Correttivi al Riordino. Pronti alla mobilitazione se tutte le risorse non saranno utilizzate per assecondare le legittime richieste dei poliziotti

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A seguito del confronto con il Dipartimento della P.S. dello scorso 3 settembre è necessario fare alcune analisi che vanno oltre i contenuti meramente formali, per capire l’origine di alcune misure proposte dall’Amministrazione sulla base di un evidente ed energico condizionamento politico che potrebbe caratterizzare fortemente la ripartizione dei
circa 23 milioni di euro disponibili per apportare ulteriori correttivi al Riordino delle Carriere per il personale della Polizia di Stato.
Nell’ultimo incontro, come nei precedenti, il COISP ha rappresentato una proposta seria, concreta e sostenibile di correttivi che risolverebbero la stragrande maggioranza delle problematiche che si sono ingenerate a seguito del Riordino del 2017, velocizzando le procedure dei passaggi ai ruoli superiori ed affrontando il problema delle decorrenze giuridiche dell’immissione in ruolo che attraversa trasversalmente molti ruoli della Polizia di Stato, evitando i tagli alle dotazioni organiche di alcuni ruoli e tanto altro ancora. La gran parte delle proposte fatte dalla nostra Organizzazione Sindacale sono realizzabili utilizzando interamente i 23 milioni a disposizione per i correttivi al Riordino delle Carriere del personale della Polizia di Stato.
I problemi nascono proprio sulla libertà o meno di utilizzare dette risorse economiche destinate ai Poliziotti, perché l’imposizione che emerge all’interno del Comparto Sicurezza e Difesa è quella di costringere gli appartenenti alla Polizia di Stato ad utilizzare solo 12 milioni dei 23 a disposizione, così da poter introdurre, con gli altri soldi, peraltro aggirando e violando le procedure contrattuali, un inutile aumento dell’assegno di funzione per il ruolo di base, spettante al compimento dei 17 anni di servizio, di 330 euro/annui lordi che si trasformano in circa 15/18 euro netti al mese ovvero 50 centesimi al giorno.
Una elemosina, una misura sostanzialmente inutile che però assorbirebbe circa il 50% delle risorse a disposizione dei correttivi per il personale della Polizia di Stato, rendendo di fatto impossibile realizzare molte modifiche normative da tempo legittimamente attese da tutti i Poliziotti.
Il COISP ha più volte sottolineato che uno dei maggiori intralci al conseguimento di migliori risultati economici e normativi per il personale della Polizia di Stato è sempre stata l’attuale composizione del Comparto Sicurezza e Difesa. Se ne è avuta riprova con l’ultimo Contratto di Lavoro ed ora con i correttivi al Riordino. In tali contesti è sempre emersa in modo prepotente quanto le diverse specificità tra chi si occupa di Sicurezza e chi invece
si occupa di Difesa sono sempre più un ostacolo per il pieno riconoscimento delle legittime aspettative economiche e normative da entrambi le parti. Le differenze sostanziali spesso si tramutano in veti incrociati che paralizzano, rallentano ed in alcuni casi vanificano alcune opportunità che potrebbero essere colte nell’interesse del personale appartenente alle varie Amministrazioni. Ne è stata vittima finanche la famigerata equiordinazione che viene
puntualmente utilizzata a seconda dei momenti politici e dei colori delle maggioranze che sostengono i governi e che in modo elastico viene estesa o compressa a secondo delle cose che si vogliono o non si vogliono fare.
Una equiordinazione che di fatto non potrà mai concretizzarsi perché il Comparto cui la si vuole imporre è composto da amministrazioni che hanno modelli organizzativi sostanzialmente diversi e soprattutto mission diverse.
Ebbene, il COISP, ora più che mai, ritiene che sia giunto il momento di separare il citato Comparto Sicurezza e Difesa. È indispensabile nell’interesse del personale della Polizia di Stato come di quello delle altre amministrazioni che vi fanno parte. Solamente creando ambiti omogenei si possono conseguire risultati normativi ed economici che siano corrispondenti agli effettivi fabbisogni del personale e delle amministrazioni.
In quest’ottica non intendiamo accettare alcuna imposizione sull’utilizzo delle risorse a disposizione della Polizia di Stato per correggere il Riordino delle Carriere del 2017, anche in considerazione del fatto che probabilmente questa potrebbe essere l’ultima occasione per assecondare le legittime richieste dei Poliziotti.
Per difendere questo principio siamo pronti alla mobilitazione nazionale.

Roma, 5 settembre 2019

La Segreteria Nazionale del COISP

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