Gravissime problematiche presso il Centro di Cooperazione di Polizia e Dogana di Ventimiglia

1004

Roma, 4 febbraio 2019

MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA
SEGRETERIA DEL DIPARTIMENTO
UFFICIO PER LE RELAZIONI SINDACALI

OGGETTO: Centro di Cooperazione di Polizia e Dogana di Ventimiglia.
Gravissime problematiche – Richiesta di intervento urgente.

Nonostante i Centri di Cooperazione di Polizia e Dogana siano uffici interforze al pari della
D.I.A. e del N.O.P. (tanto da trovare anche nell’A.N.Q. la loro disciplina nella medesima parte del documento contrattuale) è pur vero che vi è una profonda differenza sotto il profilo gestionale, soprattutto quello di Ventimiglia – Ponte San Luigi (IM) che è l’unico ubicato sul territorio nazionale.
Infatti, se è pacifico che per quanto concerne i tre C.C.P.D. collocati oltre frontiera (Modane, Chiasso e Thörl Maglern) è relativamente facile gestire amministrativamente il personale poiché tutto il resto è a carico dello Stato ospitante, al contrario, per il C.C.P.D. di Ventimiglia tutto è in capo ad un manipolo di operatori che, oltre alla normale attività operativa loro demandata inerente le specificità codificate per il Centro, deve provvedere a tutte le ulteriori incombenze di carattere amministrativo riguardanti sia il personale che la struttura.
Il risultato è il caos più totale.
Ciò è dovuto al fatto che all’atto dell’istituzione del Centro di Cooperazione di Ventimiglia sono state predisposte tutta una serie di attività per le quali, poi, non è stata prevista una pianta organica comprendente una aliquota dedicata all’amministrazione del Centro stesso di cui oggi è facile disporre funzionalmente ma ben altra cosa è la gestione di alcune tematiche inerenti le risorse umane, la logistica e l’amministrazione generale.
Scendendo nello specifico, sotto una apparente esteriore fluida ed ottimale funzionalità basata sull’applicazione dei due Accordi internazionali riguardanti l’uno la “Cooperazione di Polizia” e l’altro le “Riammissioni” con lo Stato francese, si nascondono una serie di questioni che sono state completamente trascurate in sede di realizzazione dei trattati bilaterali di Chambery e del successivo “Regolamento per i Centri Transfrontalieri di Polizia e Dogana” del 2008 del Capo della Polizia e che hanno portato ad una profonda diversità nel trattamento del personale ivi operante.
Nell’ambito della Polizia di Stato esiste personale “aggregato” a tempo indeterminato
dal Settore Frontiera di Ventimiglia e personale “adibito” dal Commissariato di Ventimiglia (qualcuno dovrà spiegarci la differenza tra i due termini), per l’Arma dei Carabinieri il personale è “trasferito” presso il Centro mentre per la Guardia di Finanza il personale è in forza al Comando Provinciale di Imperia.
In ben 15 anni nessuno ha mai pensato di dare una stabile e definitiva collocazione al personale ivi in servizio con una conseguente razionalizzazione delle attività amministrative … e noi ne vorremmo conoscere le motivazioni.

E’ stato facile prevedere nel Regolamento del 2008 che “il personale del CCPD dipende, per
l’impiego, dal Coordinatore Nazionale per il tramite del Coordinatore italiano e, per i profili
amministrativi e disciplinari, dai Comandi e Uffici dell’Amministrazione di appartenenza”, ma nelle varie norme di riferimento nessuno spiega COME realizzare il progetto visto che non si prevede NULLA in relazione all’amministrazione, la logistica e le basilari attività inerenti la gestione del personale, facilmente liquidate nel Regolamento con la disposizione che “Il Coordinatore italiano garantisce il buon funzionamento della parte italiana del CCPD adottando, se necessario, anche di concerto con i responsabili locali delle Amministrazioni interessate che inquadrano il personale ivi impiegato, le disposizioni a ciò necessarie”: tante belle funzioni da svolgere ma senza una adeguata struttura di supporto che altri uffici simili possiedono e che pertanto diventano veramente difficili da realizzare anche per il più volenteroso dei Coordinatori.
A Ventimiglia c’è chi fa straordinario ma non può fare la reperibilità (Polizia di Stato), oppure c’è chi fa la reperibilità ma può fare poco straordinario (Arma dei Carabinieri) o ancora c’è chi non può fare né l’uno né l’altro (Guardia di Finanza). Per non parlare del fatto che il Coordinatore del Centro ogni semestre è delegato a convocare le OO.SS. per le riunioni periodiche di verifica e confronto previste dagli articoli 5 e 19 del vigente A.N.Q. in cui si ritrova puntualmente a discutere di straordinario programmato, cambi turno e reperibilità che non può contrattare in quanto non conosce neanche la consistenza assegnata al suo Ufficio, mai comunicate dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale … la quale comunque ogni trimestre chiede al C.C.P.D. di Ventimiglia quante reperibilità
e cambi turno sono stati effettuati dal personale della Polizia di Stato e, quindi, implicitamente conferma che l’ufficio dispone di questi istituti, anche se nessuno ha mai voluto mettere nero su bianco il numero complessivo assegnato.
È d’obbligo quindi chiedere: essendo questo ciò che realmente succede, e sicuramente qualcuno alla Direzione Centrale della Polizia Criminale ne deve rendere conto, chi utilizza reperibilità e cambi turno se il personale del C.C.P.D. di Ventimiglia non ne usufruisce?
In una riunione del 06.02.2018 la nostra Segreteria Provinciale di Imperia chiedeva
per l’ennesima volta al Coordinatore italiano “un riscontro alla richiesta effettuata l’anno precedente per ciò che concerne la titolarità dello straordinario programmato, reperibilità e cambio turno”.
Ne conseguiva l’impegno del Coordinatore che “rappresenterà quanto sopra al Coordinatore
Nazionale” … e ad oggi si è ancora in attesa di una formale e completa risposta.
Codesto Ufficio vuol farsi carico di fornirla?
… e ancora, con riguardo all’organico che peraltro col passare del tempo diminuisce
fisiologicamente …
Come si evince dal Regolamento dei C.C.P.D. del 2008, per l’applicazione dell’Accordo sulla
Cooperazione di Polizia (ad appannaggio della Direzione Centrale della Polizia Criminale)
va impiegato personale dei servizi ordinari, mentre è fatta esplicita menzione che l’applicazione dell’Accordo sulle Riammissioni risulta affidato in maniera univoca ad una aliquota di personale in possesso della specialità di Polizia di Frontiera.
L’applicazione di tali Accordi bilaterali Italia-Francia è quindi affidata a due unità organizzative in seno al CCPD: la Sezione Sala Comune Internazionale e la Sezione Riammissioni, entrambe sotto organico di poliziotti a detta del Coordinatore.
Dal 2008 il personale della Specialità di Frontiera di nuova assegnazione al C.C.P.D. deve
occuparsi di Polizia di Frontiera/riammissioni e questo dettaglio non lo diciamo noi del COISP, ma il Capo della Polizia!

La situazione della Sezione Riammissioni, fino a pochi giorni fa, era la seguente:
– Organico di 3 unità;
– Il carico di lavoro della Sezione riguarda la specifica applicazione dell’Accordo sulle Riammissioni (che già da solo basterebbe) ma anche la gestione degli Affari Generali del C.C.P.D., ossia le pratiche inerenti automezzi, logistica, immobile, D.Lgs 81/2008, applicazione A.N.Q., ordini di servizio, fogli di viaggio, straordinari, contabilità buoni pasto, pratiche amministrative contabili del personale PdS, gestione posta, etc.. Trattasi ovviamente di un elenco che può solo aumentare data la progressiva tendenza del C.C.P.D. ad autogestire la propria attività burocratica e la cui trattazione è demandata esclusivamente alla disponibilità degli operatori addetti non avendo mai ricevuto alcuna
formazione in merito;
– Il personale della Sezione effettua l’orario previsto dall’art. 9 comma 1 lettera b.1 (settimana corta su cinque turni) alternandosi settimanalmente per garantire la presenza il sabato.
Ebbene, il mese scorso si è ripresentato il tentativo del Coordinatore del Centro (già posto
in essere lo scorso anno ma rimandato al mittente dal Dirigente della 1^ Zona Polizia di Frontiera) di “gratificare” un collega della Sezione Riammissioni (quindi in possesso della specialità di Polizia di Frontiera) trasferendolo verso la “gradita” Sezione Sala Comune Internazionale (ove dovrebbe operare personale dei servizi ordinari, senza possesso della specialità).
Tale tentativo stavolta è riuscito appieno. Il 25 gennaio scorso un poliziotto della Sezione
Riammissioni è stato trasferito alla Sezione Sala Comune Internazionale .
Chiaro è che aver portato l’organico della Sezione Riammissioni da 3 a 2 unità comporta
l’obbligo, impossibile da realizzare, per i due colleghi rimasti di dover far fronte ad un carico di lavoro che lo stesso Coordinatore sa bene che era eccessivo anche per 3 unità (tanto da aver chiesto ulteriori assegnazioni di personale in passato), comporta anche l’impossibilità di garantire quella necessaria presenza di sabato e non solo in tale giornata, di garantire ai due colleghi rimasti in forza alla Sezione Riammissioni la fruizione dei riposi settimanali, del congedo ordinario o qualunque altro istituto contrattuale in caso di legittima assenza di uno di essi … con inevitabili ripercussioni sui diritti del personale sui quali, evidentemente, il Coordinatore, ma non noi(!), è disposto a soprassedere pur
di accontentare il collega trasferito alla Sezione Sala Comune Internazionale, il quale pur essendo in possesso della specialità di Frontiera non voleva più svolgere il servizio presso la Sezione Riammissioni.
Se la “riorganizzazione funzionale del CCPD” di Ventimiglia, così chiamata e posta in essere
dal Coordinatore Italiano, non fosse terribilmente seria per le ripercussioni che si verranno a creare sulla Sezione Riammissioni, ci sarebbe da stendere un tappeto rosso al predetto, perché non è certo usuale trovare un funzionario che “riorganizza” (solo a parole) un Ufficio tanto delicato quanto il Centro in argomento basandosi esclusivamente sulle aspirazioni di impiego dei dipendenti. Già, dove lo troviamo un funzionario che un anno prima lamenta la carenza di organico in un settore, la Sezione Riammissioni, dell’Ufficio che dirige e dopo qualche mese ne riduce ulteriormente tale organico pur di soddisfare la volontà del personale?
Se non vi erano le condizioni per effettuare un simile movimento interno nel mese di marzo
scorso, perché farlo adesso? Forse perché si è voluto aspettare che il Dirigente della I^ Zona Frontiera venisse trasferito ad altro incarico?
Sarà il Dipartimento, adesso, a rimettere le cose a posto? Ad assegnare alla Sezione
Riammissioni un congruo numero di operatori da consentirne la funzionalità ed i diritti di chi vi presta servizio??
Codesto Ufficio vorrà rispondere anche a dette domande.

Su una cosa è comunque bene che si convenga tutti quanti: il personale della Polizia di Frontiera assegnato al CCPD dopo il Regolamento del 2008 deve svolgere i compiti demandati a tale specialità.
Se qualcuno ambisce ad altro è bene che cambi Reparto lasciando il posto a chi ha più voglia!
La carenza di organico della Polizia di Stato nell’ambito della Sezione Sala comune
Internazionale deve essere ripianata dalla Questura di Imperia con personale che svolge servizi ordinari e non dal personale della Polizia di Frontiera di Ventimiglia in possesso della specialità di Frontiera.
Ed infine …
Alle porte del 2018 la Direzione Centrale della Polizia Criminale ha finalmente dotato anche il C.C.P.D. di Ventimiglia di attrezzature informatiche all’avanguardia e del suo stesso sistema informatico denominato “Arianna”. Si è trattato di un investimento in tecnologia costato migliaia di euro tra macchinari ed ore di formazione del personale, che ha reso l’attività del Centro più aderente alle normative nazionali e comunitarie vigenti, ivi compresa quella della dematerializzazione degli atti.
Quello che tuttavia doveva essere lo strumento per migliorare la qualità dell’informazione e
l’efficacia ed efficienza dei processi informativi, si è tramutato in una vera e propria beffa per gli operatori italiani che hanno visto quintuplicare il proprio lavoro!
Gli operatori francesi si sono opposti a questa innovazione ed hanno continuato a trasmettere le loro richieste di informazioni e le domande di riammissione (ricevute certamente per via elettronica dai loro servizi di polizia e dogana sparsi sul territorio nazionale) in formato esclusivamente cartaceo costringendo di fatto gli operatori italiani a perdere parecchio tempo nella scannerizzazione dei fogli ricevuti, nell’inserimento del documento digitale cosi ottenuto nel Sistema Arianna e nella successiva
trattazione delle risposte per via telematica.
Chi fa la parte del leone è sicuramente il C.C.P.D. Francia che se ne infischia della normativa comunitaria in materia di dematerializzazione degli atti (vigente anche nel loro Paese) scaricando sugli italiani ciò che dovrebbero fare i francesi.
In ragione di ciò chi subisce una evidente e volontaria sudditanza dell’omologo d’Oltralpe è
sicuramente il Coordinatore italiano che sembra più interessato a non aver problemi invece di pretendere l’applicazione delle disposizioni normative in parola: le vittime sono ovviamente i nostri colleghi che si trovano incredibilmente obbligati a gestire due procedure parallele, la vecchia cartacea (con tanto di gestione di un archivio) e la nuova digitale!
Ora, poiché riteniamo che non era questo il risultato che si era prefissato la Direzione Centrale della Polizia Criminale con l’introduzione del Sistema Arianna, è certamente opportuno che qualcuno faccia comprendere ai francesi che non è certo questo il modo di “cooperare”.
Anche quest’ultima problematica dovrà essere affrontata dal Dipartimento, atteso il fatto che ciò avviene da un anno sotto il silenzio assordante del Coordinatore italiano del CCPD di Ventimiglia, più volte sollecitato da tutti i dipendenti a trovare una soluzione … e l’unica cosa che il predetto ha saputo fare è privare di una unità l’organico della Sezione Riammissioni!
Nessun altro avrebbe potuto fare di meglio.

In attesa di cortese urgentissimo riscontro, l’occasione è gradita per inviare i più Cordiali Saluti.

La Segreteria Nazionale del COISP

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