Il Questore di Asti manda i Poliziotti a mangiare in Ospedale seppur oltremodo difficoltoso e in molti casi impossibile e finanche economica

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Roma, 23 ottobre 2019

MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
SEGRETERIA DEL DIPARTIMENTO
UFFICIO PER LE RELAZIONI SINDACALI
c.a. Signor Direttore, Vice Prefetto Maria De Bartolomeis

OGGETTO: Il Questore di Asti manda i Poliziotti a mangiare nella mensa dell’Ospedale seppur l’utilizzo della stessa è oltremodo difficoltoso e in molti casi impossibile e sebbene
sia anche economicamente sconveniente per l’Amministrazione. Richiesta di intervento urgente.

Preg.mo Signor Direttore,
in questi ultimi due anni, grazie alle costanti sollecitazioni di questa O.S. COISP, si è finalmente giunti all’emanazione di alcune circolari che hanno fatto chiarezza su non poche questioni attinenti alle mense obbligatorie di servizio ed al servizio sostitutivo di mensa, vale a dire le convenzioni con esercizi privati di ristorazione e l’attribuzione del buono pasto.
Con circolare nr. 555-DOC/B/PS/MAS/M16/3257/19 del 24.6.2019, in particolare, è stato
rammentato che:
A) l’articolo 1 della legge 18 maggio 1989, n. 203 riconosce in primis il diritto al beneficio della fruizione della mensa obbligatoria di servizio per specifiche tipologie di contesti di impiego e ambientali, nei quali il personale viene a trovarsi;
B) nelle situazioni in cui sia impossibile assicurare il funzionamento della mensa obbligatoria di servizio, il primo comma dell’articolo 2 della citata legge n. 203/1989 prevede che si debba provvedere, in ordine di preferenza, alla stipula di convenzioni con altre amministrazioni o enti pubblici dello Stato che gestiscono mense per il proprio personale o con esercizi privati;
C) da ultimo, in alternativa alle convenzioni con esercizi privati e qualora sia stato verificato che le stesse non consentano la fruizione di un pasto completo, ai sensi dell’articolo 35 del DPR n. 254/1999 è stata introdotta la possibilità di erogare il “buono pasto giornaliero” (ticket). Tale servizio sussiste anche:
• qualora nella sede di servizio sia presente una struttura di mensa alla quale non risulti
oggettivamente possibile accedere per motivi logistici o di servizio e non sia altresì possibile
stipulare convenzioni con esercizi privati di ristorazione;
• nel caso in cui gli orari di chiusura della mensa non consentano al personale, in relazione
all’orario di servizio svolto, di fruire della mensa medesima, compreso il caso in cui
il dipendente potrebbe fruire del “sacchetto viveri”, che gli dovrà essere fornito solo su sua
espressa richiesta.

Con circolare del Capo della Polizia del 16 gennaio scorso, poi, è stato chiaramente disposto
– che deve essere «assicurata al personale l’erogazione del “buono pasto giornaliero” (ticket), ai sensi della vigente normativa, quale forma sostitutiva di vettovagliamento alternativa al pasto erogato attraverso le convenzioni già stipulate con esercizi privati di ristorazione, qualora sia stato verificato che le stesse non consentano la fruizione di un pasto completo»;
– che «analoga possibilità di erogazione del buono pasto (ticket) sussiste anche qualora nella sede di servizio sia presente una struttura di mensa alla quale non risulti oggettivamente possibile accedere per i richiamati motivi logistici o di servizio, e non risulti possibile stipulare convenzioni con esercizi privati di ristorazione»;
– che «Il predetto buono pasto (ticket) può essere, altresì, erogato nel caso in cui gli orari di chiusura della mensa non consentono al personale, in relazione all’orario di servizio svolto di fruire della mensa medesima, compreso il caso in cui il dipendente potrebbe fruire del “sacchetto viveri”, a meno che il dipendente stesso non lo richieda espressamente».
È stato poi finanche garantito il giusto diritto del personale a fruire della mensa obbligatoria
di servizio per entrambi i pasti (o a vedersi attribuiti due buoni pasto – ticket) nel caso in cui l’attività lavorativa svolta, indipendentemente dalla tipologia di turno o di servizio, abbia una durata continuativa di almeno nove ore e comprenda per intero sia la fascia oraria 14/15 sia la fascia oraria 20/21.
Finalmente, dopo anni di disattenzione, l’Amministrazione ha mostrato quel giusto interesse
verso i diritti ed il benessere del personale … ma non ovunque le cose stanno andando per il verso giusto.
Siamo ad Asti. L’Amministrazione non ha una propria mensa obbligatoria di servizio ed
il personale della Polizia di Stato, alle condizioni previste da norme e circolari, si vedeva giustamente corrisposto il buono pasto (ticket) finché il Questore non ha inteso stipulare una convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale di Asti avente per oggetto l’erogazione del servizio mensa a favore del personale dipendente della Questura, dal lunedì al venerdì dalle ore 12:00 alle 14:30 ed il sabato dalle ore 12:00 alle 14:00: un primo, un secondo, un contorno, un frutto o un dessert, pane/grissini e acqua … al costo, per ogni singolo pasto, di euro 6,00 oltre IVA di legge, per complessivi euro 6,60.
La convenzione firmata – che dopo non poca fatica il COISP è riuscito ad ottenere – è senza
data e la sua registrazione presso l’Ufficio del Registro, che immaginiamo sia stata effettuata, era dovuta, ai sensi degli artt. 5 e 39 del DPR 131/1986, “solo in caso d’uso”.
Che sia stata registra o meno e quando sia avvenuto, comunque, di fatto i Poliziotti della
Questura di Asti, loro malgrado, sono stati obbligati dal 1° ottobre scorso a fruire (solo a pranzo perché a cena è chiusa) della mensa ubicata presso l’Ospedale “Cardinal G.Massaia” di Asti, ubicato a circa 1,3 km dalla Questura e privo di parcheggi dedicati per tale servizio (l’orario di apertura della mensa coincide con quello delle visite ospedaliere e trovare un parcheggio non a pagamento per l’auto è una vera impresa).
Le immediate e continue proteste del COISP e di tutte le altre rappresentanze sindacali del
personale della Polizia di Stato, ampiamente motivate sia in relazione all’impossibilità per il personale di fruire della citata mensa per questioni logistiche e di servizio che alla scarsa qualità della mensa stessa per ciò che riguarda la mancanza di una necessaria varietà delle pietanze offerte in relazione anche agli orari in cui i Poliziotti si trovano a doverne fruire, non hanno convinto il Questore della necessità di recedere dalla convenzione che pertanto continua ad essere applicata sebbene tutto il personale della Polizia di Stato sia comprensibilmente contrariato … e sebbene la stessa è anche economicamente sconveniente rispetto al buono pasto (ticket) che i Poliziotti preferirebbero: un pranzo in Ospedale costa difatti 6,60 euro mentre il buono pasto (ticket) del valore nominale di 7,00 euro costa all’Amministrazione molto meno di tale somma (l’ultima gara Consip per i buoni pasto dei dipendenti della pubblica amministrazione è stata aggiudicata con sconti rispetto al valore nominale che vanno dal 16,59% al 20,75%)!
Il risultato è che i Poliziotti sono amareggiati per l’illogica presa di posizione dell’Amministrazione … e tale delusione nei confronti del proprio benessere rischia di riflettersi anche nell’aspetto lavorativo.
Ma è davvero questo che si vuole?
Preg.mo Signor Direttore, le circolari sopra richiamate sottolineano in maniera chiara che
il diritto al buono pasto (ticket) si configura anche allorquando sussiste una mensa obbligatoria di servizio o, per analogia, una mensa o un esercizio di ristorazione in convenzione ma il personale non può fruirne per ragioni logistiche o di servizio oppure anche quando le stesse non consentono la fruizione di un pasto completo.
Relativamente all’utilizzo della mensa presso l’Ospedale di Asti, il COISP e le altre OO.SS.
dall’inizio del mese di ottobre hanno prodotto una serie innumerevoli di documenti indirizzati al Questore di Asti e finanche al Prefetto di quella provincia, provando che:
– il personale che svolge orario 08:00-14:00 su cinque giorni settimanali e che avrebbe poi dovuto riprendere il servizio alle 14:30 per il “rientro” si trova impossibilitato ad andare a mangiare in Ospedale e fare ritorno in Ufficio in tempo;
– stante l’orario di chiusura della mensa dell’Ospedale alle 14:30 i colleghi che effettuano orario 08:00-14:00 al loro arrivo presso la suddetta mensa non trovano quasi più nulla da mangiare e sono costretti ad arrangiarsi con pietanze fredde che di certo non possono costituire quel “pasto completo” che il Capo della Polizia ha indicato nella suddetta circolare a sua firma;
– i tempi necessari per la consumazione del pasto, l’impossibilità di fruire di parcheggi gratuiti e dedicati al personale della Polizia di Stato, le tempistiche dei mezzi pubblici per raggiungere l’Ospedale dalla Questura e finanche il tempo necessario per arrivarvi a piedi, rendono quasi del tutto impossibile fruire della citata mensa.
Tutto ciò premesso, facendo seguito ai precorsi numerosi confronti avuti con Lei per le vie
brevi e che l’hanno portata ad un Suo primo intervento nei confronti del Questore di Asti, con la presente Le rinnoviamo la nostra richiesta di trovare urgente risoluzione alla questione di cui sopra che – lo ripetiamo – è finanche sconveniente economicamente per l’Amministrazione oltre che limitativa dei diritti del personale della Polizia di Stato.

In attesa di cortese urgente riscontro, l’occasione è gradita per inviare i più Cordiali Saluti.

Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese