Servizi di scorta internazionali effettuati dal personale della Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere – Gravi disparità di trattamento

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Roma, 22 maggio 2019

MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
SEGRETERIA DEL DIPARTIMENTO
UFFICIO PER LE RELAZIONI SINDACALI
c.a. Signor Direttore, Vice Prefetto Maria De Bartolomeis

OGGETTO: Servizi di scorta internazionali effettuati dal personale della Direzione Centrale
dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere – È necessario far cessare le attuali
gravi disparità di trattamento

Preg.mo Direttore,
in più occasioni, in ultimo con lettera dello scorso 8 aprile rimasta purtroppo senza risposta, la nostra Segreteria Provinciale di Roma ha rappresentato al Direttore Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, le criticità rilevate in ordine alle gestione dei servizi di scorta internazionali svolti dal personale della medesima Direzione Centrale.
Ciò che si verifica, e riguardo cui si richiede un Suo cortese quanto incisivo intervento, è una grave disparità di trattamento tra il personale: alcuni colleghi si trovano impiegati in molteplici servizi di scorta internazionale che comportano compensi economici irrisori ed altri riescono a svolgere solamente quei servizi di scorta caratterizzati da un considerevole guadagno.
Attualmente la materia riguardante tali servizi di scorta è regolamentata da disposizioni scritte (ordinanza nr. 42/2014) del 19 luglio 2014, che hanno ispirato la formazione di 7 liste. Dette disposizioni vengono però sistematicamente disattese e sono oggetto di libera interpretazione.
Un nuovo software, commissionato ad una ditta esterna, la SIRFIN-PA, avrebbe dovuto garantire trasparenza alle modalità di designazione del personale da impiegare, di volta in volta, nei servizi di scorta, ma lo stesso, sebbene ha pure comportato dei costi, viene utilizzato in maniera parziale: alle utenze cellulari del personale interessato dovrebbe essere inviato un breve messaggio di testo con l’invito a contattare l’ufficio servizi per comunicazioni relative all’impiego in attività di accompagnamento all’estero (le ridette scorte internazionali) e coloro che non rispondono si dovrebbero vedere computato il servizio come effettuato così perdendo posizioni nelle graduatorie delle liste, ma detto sms sovente non viene inviato e chi lo riceve e non vuole svolgere il servizio in quanto poco remunerativo riesce a rimanere nelle prime posizioni delle graduatorie anche se non
risponde al messaggio … e viene nuovamente contattato tra i primi per le successive scorte
che comportano alto guadagno economico.
Anche taluni criteri posti alla base delle graduatorie e talune provvidenziali “esigenze
di servizio” agevolano la disparità di trattamento.
Il criterio dell’indice di guadagno dovrebbe tutelare coloro che hanno effettuato meno servizi di scorta e che quindi dovrebbero essere chiamati per primi, e obbligati, a svolgere le scorte successive.
Si registra tuttavia il caso di operatori costantemente “impossibilitati” ad effettuare le “normali” scorte internazionali sebbene siamo inseriti in graduatoria con indici di guadagno che dovrebbero loro consentire di svolgere diversi dei ridetti servizi. Quando si tratta di scorte poco remunerate vi è sempre una provvidenziale esigenza di servizio (il c.d. “no per servizio”) che legittima l’operatore a non prendere parte al servizio di scorta e contestualmente gli consente di non perdere posizione in graduatoria ma di restare sempre in cima alla stessa… in vista di servizi di scorta meglio remunerati.
È facilmente accertabile, difatti, che in presenza di scorte ambite per il notevole compenso
economico si registra la presenza di operatori generalmente assenti e giustificati per altre scorte e destinazioni (vedi l’ambitissimo charter Nigeria che difficilmente registra dinieghi e defezioni).
Alcuni sono impiegati in decine di scorte e altri, nel medesimo periodo, ne fanno appena una o forse due-tre e arrivano a guadagnare “quasi” quanto chi ne effettua oltre 10. Quel “quasi” gli garantisce di essere sempre in cima alla graduatoria e pertanto di avere il diritto di prelazione alla successiva scorta “conveniente”. Chiaramente tra una scorta “conveniente” e la successiva che pure comporta un buon guadagno ci sono le “esigenze di servizio”.
Il sistema in essere ha sostanzialmente creato differenti categorie di “scortisti”: di serie A (quelli che sono in cima alle liste delle varie scorte, che potrebbero partire sempre, che spesso non partono ma che comunque sono sempre i primi ad essere interpellati … e sono impiegati quasi esclusivamente nelle scorte “convenienti”; quelli di serie B e serie C che invece attendono l’indisponibilità ed i rifiuti altrui per poter svolgere qualche scorta ben remunerata e che nel frattempo, nell’interesse dell’Amministrazione, effettuano tutte le altre scorte che i colleghi di serie A snobbano, quali i circa 80 charter annui per Tunisi.
Da una parte si registra una disponibilità totale, dall’altra un “no per servizio” alle scorte
inflazionate. Da una parte colleghi “scortisti” che in un anno hanno effettuato anche 12 voli di linea, dall’altra colleghi che non ne hanno effettuato neanche uno oppure uno-due con un guadagno vicino alle 12 scorte “normali”.
Tutto ciò premesso, il COISP, con la menzionata missiva del 8 aprile scorso indirizzata
al Direttore Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, ha rappresentato l’esigenza, condivisa dalla stragrande maggioranza del personale impiegato nei servizi di scorta e che, prescindendo dall’organizzazione sindacale di appartenenza, ha aderito ad una raccolta di firme promossa dalla nostra Segreteria Provinciale di Roma, di porre in essere una serie di correttivi ai criteri attuali, così da garantire una più equa rotazione del personale nei servizi di scorta in argomento.
Il mancato riscontro a tale lettera non è stato un bel segnale di attenzione, in primis verso
le decine di colleghi che quasi quotidianamente garantiscono all’Amministrazione lo svolgimento di un servizio particolarmente gravoso senza chiedere al proprio ufficio di concepire provvidenziali esigenze di servizio.
La S.V., anche eventualmente interessando il vertice del Dipartimento, è pregata di porre
in essere un autorevole e incisivo intervento affinché vengano sanate le incongruenze rilevate ed adottati equi criteri di trasparenza e rotazione.

In attesa di cortese urgente riscontro, l’occasione è gradita per inviare i più Cordiali Saluti.

Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese

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