Concorsi interni e assegnazioni. Il COISP scrive al Capo della Polizia

4001
Architect looking at blueprints in a building site

Roma, 11 giugno 2019

AL SIGNOR CAPO DELLA POLIZIA
Direttore Generale della Pubblica Sicurezza
Prefetto Franco Gabrielli

OGGETTO: Concorsi interni e assegnazioni.
La trasparenza quale elemento essenziale per un’ Amministrazione credibile.

Preg.mo Signor Capo della Polizia,
il Riordino delle Carriere ha reso possibile emanare una moltitudine di concorsi interni per l’accesso ai vari ruoli, che hanno interessato decine di migliaia di Poliziotti, e contestualmente programmare lo svolgimento dei relativi corsi di formazione presso gli Istituti di Istruzione della Polizia di Stato.
Da subito è stato chiaro che la mobilità del personale vincitore dei predetti concorsi avrebbe assunto una determinante centralità, al punto di essere, per molti dipendenti, dirimente tra accettare o meno il passaggio al ruolo superiore dopo tanti, tantissimi anni di attesa.
Proprio per questo molte Organizzazioni Sindacali, tra cui certamente il COISP, hanno chiesto l’adozione di criteri chiari e conosciuti dal personale interessato alla moltitudine delle fasi concorsuali, criteri e modalità che abbiamo contribuito a definire ed a veicolare tra il personale della Polizia di Stato e che in alcuni casi sono state accolte a malincuore.
Vi è chi, a pochi anni dalla pensione ha preferito rinunciare all’inquadramento nel ruolo superiore a seguito di procedura concorsuale pur di non abbandonare il proprio Ufficio o Reparto, altri invece per conseguire la nuova qualifica hanno dovuto lasciare gli Uffici di appartenenza spostandosi anche di molti chilometri oppure affrontando tipologie di lavoro che probabilmente avrebbero dovuto affrontare 20 anni fa.
Ad esempio, il criterio adottato nell’assegnazione agli Istituti di Istruzione dei vincitori
dei concorsi interni da Vice Sovrintendente e Vice Ispettore, è stato esclusivamente il possesso della qualifica di “istruttore” in una delle discipline formative insegnate nei corsi di formazione di base, secondari o\e specialistici. Criterio che ha costretto alcune decine di appartenenti alla Polizia di Stato ad abbandonare gli Istituti di Istruzione dove prestavano servizio per essere assegnati in Uffici e Reparti territoriali, sobbarcandosi non poche problematiche familiari ed in alcuni casi anche economiche.
Fino ad oggi, comunque, il sistema delle assegnazioni ha avuto il pregio di adottare criteri
uniformi e quindi di non dare mai l’impressione che alla trasparenza si sostituisse l’arbitrio.
Qualcosa però sta cambiando e non pare un bel cambiamento.
A seguito delle risultanze del concorso interno per 3.286 posti nella qualifica
di Vice Sovrintendente del ruolo dei Sovrintendenti della Polizia di Stato ci sono state difatti
segnalate, e le abbiamo riscontrate, delle inopportune novità.
Nello specifico è stato riscontrato che due vincitori dell’aliquota relativa all’annualità 2014,
uno in servizio al Centro Nazionale di Specializzazione e Perfezionamento nel Tiro (CNSPT) di Nettuno e l’altro all’Istituto per Ispettori (IPI) di Nettuno, dopo essere state formalmente assegnate alla Questura di Roma in quanto entrambi privi della suddetta qualifica di “istruttore”, in questi giorni si sono visti cambiato l’Ufficio di assegnazione e spalancare le porte per rientrare al CNSPT ed all’IPI dove svolgevano servizio prima di partecipare al concorso in parola.
Preg.mo Signor Capo della Polizia, anche tutti gli altri colleghi che a seguito dello stesso
concorso, e ulteriori, sono stati assegnati ad altri Uffici piuttosto che farli rientrare presso gli Istituti di Istruzione dove da anni prestavano servizio, sono mogli, mariti, compagni, figli, amici, conoscenti di sindacalisti di elevato spessore del panorama sindacale della Polizia di Stato … oppure lo sono di altri Poliziotti, di funzionari, politici, magistrati, dipendenti di società private, giornalisti, casalinghe, impiegati pubblici, dirigenti d’azienda, operai, insegnanti, disoccupati.
La loro professionalità non è mai stata certo meno di quella dei due appartenenti alla Polizia di Stato in argomento, eppure loro hanno ricevuto un trattamento del tutto diverso.
Beh, le disparità di trattamento sono una cosa alla quale ancora non riusciamo ad abituarci
e probabilmente mai ci riusciremo … e la vicenda sopra riportata ne è un caso eclatante.
Sarebbe quantomeno doveroso, a questo punto, che il Dipartimento disponesse, per ristabilire almeno un’elementare parità di trattamento, l’immediato rientro presso gli Istituti di Istruzione della Polizia di Stato di tutti quei colleghi che a seguito di concorso sono stati assegnati ad altri Uffici e/o Reparti. Sarebbe altrettanto doveroso che vengano ammessi a frequentare il corso di formazione tutti quegli altri colleghi che vi hanno rinunciato, e con esso ad una qualifica e stipendio maggiore, in quanto non potevano permettersi e/o comunque non volevano lasciare l’incarico che da anni rivestivano con estrema professionalità, abnegazione e capacità, presso gli Istituti di Istruzione
ed essere assegnati ad altri Uffici e/o Reparti.
A Lei, Preg.mo Signor Capo della Polizia, chiediamo di intervenire sulla vicenda, accertando
Lei stesso i fatti prima descritti e disponendo che il favorevole trattamento ricevuto dai predetti due colleghi in argomento venga applicato anche a tutto il restante personale della Polizia di Stato.
Vorrà cortesemente altresì disporre che siano individuate idonee soluzioni per ammettere
ai corsi di formazione per l’avanzamento in carriera tutti quei colleghi che vi hanno rinunciato perché non potevano né volevano essere assegnati in un Ufficio diverso da quello di appartenenza, significando che, ovviamente, al termine del corso alla cui frequenza saranno riammessi, dovrà loro essere garantito il rientro nell’Ufficio di provenienza stante le loro eccezionali capacità ed il fatto che detti Uffici, senza di loro, non possono proseguire la loro attività, così come si è ritenuto fosse per i citati due colleghi (esemplificando, sono 3 i colleghi dell’Istituto per Ispettori di Nettuno che hanno dovuto rinunciare a progredire in carriera perché altrimenti sarebbero stati assegnati ad altro Ufficio al termine del corso di formazione … ma ve ne sono innumerevoli delle altre Scuole e degli Uffici e Reparti di Polizia di tutta Italia e molti ancora, se non viene posto in essere un trattamento analogo a quello per i due menzionati colleghi, saranno costretti a rinunciarvi in futuro).

In attesa di cortese riscontro, l’occasione è gradita per formulare i più Cordiali Saluti.

Con sincera e profonda stima,

Il Segretario Generale del COISP
Domenico Pianese

SCARICA QUESTA LETTERA IN FORMATO PDF