Istituzione nuovo ruolo Funzionari per il personale appartenente al ruolo Tecnico-Scientifico – SEGUITO

COORDINAMENTO NAZIONALE DEL PERSONALE APPARTENENTE AL RUOLO TECNICO-SCIENTIFICO

516

Roma, 4 giugno 2019

MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
SEGRETERIA DEL DIPARTIMENTO
UFFICIO PER LE RELAZIONI SINDACALI

OGGETTO: Istituzione nuovo ruolo Funzionari per il personale appartenente al ruolo TecnicoScientifico – SEGUITO

Con l’allegata lettera del 13 febbraio scorso, recante Prot.126/19 S.N., questa O.S. ha
evidenziato come il recente Riordino delle Carriere abbia previsto nuove modalità di progressione di carriera per il personale della Polizia di Stato appartenente al ruolo ordinario non prevedendone analoghe per i dipendenti appartenenti al ruolo tecnico-scientifico. Più in particolare, si rappresentava che per il ruolo ordinario l’accesso al ruolo dei funzionari avviene per concorso pubblico previo possesso della laurea magistrale (ovvero quinquennale) e per concorso interno riservato al personale del ruolo degli ispettori in possesso della laurea triennale, mentre tale duplice previsione non compare
nell’equivalente ruolo dei funzionari tecnici dove, invece, l’accesso ai ruolo dei funzionari avviene per concorso pubblico con laurea magistrale e riserva di posti per gli interni in possesso del medesimo titolo (ovvero laurea magistrale). Non sussiste la stessa seconda ipotesi che è prevista per il ruolo ordinario ovvero il concorso interno riservato al personale del ruolo degli ispettori in possesso della laurea triennale. Per gli interni laureati triennali del ruolo tecnico non è previsto nessun accesso al ruolo dei funzionari.
Sottolineavamo, quindi, che tale disparità di trattamento fa sì che due dipendenti della stessa Amministrazione, a parità di titoli, hanno possibilità di carriera diversa: nel ruolo ordinario con la laurea triennale si può diventare funzionari mentre nel ruolo tecnico al massimo si raggiunge il ruolo degli ispettori tecnici. Chiedevamo, pertanto, di valutare l’opportunità di una previsione normativa che statuisse un nuovo profilo di funzionario tecnico di “governo generico” (con una denominazione da definire) in cui convogliare i colleghi del ruolo tecnico in possesso di lauree triennali con le stesse modalità previste per il ruolo ordinario, aventi compiti di coordinamento e di supporto amministrativo, gestionale e tecnico-organizzativo del settore di provenienza.
A codesto Ufficio veniva chiesto, in conclusione, di farsi portavoce, presso i competenti settori del Dipartimento, della proposta di cui sopra e di pianificare un tavolo di confronto apposito nell’ambito delle riunioni programmate per i prossimi correttivi al Riordino delle Carriere.
Ebbene, in riscontro a tale nostra missiva perveniva nota di risposta datata 13 maggio u.s.,
recante prot. 555/RS/01/16/4746 (anch’essa qui allegata), il cui contenuto ha lasciato perplessi e ci obbliga alla presente replica.
Innanzitutto ci sembra utile sottolineare, in maniera chiara, che non è proposta dalla scrivente Segreteria Nazionale alcuna ipotesi d’ingresso dei laureati triennali in nessuno dei cinque ruoli tecnici “specialistici” oggi esistenti (ingegneri, fisici, chimici, biologi e psicologi), quindi nessuna proposta di dequalificare nessuno.
Nella risposta di codesto Ufficio, che riporta le considerazioni della Direzione Centrale per le
Risorse Umane, viene sottolineato che il riordino, in linea generale, ha introdotto modifiche
sovrapponibili sia al ruolo tecnico che a quello ordinario. Beh, più che sovrapponibile a noi sembra sia prevista una punizione per i dipendenti appartenenti al ruolo tecnico. Nessuno ha mai avanzato ipotesi di disparità di “concessioni” tra il ruolo il ruolo ordinario e tecnico, bensì di prevedere per gli uni quello che è previsto per gli altri, niente di più e niente di meno. Anche la laurea triennale degli appartenenti al ruolo tecnico, come per esempio la laurea triennale degli infermieri, deve poter permettere al personale tecnico di avviare la propria carriera con la qualifica di vice commissario tecnico, per poi essere
promossi alle qualifiche di commissario tecnico e commissario capo tecnico, proprio come l’equivalente dipendente appartenente al ruolo ordinario. Se non esiste discrasia per la laurea triennale dell’appartenente al ruolo ordinario perché dovrebbe esistere per la triennale del tecnico infermiere? Se nessuno si sovrappone a nessuno nel ruolo ordinario, nessuno si sovrapporrà a nessuno neanche nel ruolo tecnico.
In riferimento poi alla confermata articolazione della carriera dei funzionari tecnici in cinque
ruoli “specialistici”, il problema che si voleva evidenziare, nella nostra precedente missiva, resta proprio in questo punto. Sarebbe opportuno intervenire con i correttivi al riordino delle carriere, introducendo almeno una sesta area “specialistica”, che inizi la propria carriera con la qualifica di vice commissario tecnico, per poi essere promossi alle qualifiche di commissario tecnico e commissario capo tecnico. In tale sesto ruolo “specialistico” potrebbero confluire, per concorso interno, i laureati triennali, che sono stati assunti per bando di concorso già con tale requisito obbligatorio, come gli infermieri per essere più
espliciti. La sesta area “specialistica” – come detto – si potrebbe denominare di “governo generico” (o comunque con una denominazione da definire) e nella stessa andrebbero convogliate le lauree triennali (infermiere, fisioterapista, tecnico di laboratorio, etc.) con le stesse modalità previste per il ruolo ordinario, aventi compiti di coordinamento e di supporto amministrativo, gestionale e tecnico-organizzativo del settore di provenienza.
Tutto ciò premesso, sperando di essere stati più felici nell’attuale esposizione, si chiede un
urgente incontro con la Direzione Centrale per le Risorse Umane per sviscerare meglio la problematica oggi penalizzante un intero ruolo.

In attesa di cortese urgente riscontro, l’occasione è gradita per inviare i più cordiali Saluti.

La Segreteria Nazionale del COISP