Questura di Pisa, gravissime violazioni delle norme contrattuali con il chiaro intento di favorire un sindacato

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Roma, 15 aprile 2019

MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
SEGRETERIA DEL DIPARTIMENTO
UFFICIO PER LE RELAZIONI SINDACALI
c.a. Signor Direttore, Vice Prefetto Maria De Bartolomeis

OGGETTO: Questura di Pisa – Gravissime violazioni delle norme contrattuali con il chiaro
intento di favorire un sindacato

Preg.mo Direttore,
lo scorso 19 ottobre ci trovammo costretti a chiedere il Suo urgente intervento al fine di riaffermare presso la Questura di Pisa “il rispetto delle regole e degli accordi che costituiscono l’unica base su cui incardinare corrette relazioni sindacali con chi rappresenta il personale della Polizia di Stato”.
Questo l’esatto contenuto della nostra missiva:

… presso la Questura di Pisa sono stati sottoscritti, in data 8.11.2011, dalla totalità delle OO.SS. e dal Questore pro tempore, degli accordi decentrati che all’art. 3, relativamente alle Commissioni di cui all’oggetto, statuiscono quanto appresso: “L’Amministrazione, oltre a quanto previsto dalla circolare 557/RS/01/37/B/0456 del 1 marzo 2010 e successive modifiche ed integrazioni, non potrà nominare quali membri della Commissione, dirigenti sindacali a qualsiasi livello. Le OO.SS. comunicheranno l’elenco dei propri dirigenti sindacali come da statuto”.
Ciò nonostante, i recenti decreti del Questore di Pisa relativi alla composizione delle citate
Commissioni paritetiche, vedono dei rappresentanti sindacali, al massimo livello provinciale, tra i componenti dell’Amministrazione.
A nulla sono valse le giuste lamentele della nostra Segreteria Provinciale e di quelle di altre OO.SS. (vedasi documento allegato). Il Questore ritiene di poter disporre diversamente rispetto agli accordi dallo stesso sottoscritti ed afferma di aver trovato sostegno da parte del Suo Ufficio … al quale probabilmente non è stato rappresentato il contenuto del citato art. 3 dell’Accordo decentrato.
Ora, la questione è abbastanza semplice e trova soluzione nella risposta che Lei darà alle seguenti domande: che valore hanno gli accordi decentrati sottoscritti dall’Amministrazione e dai Sindacati?
Valgono per questi ultimi ma possono ben essere trasgrediti dalla parte pubblica?

Presso la Questura di Pisa, a chiedere il rispetto delle norme non era solamente la Segreteria del COISP ma anche quelle di altre organizzazioni sindacali con una rappresentatività provinciale, al 31.12.2017, pari al 48% … rappresentatività che al 31.12.2018 è divenuta pari al 60%.

La pretesa dell’Amministrazione, in violazione di quanto contrattato a livello locale, di inserire un dirigente sindacale tra i componenti di parte pubblica delle Commissioni Paritetiche, riguardava il sindacato Siulp e veniva chiaramente avallata da tale o.s. sebbene la stessa, in passato, aveva fortemente osteggiato il fatto che nell’ambito di tali Commissioni «i membri scelti dall’Amministrazione sono “in quota” a taluni sindacati». Per essere ancora più precisi (vedasi All. n. 1), il 3 luglio 2012 il segretario provinciale di un’organizzazione sindacale, oggi diretto interessato a far parte delle Commissioni Paritetiche quale componente di parte pubblica, scriveva a quel Questore:

… quelle Commissioni, … Commissioni Paritetiche, … lo sono nei numeri, di fatto, non lo sono nella sostanza, in quanto i membri scelti dall’Amministrazione sono “in quota” a taluni sindacati, e non come semplici iscritti, come si vuol far credere.
Ricorderà la S.V. che mentre nei confronti del membro di parte pubblica e facente parte dell’ANFP, subitaneamente sono stati presi i dovuti provvedimenti di sostituzione, ad oggi, di contro quanto segnalato da queste Segreterie non ha trovato analoga e solerte soluzione

In altre parole, tempo addietro quel sindacato di Pisa si scontrava contro l’Amministrazione al fine di far depennare, in virtù del contenuto dell’art. 3 degli accordi decentrati, il componente di parte pubblica delle Commissioni Paritetiche “facente parte dell’ANFP” e poi quello facente parte di altro Sindacato … mentre adesso si impegnava assieme all’Amministrazione per far inserire il proprio segretario provinciale tra detti componenti di parte pubblica.
Ora, se il cambiamento di opinione di quella o.s. di Pisa e del suo segretario è più che legittimo e comunque non ci interessa affatto, lascia invece del tutto basiti e inaccettabile la condotta del Questore di quella provincia il quale, visto che per favorire le esigenze (oggi diverse da ieri) di citato sindacato si sarebbe dovuto apportare modifiche agli accordi decentrati, ha ben pensato di avallare dette modifiche, infischiandosene del parere di chi rappresentava il 48% dei Poliziotti pisani e, da quest’anno, ben il 60% degli stessi.
Questi i fatti … assolutamente gravi!
Il 19 marzo scorso il Questore di Pisa comunicava (All. n. 2) a tutte le organizzazioni sindacali della provincia che Siulp e Consap avevano “avanzato istanza ex art. 6 comma 1 ANQ per avviare le specifiche trattative per la definizione di modifiche o integrazioni all’accordo precedentemente sottoscritto”. Quindi convocava una riunione per il 29 marzo con il seguente ordine del giorno:

• Art. 3 – Commissioni provinciali
• Art. 4 – tempi e modalità per l’aggiornamento professionale
• Art. 5 – commissione mensa e spacci
• Art. 10 – cambi turno

COISP, FSP Polizia di Stato-ES-LS, SILP Cgil, SAP e SIAP chiedevano che le trattative
venissero svolte a tavoli separati da Siulp e Consap. Quando però si sono trovate all’incontro con il Questore, il 29 marzo, dopo che il predetto aveva già incontrato le oo.ss. che avevano chiesto le modifiche dell’accordo, si è verificato qualcosa di assolutamente avvilente per un’Amministrazione che si definisce corretta e imparziale.
Detto Questore, che chiaramente nella riunione con Siulp e Consap (o forse anche prima?) aveva appreso quali modifiche all’accordo decentrato venivano chieste e – si scoprirà dopo (vedasi All. n. 3) – le aveva addirittura già condivise espressamente (“vi è convergenza ed intesa”) così impedendosi qualsivoglia possibilità di aderire ad eventuali istanze di senso opposto che avrebbero potuto esprimere il COISP e le altre OO.SS. nella successiva riunione a tavoli separati che le riguardava, si è ben guardato dal rappresentare, nel dettaglio, le parti esatte dell’accordo decentrato di cui era chiesta una modifica .. limitandosi a chiedere ai rappresentanti di COISP, FSP Polizia di Stato-ES-LS, SILP Cgil,
SAP e, SIAP, come se questi fossero dei veggenti e quindi potessero conoscere le modifiche che Questore e Siulp volevano fare agli accordi decentrati, se avessero qualcosa da dire riguardo i generici argomenti posti all’ordine del giorno (All. n. 4).
Beh, è chiaro che non funziona così! È altresì chiaro che la riunione del 29 marzo u.s., la prima, a tavoli separati, che riguardava il COISP e le altre OO.SS., avrebbe dovuto avere un seguito in altra data, non avendo essa comportato alcuna discussione sui seppur generici punti posti all’ordine del giorno, stante il fatto che i Sindacati. avevano immediatamente posto una pregiudiziale riguardo la quale il Questore aveva assicurato un doveroso approfondimento (cfr. ancora All. n. 4).
Di fatto, però, il seguito alla riunione del 29 marzo non c’è mai stata. Già il giorno stesso
il Questore di Pisa fissava l’incontro a tavolo unitario per il lunedì 1° aprile (All. n. 5).
Doverosa, a questo punto, la decisione di COISP, FSP Polizia di Stato-ES-LS, SILP Cgil, SAP
e SIAP di non partecipare ad una riunione che vedeva l’Amministrazione già chiaramente schierata dalla parte di chi al 31.12.2017 rappresentava il 52% dei Poliziotti pisani ma che al 31.12.2018 ne rappresenta il 40%.
Doverosa la decisione dei predetti Sindacati di non partecipare ad una riunione nell’ambito
di relazioni sindacali che già vedevano l’Amministrazione porre in essere un’attività del tutto scorretta e lesiva delle prerogative di gran parte delle OO.SS. cui peraltro l’imminente certificazione della rappresentatività per il 2019 assegnerà un bel 60% a livello provinciale.
Inaccettabile, di contro, la pretesa del Questore di Pisa, certificata nel verbale di modifica
dell’accordo decentrato (All. n. 6) pianificato con il Siulp e la Consap, di escludere il COISP, FSP Polizia di Stato-ES-LS, SILP Cgil, SAP e SIAP dai momenti statuiti dagli artt. 5 e 6 dell’ANQ per il fatto che essi non avevano sottoscritto e approvato la predetta modifica.
L’art. 6, comma 4, dell’ANQ statuisce difatti che “La mancata sottoscrizione delle modifiche o integrazioni non incide sulla validità degli accordi sottoscritti ai sensi dell’articolo 4 del presente Accordo”, ed il Questore di Pisa non poteva permettersi di statuire, come ha fatto con nota a margine del citato verbale di modifica degli accordi decentrati concordata con Siulp e Consap (cfr. ancora All. n. 6), che “le OO.SS. non firmatarie non avranno in seguito legittimazione a partecipare alle previste verifiche semestrale di cui all’art. 5 dell’ANQ, se non come uditori, e non avranno titolo a proporre eventuali modifiche e integrazioni ai sensi dell’art. 6 dell’ANQ”.
Sconoscenza delle norme o volontà di prevaricare i diritti di quei Sindacati che rappresentano la stragrande maggioranza dei Poliziotti della provincia di Pisa??
Ebbene, Preg.mo Direttore, a seguito di quanto sopra resocontato, le Segreterie Provinciali
di Pisa del COISP, SAP, SIAP, FSP Polizia di Stato-ES-LS e SILP CGIL hanno formalmente interrotto le relazioni sindacali con il menzionato Questore (All. n. 7), ritenendo – circostanza vieppiù che evidente – che la gestione delle predette relazioni, in occasione delle recenti riunioni che hanno portato alla modifica degli accordi decentrati, fosse stata pregiudizievole rispetto alle loro prerogative.
A Lei è pertanto rivolta la richiesta di censurare tale inammissibile condotta del massimo
rappresentante dell’Amministrazione a Pisa.
Si attende cortese urgente riscontro.

Cordiali Saluti.

Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese

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