – conclude Maccari – a scrivere apertamente: questo procedimento è una rogna, se ne sono sentite già troppe su questa storia e non è il caso di infilarsi al centro di nuove polemiche, senza contare che non c’è la voglia, il tempo ed i mezzi per fare indagini su questi tizi di cui non frega niente a nessuno se sono stati diffamati o no! Allora sì che sarebbero apparse motivazioni valide e veritiere. Ma di fronte a quel che abbiamo letto, invece, non possiamo che chiedere che si svolgano doverose ulteriori, anzi le prime e uniche indagini, del caso”.

Ufficio Stampa Co.I.S.P. Nazionale – Responsabile: Olga Iembo Collaboratori: Antonio Capria

 

RISPONDI

Please enter your comment!
Please enter your name here